Il libero Luca Cagni, il più piccolo della ‘covata’ Conad, è l’ultimo elemento entrato a far parte della rosa reggiana per la prossima stagione in serie A2 Credem Banca. Classe 2001 di San Polo, Cagni ha scoperto la pallavolo sette anni fa: quel giorno fu amore a prima vista, e decise di abbandonare il calcio. «Quella della pallavolo è stata una scelta casuale ma molto fortunata – racconta –. Mi ricordo di aver pensato, mentre guardavo una partita, che fosse uno sport adatto a me. Mi ha incuriosito, ho provato e … che dire, è andata sempre meglio».

Hai sempre giocato nello stesso ruolo?

«No, anzi. I primi due anni a Cavriago ho giocato come palleggiatore, poi schiacciatore nelle giovanili della Pieve Volley Tricolore, sia banda che opposto. A un certo punto ho chiesto io di provare come libero. Quel ruolo mi affascinava molto».

Come mai?

«Col tempo mi sono reso conto che mi piaceva molto difendere, anche più di ricevere. La seconda linea mi sembrava il mio habitat naturale e ovviamente ho messo gli occhi sul ruolo di libero. Devo dire che mi ha dato molte soddisfazioni da quattro anni a questa parte».

Non ti manca neanche un po’ attaccare?

«Chi attacca può avere un gesto tecnico che permette di sfogarsi, diciamo, mentre il libero no. Eppure quando difendo mi sento potentissimo, è come mettere la pulce nell’orecchio all’attaccante avversario, fargli capire che non l’ha avuta vinta. Spesso si dice che la miglior difesa è l’attacco, anch’io vivo questa sensazione ma al contrario».

Sette anni fa l’inizio, ora la convocazione in A2. Come la vivi questa sensazione, invece?

«Quando mi hanno chiamato non ci potevo credere, in quel momento dovevo sembrare un bambino felicissimo. Per me è un sogno, non me lo sarei mai aspettato».

Aspettative?

«Quello che mi aspetto è soprattutto di crescere come giocatore, imparare il più possibile. Spero di raggiungere i livelli di Morgese, per me è un esempio. L’avevo incontrato qualche volta in passato, ora che l’ho conosciuto un po’ meglio si è confermato un giocatore esperto e capace di rimanere umile, concentrato sui suoi obiettivi. Avere la possibilità di giocare in A2 è sicuramente un passo importante per me, darò tutto me stesso. Per di più indosserò la maglia della mia città: se non è una storia d’amore questa…».