parla capitan Lavorato

Dopo la presa di posizione del presidente Donato Bruno che, all’indomani della sconfitta patita a Forlì, ha detto senza mezzi termini che gli atleti della Salento d’amare Taviano devono vergognarsi della loro prestazione, sottolineando come sia deluso soprattutto del rendimento di quegli uomini che, in teoria, dovrebbero dare di più, la squadra recita il «mea culpa» e punta a dimostrare sul campo, nelle restanti cinque gare, di meritare di restare in A-2. «Le parole del presidente sono condivisibili e comprensibili, in quanto a Forlì abbiamo disputato realmente un pessimo match – dice il capitano Francesco Lavorato – Purtroppo, tra l’altro, non è la prima volta che, in trasferta, non riusciamo a dare quanto è nelle nostre possibilità». «A Forlì, per lunghi tratti, sembrava quasi che fossimo meravigliati per la maniera nella quale si stavano esprimendo i nostri avversari – aggiunge Lavorato – Invece, sapevamo benissimo che Sandro Stangoni e compagni non ci avrebbero regalato alcunchè. C’è solo da fare tesoro degli errori commessi e da reagire immediatamente». Nell’arco dell’intera stagione si è spesso avuta la netta sensazione che il Taviano non abbia quella cattiveria agonistica che occorre per avere la meglio quando le cose non girano al meglio sotto il profilo tecnico-tattico. «Purtroppo certe doti caratteriali non si inventano – afferma Lavorato – Si tratta di caratteristiche innate, che non possono essere allenate». «E’ probabile – prosegue il capitano della Salento d’amare – che la nostra compagine abbia qualche limite in tal senso, la qual cosa spiegherebbe perchè abbiamo perso tantissimi dei tie-break disputati. E’ noto, infatti, che il quinto set, per il suo meccanismo attuale, costituisce il momento di maggiore stress di un incontro di pallavolo. Per il medesimo motivo, probabilmente, ci riesce più facile dare il massimo contro le rivali più quotate, in quanto avvertiamo di meno la pressione». Per avere ancora qualche chance di salvezza bisognerà rimettersi subito in sella. «Restano da giocare cinque incontri, nei quali saranno a disposizione 15 punti – sottolinea Lavorato – Per noi, la permanenza dovrebbe essere fissata a quota 39».

da “La Gazzetta del Mezzogiorno – Sport Salento”
articolo a cura di Antonio Calò