Intervista ad Andrea Mattei

Finita la stagione regolare, in casa Volley Tricolore è tempo di tirare le somme ed iniziare la programmazione degli allenamenti per questa settimana che precede l’inizio dei Playoff.

Il centrale Andrea Mattei, dopo aver concluso una stagione con numeri davvero incredibili, ha risposto ad alcune domande sulla propria regular season che lo ha visto primeggiare fra pari ruolo, per numero di punti totali, numero di muri vincenti e media muri per set, lanciando il centrale classe 93 nella top 25 per punti segnati in campionato (unico centrale presente in questa classifica).
Per coronare questi traguardi Mattei, in accordo con la società, ha fatto creare un maglia per un tifoso speciale, il nonno, a cui però non è sfortunatamente potuto arrivare questo dono.
Il nonno del centrale Reggiano si è infatti spento prematuramente ed inaspettatamente lasciando Andrea con un grande dolore ed una grande voglia di dedicare ogni risultato ottenuto, presente e futuro, alla memoria del nonno.

Queste le parole del centrale Reggiano:

“È un momento di grande confusione.
Sono estremamente felice infatti, per i risultati ottenuti dalla squadra e da me in prima persona, viste le classifiche di rendimento che sono appena state stilate dalla lega serie A tuttavia questa notizia mi ha davvero toccato nel profondo.
La squadra ha fatto un lavoro meraviglioso durante tutta la stagione e questo sesto posto, ottenuto in extremis con una prestazione super contro Bergamo è il giusto coronamento per tutto il grande percorso che abbiamo fatto.
Personalmente sono fiero di aver raggiunto l’apice della classifica in molte delle graduatorie statistiche fra i centrali del campionato di serie A2.
Mentirei se dicessi che non era un obbiettivo che mi ero posto ad inizio stagione, soprattutto dopo un’annata come quella dello scorso anno in cui tutti i giocatori erano stati etichettati e giudicati in maniera eccessivamente critica.
Questo obbiettivo mi inorgoglisce moltissimo e sono grato al coach e ai miei compagni per avermi permesso di mantenere certe medie in tutti i campi statistici durante tutta la stagione.
La pallavolo, e non mi stancherò mai di ripeterlo, è uno sport di squadra in cui tutti dipendono dal lavoro dei propri compagni.
Senza le incredibili percentuali in ricezione che abbiamo tenuto per gran parte del campionato Riccardo Pinelli non sarebbe stato in grado di servirmi alla perfezione come ha fatto per tutto il campionato pertanto devo tutto questo al duro lavoro e alle grandi qualità dei miei compagni.
La notizia della scomparsa di mio nonno mi ha davvero compito come un fulmine a ciel sereno purtroppo, rovinando la grande felicità che stavo provando in questi giorni.
È stato per me un grande tifoso ed una persona su cui ho potuto contare moltissimo durante la mia vita e la sua perdita lascia un vuoto incolmabile.
L’ idea della maglia che volevo consegnargli io stesso sono certo lo avrebbe inorgoglito moltissimo pertanto verrà esposta nella tomba di famiglia in suo onore.
Dedico tutto ciò che ho ottenuto in carriera e ciò che abbiamo ottenuto in questa stagione alla sua memoria, con l’intento di proseguire il più possibile questo percorso anche durante i playoff e con la speranza che possa questo stimolo in più servire per chiudere un percorso davvero bello ed importante come quello che abbiamo intrapreso in questa RS.
Ringrazio inoltre la società, lo staff e i miei fantastici compagni di squadra per essersi stretti intorno a me in questo momento così doloroso e delicato.
Siamo davvero un gruppo molto unito e legato che ragiona come una vera e propria famiglia e questo la dice lunga anche sui risultati che abbiamo ottenuto.

Ora la testa andrà, dopo un periodo di stop, alla preparazione della prima partita di Playoff ed io, per cercare di superare questo momento, farò ciò che mi fa stare meglio nel mondo ovvero allenarmi durante e cercare di dare il meglio di me quando verrò chiamato in causa.
Cuneo ci aspetta con molta pressione sulle spalle e il virtuale dovere di rispettare i pronostici, pertanto ci giocheremo il passaggio del turno senza dover dimostrare nulla a nessuno e con la consapevolezza di essere una squadra ostica e complicata da affrontare per tutti.”