Due chiacchiere con coach Fabio Soli.

Prende sempre più forma il roster 2014/2015 della Globo Banca Popolare del Frusinate Sora con l’arrivo del palleggiatore Marco Fabroni, la riconferma di Hiosvany Salgado e il ritorno di Claudio Paris.

Da queste prime mosse nel volley mercato già è comprensibile quale sia il progetto agonistico stagionale dell’Argos Volley ma forse conoscere più da vicino la nuova guida tecnica potrebbe darci qualche indizio in più.
Coach Fabio Soli è al suo debutto nel Campionato Italiano di Pallavolo Maschile dopo il biennio trascorso in Turchia sulla panchina del Fenerbahçe Spor Kulübü preceduto dall’esperienza in casa Pallavolo Modena da assistente.

Come mai hai scelto Sora per il tuo grande esordio da protagonista sulla panchina della pallavolo Italiana?

“Ho ben impresso nella mi memoria tutto quello che è accaduto nella pallavolo negli ultime anni – inizia a spiegare coach Soli -, e Sora è una società che ha fatto scelte importanti per fare campionati importanti. Avendo esperienze pari a zero come primo allenatore, sono venuto a Sora a propormi per mettermi in gioco ma anche per fare una esperienza importante quale quella di relazionarmi e avere di fronte i proprietari, i capi di una società e capire cosa voglia dire. Mi sono messo a sedere con Gino e Ivan e abbiamo trovato subito una grande sintonia. Loro sono sicuramente persone fuori dagli schemi ma per me è proprio questa la loro positività, infatti ho sposato immediatamente le loro idee e dal momento che ci siamo seduti a parlare, sono andato via dopo quattro ore con un contratto in mano. Ho cercato di incontrarli e una volta seduto al loro tavolo ho chiesto solo una opportunità, quella di poter far parte dell’ambiziosa Argos Volley e quindi di allenare la Globo Banca Popolare del Frusinate Sora. Ci abbiamo messo un attimo a trovare un accordo. Ora la palla è mia, scotta ma sono molto contento, me la tengo e con la mia palla ci gioco fino alla fine. Sono grato a Gino e Ivan per avermi dato questa grande possibilità e sono convinto che fino alla fine tutto quello che potrò mettere e investire in questo progetto non lo farò mancare mai. Tutte le mie energie verranno riversate in quello che sarà il programma tecnico al quale stiamo lavorando. Ho chiesto e ho ottenuto un si, ora non mi resta altro che prepararmi al meglio per dimostrare. Vengo a Sora per fare bene. La mia ambizione da capo allenatore è quella di poter fare al meglio quello amo ossia la pallavolo, una bella opportunità in un campionato difficile che conosco abbastanza”.

Del campionato di Serie A2 cosa ne pensi anche se ancora i roster non sono stati definiti?

“La pallavolo in Italia sta seguendo un trend un pochino preoccupante nel senso che stiamo perdendo grandi giocatori con i mercati esteri che hanno più soldi e si muovono abbastanza bene anche dal punto di vista organizzativo quindi adesso in Italia si ci ritrova a ragionare con situazioni che prima non venivano neanche prese in considerazione per cui penso che il campionato di A2 abbia appunto perso qualche colpo dal punto di vista tecnico. La cosa che a me piace molto invece di questa nuova situazione è che ora la pallavolo sta dando spazio a tanti giovani e a figure estere che una volta non si prendevano in considerazione con gli allenatori e i direttori sportivi che vanno a pescare nei mercati stranieri un po’ per esigenze economiche un po’ perché si sta globalizzando anche la pallavolo, e farlo può tradursi nel fare la differenza in campionato, quindi è anche stimolante”.

Che tipo di allenatore sei?

“Lo scopriremo solo vivendo. Essendo la mia prima esperienza da capo allenatore lo vedremo durante la stagione. Però voglio essere me stesso, perchè quando ci sono figure professionali che si nascondono dietro a facce di cartone e fingono di essere qualcosa lontana da quello che sono, i giocatori se ne accorgano immediatamente. La prima cosa che a me importa è di essere come sono e di far venire fuori le mie caratteristiche: quelle di una persona molto tranquilla che sa ascoltare, che ha imparato dagli errori di grandi allenatori e dalle loro doti, quindi cercherò di trasmettere la mia idea di pallavolo che è molto semplice e precisa. Mi piacerebbe che la mia squadra fosse così, semplice, precisa, con un grande cuore, con un grande spirito e con una grandissima capacità di resistere e combattere perché per il campionato di A2 bisogna esserlo. Molto spesso non vince chi è più forte ma chi è capace di interpretare al meglio le cose semplici della pallavolo. Tutte teorie queste sulle quali è d’accordissimo anche la proprietà, con i fratelli Giannetti che mi hanno chiesto di andare in guerra e io sono molto contento di farlo con Sora perché sono convinto che ci siano l’ambiente e le condizioni giuste per poter far bene. Stiamo costruendo una buona squadra con la quale e sulla quale si potrà fare molto bene. Poi dovremmo dimostrarlo perché vincere non è importante ma è l’unica cosa che conta quindi bisognerà ottenere risultati e per farlo c’è bisogno di poche chiacchiere e tanto lavoro”.

Fin’ora la squadra di cui sarai guida tecnica è composta dal palleggiatore Fabroni, dal centrale Salgado e dallo schiacciatore Paris, quali saranno le caratteristiche atletico-tecniche di questo nuovo roster?

“I ragazzi che attualmente compongono il roster sorano hanno un fortissimo mix di esperienza e di agonismo. A breve inseriremo sicuramente un atleta in grado di darci una grossa mano soprattutto nelle situazioni di finalizzazioni, un giocatore che potrà garantirci un pacchetto punti importante. Poi metteremo su una buona linea di ricezione che permetterà a Fabroni di potersi esprimere al meglio senza dover sprecare troppe energie per spostarsi in ogni dove del campo. Con il progetto attuale non avremo sicuramente grandi centimetri ma ottime doti qualitative a muro. A mio avviso abbiamo buone caratteristiche un po’ in tutti i reparti e questa è una cosa fondamentale perché in questo modo non offriremo troppi buchi agli avversari o punti di riferimento”.

Dato il tuo passato da palleggiatore professionista e gli studi universitari con tesi finale nella quale hai analizzato lo sforzo fisico di un palleggiatore durante le partite, hai una propensione particolare verso questo ruolo?

“Sicuramente. Non voglio dire che il palleggiatore è l’unico ruolo che conta perché ovviamente sarebbe una stupidaggine però è sicuramente il cuore pulsante di una squadra. È un giocatore che tocca tantissimi palloni, che finalizza pochi punti ma è lui che fa girare la squadra. Credo che l’allenatore dovrebbe avere un rapporto particolare con il proprio palleggiatore perché è il suo braccio in campo, è colui che esprime la filosofia del gioco soprattutto nella fase di cambiopalla la quale è l’anima della pallavolo. Per questo credo che con un palleggiatore l’allenatore debba avere un rapporto continuo e di grande fiducia, e per questo sono davvero affascinato dal rapporto che si può creare tra i due. Con il Fabro cercherò di avere più dialogo possibile in un doppio confronto utile a sviluppare al meglio le caratteristiche d’attacco della squadra che saranno nelle sue mani”.

Attualmente sei impegnato con la Nazionale Italiana Femminile Seniores guidata da coach Marco Bonitta assieme al quale vi state preparano per affrontare il prossimo Mondiale, quale sarà il cammino estivo assieme alle azzurre?

“Il cammino da qui ai mondiali prevede il World Grand Prix che diciamo essere l’equivalete della World League maschile e ci porterà in giro per l’Italia e per il mondo in quanto la prima tappa sarà a Sassari dall’1 al 3 agosto e giocheremo nella Pool C assieme a Cina, Rep.Dominicana e Brasile. Poi Hong Kong per affrontare la Pool F di Cina, Thailandia e Giappone dall’8 al 10 agosto. E in fine in Russia per l’ultimo week end della fase preliminare dal 15 al 17 agosto per la Pool H per affrontare le padrone di casa, la Turchia e la Germania. Se ci comporteremo bene avremmo l’opportunità di giocarci la finale a Tokyo dal 20 al 24 agosto altrimenti ci riposeremo una settimana per affrontare al meglio le tre settimane pre-mondiale. Il Mondiale si svolgerà in Italia dal 23 settembre al 12 ottobre ed è suddiviso in tre fasi. L’Italia avrà il primo girone a Roma dal 23 al 28 settembre e poi ci sposteremo a Bari nel caso in cui chiudessimo il girone tra le prime due posizioni, poi Milano per le fasi finali”.

Carla De Caris – Responsabile Uff. Stampa Globo Banca Popolare del Frusinate Sora