After Hours, la SuperLega di notte
Christenson, Laurenzano, Gargiulo, Eccheli, Fedrizzi e Salsi ospiti della ottava puntata di After Hours

 

La sorprendente vittoria di Modena sul campo di Verona, le imprese “a metà” di Piacenza e Milano, battute in trasferta al tie-break rispettivamente da Trento (prima al giro di boa) e Civitanova. E poi i preziosi successi in chiave-salvezza di Padova sul campo di Cisterna e di Monza (qualificata per i Quarti di Finale della Del Monte® Coppa Italia) su Grottazzolina, gli oltre 1.300 muri di Podrascanin in SuperLega e il “segreto” della pulizia tecnica di Christenson.

Se ne è parlato, oltre ad altri temi e curiosità, nell’ottava puntata della sesta stagione di After Hours, la SuperLega di notte, live ogni domenica alle 21.30 sui social di Lega Pallavolo Serie A e di DAZN, con Andrea Zorzi e Andrea Brogioni.

Ospiti dell’ottava puntata sono stati Micah Christenson (Rana Verona), Gabriele Laurenzano (Itas Trentino), Giovanni Maria Gargiulo (Cucine Lube Civitanova), Massimo Eccheli (Vero Volley Monza), Michele Fedrizzi (Yuasa Battery Grottazzolina) e Nicola Salsi (Cisterna Volley).

 

 

LE DICHIARAZIONI

 

Micah Christenson (Rana Verona)

Micah Christenson

Ritrovare la SuperLega – In Italia mi sono trovato molto bene. Io e la mia famiglia abbiamo lasciato questo paese con un figlio e siamo tornati con tre: abbiamo la casa pienissima. È sempre bello tornare in Italia. Per quanto riguarda il campionato, mi sento molto vecchio: ci sono tanti giovani talenti con cui mi confronto, sia nelle altre squadre sia nella mia. Questo è bello per il futuro della pallavolo.

 

Passione golf – Le mazze da golf? Sono un appassionato, mi rilassa giocare a golf specie quando è bel tempo. Sarebbe stato utile andare ieri sera, dopo la partita con Modena…

 

La sconfitta con Modena – La partita è iniziata già in salita per via dell’assenza di D’Amico, uno che dà molta fiducia ai nostri ricettori. Contro Modena, statisticamente la squadra che fa più break in campionato e batte meglio, è sempre difficile prendere il ritmo in side-out. Ci hanno messo subito in difficoltà con la battuta. Mozic è andato a prendere una palla in tribuna e si è leggermente scavigliato, ma sono entrati Sani e Glatz che hanno giocato molto bene. Abbiamo dimostrato di avere una panchina molto profonda. Nel quarto set siamo stati avanti, poi punto a punto e alla fine è emersa la loro qualità in battuta.

 

La pulizia tecnica – Ci ho lavorato molto, ci ho speso tanto tempo, anche durante l’anno del Covid. Ho avuto la possibilità di allenarmi quando nessun altro poteva andare a lavorare in palestra. L’ho vissuta come una “off season”, andavamo in una piccola palestra e sono riuscito a cambiare la mia tecnica in quel periodo. Altrimenti non ci sarei mai riuscito.

 

La forza fisica di Verona – Ho dei “mostri” al mio fianco, ho il piacere di poter usare quel talento e quei giocatori molto fisici. Mozic, Keita e Darlan parlano ogni giorno dei salti. Dopo ogni allenamento vanno subito a vedere quanto hanno saltato, chi era al primo posto. Keita è incredibile, anche in allenamento tira sopra al muro facilmente.

 

La gestione dei social – Mi piace mostrare la mia vita sui social. In questo momento al centro c’è la mia famiglia e ci piace raccontare come ci sentiamo fortunati a vivere questa vita in Italia, in Europa così come in California, giocando a pallavolo o facendo belle esperienze fuori dal campo. I miei figli sono orgogliosi di imparare la lingua e la cultura italiana.

 

 

 

Gabriele Laurenzano (Itas Trentino)

Gabriele Laurenzano

Gli impegni ravvicinati – Un po’ peseranno, perché giocare ogni tre giorni è sempre tosta. Ma siamo abituati, tra Champions e CEV, a scendere in campo in maniera ravvicinata in questo periodo. Chi non ha ancora fatto la Champions League può forse sentirsi spaesato, come successo a inizio campionato per adeguarsi al livello della squadra, ma sapranno abituarsi anche a questo.

 

La sfida con Pace – Ogni volta è sempre bello giocare contro di lui, ci divertiamo moltissimo e ci prendiamo un po’ in giro. Trento gli ha lasciato tanto e lui ha lasciato tanto a Trento. Al termine della gara di ieri è rimasto qui, per passare una giornata in montagna.

 

La stagione di Ramon – È uno di quei giocatori che ha dovuto abituarsi al livello, pian piano si è ripreso benissimo. E sta facendo un grandissimo lavoro in ricezione, che all’inizio andava meno bene.

 

 

 

Giovanni Maria Gargiulo (Cucine Lube Civitanova)

Giovanni Maria Gargiulo

Il sapore dell’oro mondiale – Ancora non ho capito che l’abbiamo vinto, ogni tanto lo devo guardare. Soprattutto per me, alla prima esperienza in seniores, trovandomi in un gruppo così bello e dopo l’esperienza della Nations League, ci vuole un po’ per metabolizzare.

 

I tre schiacciatori – Ci sono alti e bassi col nuovo sistema, meccanismi da oliare. Ci alleniamo, qualche volta va e qualche volta no. Ma credo che il lavoro alla fine paghi. Pensavamo di riuscirci prima e più semplicemente, ma la stagione è lunga e sono fiducioso.

 

I 1.303 muri di Podrascanin in SuperLega – Non ci sono parole per un centrale con la sua carriera. Ha stravinto tutto, con i Club e in Nazionale.

 

 

 

Massimo Eccheli (allenatore Vero Volley Monza)

Massimo Eccheli

La rimonta su Grottazzolina – Abbiamo visto gli spettri della partita di un anno fa. Qualche giorno fa siamo stati decimati da un virus influenzale: la gara si era messa su binari complicati già in partenza. Loro sono stati bravi, soprattutto nel primo set, ad aggredirci col servizio. Noi avevamo il sestetto un po’ cambiato, abbiamo dovuto prendere le misure e siamo cresciuti nel secondo set, prima di commettere un paio di errori nella parte finale. Dopo è stata una lotta, avrebbero potuto vincere loro 3-0, ma è venuto fuori lo spirito combattivo della nostra squadra. Giocare in casa ci ha aiutato e siamo riusciti a ribaltarla.

 

Velichkov, un adulto ragazzino – Giocatore con numeri già importanti, mi ricorda per certi versi Sbertoli che ho allenato nelle Giovanili: un adulto nel corpo di un ragazzino. Gioca con una facilità impressionante nell’esecuzione dei colpi. Ieri è partito con tre ace subiti ma poi ha chiuso col 65% di ricezione positiva. Un ragazzo di prospettiva. Avevamo visto i video, Blengini ce lo aveva descritto come un ragazzo sul quale ci sono tante aspettative, ma credevo di trovare il classico giovane che deve fare gavetta e adattarsi. In realtà è difficile non farlo giocare. Con Cuneo abbiamo vinto giocando con lui, con Grottazzolina idem: sono due indizi importanti.

 

Dalla Finale Scudetto alla lotta-salvezza – Ho vissuto lo scorso anno come un master in resilienza. Come allenatore non mi ero mai trovato in quella situazione, dalla quale personalmente ho imparato tanto. La scorsa è stata un’annata un po’ particolare, non sentivamo addosso responsabilità così pesanti da toglierci le energie per lavorare. Sapevamo che dovevamo giocare anche contro la sfortuna. Quest’anno è diverso, l’obiettivo è la salvezza, da ottenere possibilmente in modo più sereno. Sapevamo di dover imparare a lottare fin da subito, abbiamo fatto un po’ di fatica all’inizio come succede a tutte le squadre nuove, con tanti giovani e magari qualche ‘scommessa’. D’altro canto, ci sono anche altre società che hanno problematiche di questo tipo da affrontare. La stagione delle Nazionali è abbastanza devastante sia nel fisico sia nella testa. Abbiamo capito come stare in campo e mi pare che le cose siano cambiate.

 

Una volta basta – A Monza ricordano tutti l’ultima partita dell’anno scorso con Cisterna e non i Play Off Scudetto dell’anno prima. Quando lotti per non retrocedere, puoi portare una stagione da dimenticare a essere ricordata e apprezzata. Ma direi che una volta è più che sufficiente.

 

Il braccio di Padar – Ha un bel braccio ed è un giocatore che si fa sentire in tutti i fondamentali. Sta prendendo bene le misure in attacco, ma anche a muro, in difesa, in battuta cresce nei momenti caldi del match facendo sempre le cose per bene. Poi è un ragazzo molto disponibile al lavoro, una bella scoperta. All’inizio non aveva grande efficienza in attacco, si è dovuto adattare e ora è molto importante per noi.

 

Il sistema con tre schiacciatori – Ribaltammo la serie con Trento giocando con i tre schiacciatori. Credo che questa scelta implichi il fatto di avere in squadra almeno un altro giocatore in grado di poter attaccare la seconda linea da zona 1, altrimenti diventa complicata. In alcune situazioni abbiamo giocato con tre schiacciatori utilizzando Rohrs in quel ruolo. E poi devi avere un attaccante abile in zona 2 con caratteristiche di un certo tipo. La richiesta di giocare con quattro ricettori sta cominciando a mentalizzare gli allenatori sul fatto che anche l’opposto deve rispondere a certe caratteristiche tecniche.

 

 

 

Michele Fedrizzi (Yuasa Battery Grottazzolina)

Michele Fedrizzi

La sconfitta con Monza – Siamo partiti molto forte con la battuta nel primo set, poi siamo calati. Loro hanno acquisito sicurezza e specialmente nel tie-break si è visto: si è chiuso con due ottime battute del loro opposto. Venivano dalle vittorie con Civitanova e con Padova che li hanno caricati molto, mentre noi arrivavamo dalle sconfitte con Perugia e Trento che non avevano giovato alla nostra situazione. L’anno scorso, dopo i due punti dell’andata, abbiamo ribaltato la stagione. Vediamo se ci riusciremo anche stavolta.

 

Analogie e differenze – L’analogia è l’assenza di Petkovic, lo scorso anno si fermò dopo due partite, quest’anno dopo il primo mese di preparazione. È rientrato in campo per qualche punto proprio con Monza. Questo non ci ha aiutato, sia per le partite sia per gli allenamenti.

 

Focus sulla battuta – Noi da questa situazione ci siamo passati l’anno scorso, anche se non è semplice risalire quando sei in fondo alla classifica con soli due punti. Abbiamo giocato col secondo opposto per tutto il girone d’andata, non sarebbe facile per nessuno. Sono sicuro che con l’allenamento e avendo tutto l’organico a disposizione, la situazione possa cambiare. Già con Perugia, Modena e Monza ci sono stati segnali positivi. In SuperLega si punta molto sulla battuta e a noi sta mancando nei punti chiave del match. A Monza abbiamo fatto cinque ace nel primo set, poi solo quattro nei successivi quattro set, in momenti dove magari non serviva.

 

Come reagisce l’ambiente – Tutti si aspettavamo, noi in primis, un po’ più di tranquillità. Ma siamo tutti coscienti che c’è tempo per recuperare. Poi sembra scontato essere in SuperLega con Grottazzolina: magari bisogna tornare coi piedi per terra e dire: “Ce la possiamo fare, stiamo lottando nel campionato più bello e difficile del mondo”. Quest’anno è arrivato qualche fischio in più rispetto all’anno scorso.

 

Differenza di situazioni – Sicuramente sconfitte brutte come quelle con Cuneo in casa, Piacenza e Verona, dove non siamo mai entrati in partita, l’anno scorso non ci sono mai state. Alcune situazioni però non le ho vissute in prima persona, l’anno scorso, perché ero infortunato.

 

I tre schiacciatori – Abbiamo fatto un paio di prove con Tatarov, alla prima con Civitanova. Ma, come dice Gargiulo, o ci punti molto e alleni il sistema costantemente, oppure diventa complicato.

 

 

 

Nicola Salsi (Cisterna Volley)

Nicola Salsi

Il ko 1-3 con Padova – Una di quelle partite che preferiresti non commentare. Era una partita importante, che serviva per darci ossigeno in chiave-salvezza. Non è andata come volevamo e per come l’avevamo preparata, quindi fa parecchio male.

 

Questione di fiducia – Avevamo vinto due scontri diretti su tre e ottenuto un risultato quasi inaspettato con Modena. A livello di punti non stiamo andando male, ma partite come quella con Padova sono fondamentali a livello di fiducia per il prosieguo della stagione. A livello di umore, servono a tener “viva” la squadra. Stavolta non ci è andata benissimo.

 

Passaggio cruciale – Forse non è stata una partita cruciale, ma fondamentale sì. Il nostro percorso non è definito né rovinato per questa partita. Chiaro che una partita come questa rende la vita un po’ complicata a chi la perde.

 

La qualità di Christenson – La pulizia tecnica che ha lui non ce l’ha nessuna nel mondo: è incredibile.

 

I temi dell’attività social – Mi preme dare sempre qualcosa di nuovo e non abituare alle stesse cose. Cerco di alternare i video seguendo un po’ questa logica. È un bel passatempo, mi rilassa, passo un po’ di ore al computer: preferisco così che passarle davanti alla playstation.

 

Qualità e margini di Guzzo – Guzzo è un bel “cavallo”, è quello che salta di più e che la prende più in alto. Da un punto di vista tecnico, ha tanto da lavorare ancora ma ha una prepotenza fisica che sopperisce a qualche lacuna. A muro può fare un salto di qualità importante. Anche con Padova è stato l’attaccante principale da parte nostra.

 

Dimostrare a sé stessi – Giocare mi piace, sono venuto a Cisterna per avere minuti e tempo in campo, per far vedere in primis a me stesso che posso starci.