La leggerezza come la intendeva Italo Calvino, che non è sinonimo di superficialità, svagatezza, pressapochismo. Senza bisogno di (ri)prendere in mano la prima delle “Lezioni americane” del grande scrittore italiano, è questa la qualità di cui ha bisogno un Savigliano gravato da un senso di pesantezza anzitutto mentale, quella brutta bestia che ti rende difficili fin le cose più elementari, le cose che sai fare e così arrivi a 9 partite di fila senza vittorie. Resettare la mente e impiantarvi due o tre concetti guida.

“Sei smarrito quando non hai riferimenti. Noi ora abbiamo bisogno di ritrovare quelle due o tre certezze, quei due o tre punti saldi e nient’altro. Le sperimentazioni destabilizzano”, spiega Giacomo “Jack” Ghibaudo prima di salire sul pullman destinazione Pineto (domenica sera ore 18, diretta streaming su legavolley.tv), la trasferta più lontana per la compagine di coach Bonifetto.
In casa Monge Gerbaudo la settimana è iniziata con un momento di confronto e analisi collettiva dopo l’harakiri contro Brugherio: “Quando tocchi il fondo devi fermarti e fare quadrato. Non che avessimo chissà cosa da dirci, le cose sono sempre le stesse”.
Pensare e rimuginare troppo fa male, ingigantisce i problemi: tocca (re)agire. “Fare punti dove possiamo, allenarci bene e soprattutto divertirci: solo così ci scrolleremo di dosso la tensione e potremo giocarci le nostre carte salvezza”, aggiunge l’opposto saviglianese, fisicamente recuperato dopo un periodo sotto tono (da metà dicembre) che lo aveva relegato ai margini delle rotazioni: contro Brugherio è subentrato e, con 17 punti (150 ad oggi in stagione), ha contribuito ad avviare la rimonta saviglianese poi vanificata dal video-check. Si dice disposto ad alleggerire la pressione dei compagni facendosene carico: “Puoi essere bravo e allenato finché vuoi, ma se la patisci non riesci ad esprimerti. È una questione di personalità”.

Quella che in generale mancò nella gara di andata: i biancoblù manco ci provarono a giocarla e il sipario calò dopo un’ora e otto minuti. La corazzata abruzzese, al momento seconda, di recente ha cambiato nocchiere: al posto di Daniele Rovinelli è arrivato Franco Bertoli, nome illustre della pallavolo italiana. Da schiacciatore soprannominato “mano di pietra” ha fatto incetta di scudetti, Coppe Italia, bissato Coppe dei Campioni e delle Coppe e fin due Mondiali per Club; da allenatore a Modena ha vinto uno scudetto, una Coppa Italia e una Coppa dei Campioni. Alle sue dipendenze ha ritrovato il figlio Matteo, MVP nella sfida del Pala San Giorgio, lui pure schiacciatore; l’attacco fa leva anche sul braccio pesante dello svedese Jacob Link, attualmente quinto nella classifica individuale della A3 con 324 punti.
A dispetto della logica e dell’evidenza, Pineto potrebbe essere l’avversario indicato per fare esercizio di leggerezza nell’accezione calviniana: “Questo genere di partite le ho sempre giocate ultra sereno – conclude Ghibaudo -. Loro sono dei giganti, il pronostico è tutto dalla loro. Da parte nostra dovremo concentrarci punto per punto e farci trovare pronti casomai si profilasse l’occasione. Fare bene contro chi è più forte rafforza in vista delle partite giocabili e, delle otto di qui alla fine della regular season, ce ne restano sei”.