Gabriele Maruotti ci parla di sé

Da Fregene fino alla Nazionale italiana per giocare da protagonista i Campionati del Mondo. Lo schiacciatore della Emma Villas Siena Gabriele Maruotti è nato il 25 marzo 1988 e quest’anno ha compiuto trenta primavere. Ha cominciato con la pallavolo da bambino, in età tenerissima. “Avevo 6 anni quando iniziai con il minivolley – racconta –. Stavo a Fregene, lì o si giocava a calcio o a volley e io scelsi questa seconda possibilità”. Gli occhi di Maruotti, nel raccontare, vanno a cercare giorni ormai lontani oltre due decenni: “Ricordo quelle grandi palle gialle con le quali giocavamo – dice –. Che poi in realtà non sono così grandi, ma a noi sembravano giganti. Il mio primo allenatore raccontava tante storie legate alla pallavolo, ci fece appassionare a questo sport. Il volley è sempre stato una parte importante della mia vita”.

Quel bambino di Fregene è diventato uno dei pallavolisti più importanti d’Italia. Tanto da vivere la straordinaria avventura dei Mondiali giocati in casa questa estate. Per arrivare a questo momento Maruotti ha lavorato e faticato tanto. “A 14 anni andai a Velletri – afferma –, che era la migliore società giovanile del Lazio. Vincemmo anche uno scudetto Under 15 e come allenatore avevamo Mario Barbiero (attuale coach di Sora, ndr). Poi a 16 anni cambiai regione, lasciai casa e mi trasferii a Treviso dove conobbi tanti ragazzi fortissimi: Kovar, Cester, Saitta, Candellaro, Antonov. All’inizio fu una figata, c’era grande euforia, facevamo quello che ci piaceva fare in un ambiente straordinario. Poi negli anni ti rendi conto che non è sempre facile stare lontano da casa. Devo dire che i miei genitori sono stati sempre presenti nella mia carriera pallavolistica, mi hanno sempre sostenuto e appoggiato e fatto sentire il loro sostegno. Credo che siano stati orgogliosi quando in estate ho difeso i colori della Nazionale italiana ai Mondiali”.

Fino a questo momento l’avventura iridata è stato il punto più alto nella carriera di Gabriele Maruotti. “Una esperienza fantastica – dice a tal riguardo lo schiacciatore –, con tantissimo pubblico a tifare per noi dentro ai palazzetti dello sport. Già per l’Olimpiade ci fu in Italia una rilevante attenzione mediatica nei confronti della Nazionale di pallavolo, tutto questo si è ripetuto e anche amplificato per i Mondiali. Tantissime persone si sono avvicinate al volley grazie a questa competizione. Il nostro gruppo era molto unito, penso che si sia anche percepito all’esterno. L’unica amarezza la provo per come è andata a finire, ma nel momento conclusivo della rassegna iridata non siamo riusciti ad esprimere la nostra migliore pallavolo. Da questo punto di vista il risultato finale è stato sincero, in quel momento non ci siamo meritati di arrivare tra le prime quattro squadre del torneo”.

Dopo i Mondiali è cominciata l’avventura senese per Gabriele Maruotti, che è diventato un giocatore della Emma Villas. “Tutti quanti si aspettavano un inizio meno complicato – commenta –, l’obiettivo che ci poniamo è quello di uscire da questa situazione. La squadra può giocare bene e noi stiamo lavorando per migliorare e per dare soddisfazioni alla società e al pubblico che ci segue ovunque con grande affetto”.