Savigliano spezza il sortilegio casalingo: San Donà cede al tie-break

SERIE A3

MONGE-GERBAUDO SAVIGLIANO           3
VT SAN DONA’ DI PIAVE                          2
25-22, 25-21, 22-25, 21-25, 15-12
Savigliano: Gonella, Ghibaudo, Bossolasco, Garelli, Gallo, Bosio, Ghio, Galaverna, Rabbia, Bergesio, Vittone, Testa, Dutto. All.: Bonifetto
San Donà: Chierin, Andreis, Tuis, Vaskelis, Zonta, Garofalo, Basso, Bragatto, Santi, Palmisano, Bellucci, Mignano. All.: Tofoli

CAVALLERMAGGIORE – Il Monge-Gerbaudo spezza l’incantesimo del Pala San Giorgio, non senza essere passato per il surplus di fatica e tensione del tie-break. Stavolta il pubblico, al solito numeroso (ma più caloroso e tambureggiante delle altre volte), si è intrattenuto per 2 ore.
Che potesse essere la volta buona lo si è capito sin dalle prime battute: la squadra, pur con tre errori consecutivi in battuta, è partita col piglio tignoso chiesto alla vigilia da Roberto Bonifetto, che ha iniziato con la diagonale palleggio/opposto formata da Vittone e Ghibaudo, Dutto e Gonella al centro, Galaverna e Bossolasco di banda, Gallo libero (una garanzia in seconda linea); in battuta tattica gli unici cambi: Garelli nel secondo, quarto e quinto set, Bosio nel terzo. San Donà si è presentato senza una pedina fondamentale come lo schiacciatore Pietro Merlo, bloccato a casa dalla schiena.
Galaverna ha da subito fatto vedere di essere ormai recuperato fisicamente e di essere in serata: lui a propiziare entrambi i set point nei primi due set, a finire top scorer (29 punti) e ad essere premiato come MVP. Il buon livello della “rice” (51% Savigliano di positiva contro 41) ha agevolato la regia di Vittone, abile nel variare le soluzioni offensive.
In particolare nei primi due set ha funzionato anche la pipe sia con Galaverna che con Bossolasco (12 i punti del capitano). Il lavoro del muro è stato egregio, una dei fattori chiave del successo saviglianese; Dutto e Gonella hanno sporcato tanti palloni e consentito le rigiocate, sebbene in questo fondamentale le statistiche premino San Donà: 17 punti contro 10, 8 del solo centrale Bragatto su 13 personali; lo stesso dicasi in battuta (9-7, e 13 errori vs 17).
La squadra di Paolo Tofoli si è rifatta sotto nel terzo parziale, trascinata dall’opposto Vaskelis (23 punti, il braccio destro come una leva terrificante), spalleggiato dalla banda Garofalo: Bellucci è palleggiatore astuto a fil di rete ma che di suo gioca poco il primo tempo. Il quarto set è stato un autentico braccio di ferro fino al 19 pari, un equilibrio rotto da alcune giocate che hanno fatto incavolare un Bonifetto di solito controllato.
Al tie-break la stanchezza si è fatta sentire più tra le file degli ospiti che tra quelle di casa. Il Monge-Gerbaudo ha ricominciato da zero, la testa libera da fantasmi, e ha girato campo sull’8-3, andando palla a terra sia per vie centrali (il primo tempo di Gonella per il 10-5) che dalle ali con Bossolasco e un Ghibaudo (18 i punti dell’opposto mancino, tonico e carico). I locali si sono complicati la vita (da 13-9 a 13-11),
e ci è voluto il video check per accertare il “tocco” fuori sull’attacco di Galaverna, tramutando un minaccioso 13-12 nel 14-11. Il sipario è calato su di un errore in battuta di Chierin, al suo quarto di fila al servizio.
Per coach Tofoli, la differenza è stata soprattutto in attacco: “Noi abbiamo sbagliato troppi palloni, con percentuali troppo basse. Savigliano ha sbagliato molto meno e ha difeso anche tanto”.
Lo scout recita 42 di percentuale punto dei biancoblù contro 36. Anche la disamina di Bonifetto parte da qui: “I centrali vorrei usarli sempre bene come stasera, perché aiutano i laterali. Un lavoro che stiamo portando avanti. Questa era una di quelle partite in cui riusciamo a giocare un po’ di più, abbiamo qualche appiglio in più sulla ricezione altrui, l’avversario non ha sempre palla in testa. Tutto sommato abbiamo tenuto bene, abbiamo faticato solo sulle battute al salto di Vaskelis e Garofalo”.
Due punti che riscattano l’impalpabile prestazione del Monge Gerbaudo contro Abba Pineto.