Lo schiacciatore Swan Ngapeth si racconta a pochi giorni dall’arrivo a Vibo

Sarà uno dei protagonisti della nuova stagione della Tonno Callipo Calabria Volley Vibo Valentia. Il suo nome è Swan Ngapeth, schiacciatore di nazionalità francese che nel Bel Paese si è già fatto conoscere, prima con la maglia di Modena (2016-2018) e poi con quella di Latina (2018-2019).

Un periodo molto impegnativo per il 27enne che ha perseguito l’obiettivo di dimostrare le proprie capacità agonistiche nell’ambito di quella che viene definita la più difficile e prestigiosa competizione di volley con una duplice motivazione: sia per affermarsi professionalmente, sia per affrancarsi dal giudizio comune che la sua strada fosse stata spianata dal fatto di essere, prima, il figlio di Eric Ngapeth (ex pallavolista e allenatore), e poi, il fratello di Earvin Ngapeth (uno dei giocatori più forti del momento). Due personalità già note nel panorama sportivo che inevitabilmente hanno influenzato il pubblico nel valutare Swan, dentro e fuori dal campo di gioco, al punto di mettere spesso a confronto le sue qualità con quelle dei suoi familiari, in particolare del pluripremiato Earvin. Un paragone però che il neo giallorosso ha sempre considerato inutile e che non è mai riuscito a scalfire il legame tra i due fratelli.

“Sono orgoglioso dei successi di mio fratello e non ho mai provato invidia per lui né ho mai tentato di emularlo. Quello che ho sempre fatto e che continuerò a fare è rimanere me stesso. Ci accomuna la passione per la pallavolo che abbiamo ereditato da mio padre ma il nostro percorso è stato diverso. Io prima di intraprendere questa strada ho praticato tanti altri sport come il calcio e il tennis. Earvin aveva le idee chiare su quello che voleva fare da sempre” spiega Swan che tra poco meno di due settimane arriverà a Vibo Valentia alla corte di coach Juan Manuel Cichello per iniziare la nuova avventura con il sodalizio del presidente Pippo Callipo che da quattordici anni prosegue il suo cammino in Superlega. In squadra sarà uno dei giocatori che si muoverà con più dimestichezza in Superlega, avendone già preso le misure nelle tre stagioni precedenti che per lui hanno rappresentato un’occasione di crescita anche personale:

“Appena arrivato in Italia tutti ripetevano che quello che avevo ottenuto era solo per il cognome che porto e non per merito. Ho dovuto faticare doppiamente per farmi conoscere, per dimostrare quanto valgo e per spazzare via i pregiudizi che c’erano su di me. Alla fine in molti si sono dovuti ricredere e mi hanno apprezzato anche per la mia emotività e il mio temperamento mite.”

Quando hai capito che volevi diventare un pallavolista?

“Avevo quasi 14 anni e vedendo che mio fratello vinceva tante medaglie ho pensato che anche io potevo farcela. Devo dire che lui è stato per me uno stimolo importante per prendere questa decisione che però porto avanti a modo mio, con il mio modo di essere e di fare.”

E qual è il tuo modo di essere?

“Sono un ragazzo molto timido e riservato. Non mi piace stare al centro dell’attenzione. Sono molto sensibile e a volte i giudizi della gente mi hanno ferito. Per questo motivo ad un certo punto ho deciso di non leggere più quello che le persone scrivevano sui social.”

Cosa ti piace fare nel tuo tempo libero?

“Amo trascorrere del tempo con la mia famiglia a cui sono molto legato. Non ho la fortuna di vedere spesso i miei genitori a causa della distanza ma loro sono sempre nel mio cuore. In questo periodo di vacanza a casa mia in Francia mi diverte stare con i miei due nipotini, i figli di Earvin. Lui è una presenza costante nella mia quotidianità. Naturalmente mi piace uscire con gli amici. Ho tanti conoscenti ma non tanti amici. Quelli più importanti sono due o tre, tra cui il pallavolista francese Thiebault Bruckert, che conosco da quando ho 15 anni. Anche lui sogna la Superlega e io gli auguro di avere la fortuna di realizzare il suo desiderio. Ogni tanto mi piace anche prendermi dei momenti per stare da solo, mi aiuta a riflettere. Lo faccio quando vado a pescare ad esempio.”

Cosa ti piace dell’Italia?

“La pasta! Ormai è diventato uno dei miei piatti preferiti e ho anche imparato a cucinarla. Quando vado a fare la spesa in Francia cerco tra gli scaffali del supermercato la stessa che compravo in Italia perché ha un sapore diverso.”

Di Vibo Valentia, la città in cui andrai a vivere quest’anno, conosci già qualcosa?

“No, sarà una scoperta. So soltanto che da quelle parti c’è un bel mare.”

Ormai manca poco all’avvio della nuova stagione. Che emozione provi?

“Non vedo l’ora di cominciare. Sono fermo dalla fine di marzo e mi manca molto stare in gruppo. Vado in palestra tutti i giorni ma non è come allenarsi con i propri compagni di squadra. Puntare allo stesso obiettivo tutti insieme ti dà una carica straordinaria.”

Il punto di forza del più giovane della famiglia Ngapeth è senza dubbio la sua grande sensibilità da cui si fa guidare  in campo così come nella vita:

Do valore ad ogni piccolo gesto, ad ogni piccola sfaccettatura della partita. Ad ogni gara avverto una grande emozione e mi sento sotto pressione. È sempre come la prima volta.”

In foto da sinistra: Earvin, Swan e Eric Ngapeth

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