La Tinet Gori Wines si affida all’esperienza di Alberto Bellini

Prima new entry stagionale. Il DS Sturam trova l’accordo con la forte banda originaria di Dolo, reduce da tre stagioni in A2 con Reggio Emilia “Prata mi cercava da diverse stagioni e mi ha convinto con un progetto interessante. Vedo una società con ambizione e voglia di far bene e mi ci ritrovo perfettamente”

Dopo le conferme di Baldazzi e Calderan ecco il primo volto nuovo della Tinet Gori Wines che verrà. Si tratta di Alberto Bellini, schiacciatore ricevitore trentatreenne originario di Dolo, che nelle ultime tre stagioni ha militato in A2 a Reggio Emilia. Per Bellini 201 centimetri e un colpo d’attacco molto potente. La sua carriera è iniziata nelle giovanili di Treviso per proseguire poi a Trebaseleghe, guidato da Luciano Sturam che, conoscendone bene le doti, lo stava inseguendo già da un paio di stagioni. Per Bellini una solida carriera che lo ha portato a percorrere tutto lo stivale nei parquet di B1 e A2: Segrate (A2), Potenza(B1), Cantù (B1), Brescia (B1 con promozione in A2), Bergamo (B1), Potenza Picena (A2) e Reggio Emilia (A2). Lo sentiamo mentre è a casa e si dedica alla preparazione di un dolce. Sperando che anche la ciambella Tinet Gori Wines esca dolce e appetitosa

Cosa ti ha spinto ad accettare la proposta di Prata in A3 dopo tre anni di A2 a Reggio Emilia?

E’ stata molto importante la ferma volontà di Prata nel volermi nel roster. C’erano già stati contatti nelle stagioni scorse, ma non avevamo concretizzato. Decidere il futuro in una situazione di incertezza come questa non è stato facile, anche perchè sono un giocatore di una certa età e con famiglia. Prata ha dimostrato un grande interesse e garanzie di un progetto interessante”

Conoscevi già l’ambiente di Prata? Quali sono le tue aspettative per la prossima stagione?

Giocandoci contro negli anni di Serie B ho sempre avuto l’impressione di trovarmi di fronte ad una società ambiziosa e con voglia di vincere e questo corrisponde a quello che piace a me ovvero avere stimoli forti e grande agonismo. Fare previsioni per la prossima stagione al momento è complicato perchè non conosciamo neanche la formula del campionato e il mercato è ancora un po’ fermo, quindi è difficile valutare la qualità delle squadre. Sicuramente dobbiamo partire con l’idea di far bene per vincere più partite possibili. Chiaramente sarà sempre il campo a dare il verdetto finale”

Com’è stato da giocatore affrontare una pausa agonistica così lunga?

“E’ stato complicato perchè, come negli altri ambienti, non si sapeva cosa aspettarsi, quando sarebbe finita e quali sarebbero state le conseguenze e le prospettive di ripresa. Io, avendo una certa età, ero dubbioso sul proseguo della carriera, ma ho trovato lo stimolo giusto sia dal lato tecnico che da quello personale con la proposta della Tinet Gori Wines. Aggiungi che dopo 3 anni avevo bisogno di cambiare per trovare nuovi stimoli. Certo ci vorrà tempo e pazienza per riprendere a pieno regime, ma ci faremo trovare pronti. Fortunatamente adesso possiamo muoverci e fare un po’ più di lavoro in modo da arrivare al meglio all’agognato appuntamento con la palla”

Che tipo di giocatore è Alberto Bellini?

“Sicuramente un agonista. Credo che i miei punti di forza in campo siano le qualità d’attacco e una certa fisicità”

Com’è Alberto fuori dal campo?

“Mi piace stare con mia moglie Giada, che peraltro capisce molto bene la vita d’atleta essendo stata una ex pallavolista (palleggiatrice di buon livello tra B1 e A2). Ultimamente mi sono avvicinato alla fotografia. Sono diplomato in massofisioterapia e vorrei che un percorso sulla riabilitazione diventasse il mio lavoro una volta terminata la carriera da giocatore”