Reggio – Brescia: Bellini e Miselli commentano il match

Non è ancora tempo per una vittoria in casa. Anche la partita di ieri sera ha visto Reggio sconfitta 3 a 1, contro l’ospite della nona giornata di serie A2 Credem banca. La Sarca Italia Chef Centrale Brescia ha preso il controllo del match già dal primo set, dopo una partenza della Conad dai toni decisi smorzata dai ‘Tucani’ in un doppio 19 a 25 (punteggio finale sia del primo che del secondo set). Tra i fattori determinanti della sconfitta per Reggio rientra ancora una volta la fase break, mentre il servizio in più di un’occasione si è dimostrato un elemento di sicurezza per gli atleti di Bosco.

«Brescia ha fatto un’ottima partita – ha detto il centrale Andrea Miselli -, purtroppo noi abbiamo molti problemi a livello fisico, un fattore che anche in allenamento ci condiziona molto per cui in partita abbiamo più difficoltà rispetto al solito. Credo che ci sia da lavorare su tutto, da come ho visto la partita in difesa abbiamo fatto piccoli miglioramenti rispetto agli scorsi incontro. Continuando a lavorare arriveremo a mettere insieme tutti i pezzi e a giocare come tutti vogliamo».

Dopo la prestazione di sabato 7 dicembre contro la Peimar, quando Magnani ha preso il posto di Bellini realizzando solo negli ultimi due set della partita ben 23 punti, ieri sera di nuovo i due schiacciatori si sono dati il cambio. Al secondo set coach Bosco ha schierato in zona due Bellini, realizzatore di 13 punti alla pari del ‘martello’ Ludovico Dolfo. Il terzo è stato il set più combattuto, un testa a testa dall’inizio alla fine, con la chiusura bresciana del match ai vantaggi (24 a 26).

«Le singole prestazioni sono sempre fini a sé stesse, se non si riesce a vincere contano poco – ha commentato lo schiacciatore Bellini -. Stiamo passando un periodo difficile, ne siamo a conoscenza, anche perché i risultati parlano chiaro. Ci manca la fiducia che ti può dare una vittoria, per cui non riusciamo a trovare le soluzioni che possono cambiare le sorti di una partita. Speriamo di venirne a capo».