Play-out: Savigliano si ferma a gara 2

SERIE A3
GARA 2 PLAY-OUT

MONGE GERBAUDO SAVIGLIANO            1
VIVIBANCA TORINO                                3
21-25, 15-25, 25-19, 20-25

Savigliano: Gonella 4, Mellano, Ghibaudo 21, Bossolasco 11, Garelli 1, Gallo, Bosio, Ghio 1, Galaverna 13, Rabbia, Bergesio, Vittone 4, Testa, Dutto 5. All.: Bonifetto
Torino: Gonzi, Corazza 1, Carlevaris, Brugiafreddo 9, Richeri 8, Fabbri, Valente, Iuliano, Cian, Orlando 13, Umek 27, Maletto. All.: Simeon

CAVALLERMAGGIORE – Niente bella per la salvezza. Si conclude in gara 2 del post season la prima avventura in A3 del Volley Savigliano griffato Monge Gerbaudo. Nell’arco delle due sfide, Parella ha meritato in virtù di un rendimento in crescendo e di un gioco più lineare. Dopo essersi complicato ulteriormente la vita, Savigliano ha tentato la rimonta, ma nel momento cruciale le sono mancate energie, lucidità e compattezza.

Rispetto alla gara del sabato pasquale al PalaCupole, coach Bonifetto ha riportato Dutto al centro in coppia con Gonella preferito a Ghio, ha iniziato con capitan Bossolasco S2 (lui ad inaugurare la contesa con un ace), la solita diagonale Vittone/Ghibaudo e ha riconfermato l’alternanza dei due liberi. Simeon ha riproposto il sestetto di gara 1.
Vero che i padroni di casa si sono scollati solo nel finale di parziale (21-21), ma hanno concesso ben 18 punti agli avversari: 5 muri subìti e 2 ace al passivo, 5 errori in battuta, 6 mani out dei torinesi. Ci è voluto il video-check per convalidare il set point sulla parallela fuori di Galaverna.
Nel secondo set, dal primo tempo di un buon Orlando (4-8) e dall’attacco a tutto braccio del solito Umek (5-10) il Parella ha fatto il vuoto, complice uno stordimento generale al di qua della rete. Emblematico l’ace di Richeri con Bossalasco a valutare fuori una palla che il video check ha confermato essere caduta dentro. Il set point è stato un mani out di Umek, il sesto dei torinesi.

Il terzo set (Ghio per Gonella) si è aperto con un proficuo turno in battuta di Galaverna (4-0). Savigliano è sempre rimasto avanti, grazie a un gioco finalmente più vario (un maggior coinvolgimento dei centrali) e a una fisiologica flessione di Carlevaris e compagni. Ghio e Dutto (a muro) hanno respinto il ritorno di ViviBanca.
Nel quarto set la partita ha cambiato tono. Il Monge Gerbaudo, pur vanificando una ripartenza incoraggiante (da 4-0 a 5-4 per via di 3 errori al servizio), ha illuso di poter andare al tie-break (colpo di prima intenzione di Vittone e pipe di Galaverna per il 10-6, poi 13-10 ancora con un ace di Vittone). Macché. Parella ha ricucito (13 pari) e ingaggiato un braccio di ferro che ha finito per sfibrare un Savigliano che sul 19-20 è crollato. L’ultimo ad arrendersi è stato Ghibaudo, autore di ben 10 punti nel parziale e premiato come MVP (il match point un suo attacco fuori, pure stavolta dopo l’ok dell’occhio elettronico).

Secondo l’opposto biancoblù, “la differenza l’ha fatta la superiorità fisica di Parella, la sua maggiore freschezza”. Le statistiche dispensano numeri ambivalenti. Torinesi dominanti a muro (14 punti diretti vs 4), e con percentuali d’attacco di poco superiori (45% vs 41%, ma 46 punti vs 47 a fronte rispettivamente di 103 e 116 attacchi, e 10 errori vs 9). Savigliano migliore in ricezione positiva (53% vs 39%) e perfetta, e con più ace (9 a 7, ma anche più errori in battuta: 16 a 10). Morale: Parella ha avuto la meglio perché più concreta e più precisa.

Per il presidente Guido Rosso questi play-out sono stati lo specchio della stagione: “C’è rammarico e delusione per non essere arrivati almeno a gara 3. I nostri avversari hanno meritato, ma resto convinto che la nostra squadra avesse i mezzi per salvarsi. Non siamo anche stati fortunati. Mi dispiace per il nostro pubblico straordinario. È stata una stagione difficile, e lo sapevamo, ma allo stesso tempo emozionante. Nei prossimi giorni, a mente fredda, trarremo le conclusioni e pianificheremo il futuro. Avremmo preferito festeggiare i 50 anni della società con un’altra stagione in A3: pazienza. Retrocediamo ma in ogni caso la nostra storia va avanti”.

GG – FOTO DI SILVANO CARTA