After Hours, la SuperLega di notte
Atanasov, Lanza, Baranowicz, Porro, Blengini, Puecher e Serafin ospiti della terza puntata di After Hours

L’indimenticabile argento mondiale conquistato come CT della Bulgaria, la prima esperienza italiana di uno dei talenti bulgari, la seconda giovinezza di Lanza e Baranowicz. Ma anche l’entusiasmante avvio di stagione di Modena, il valore del lato umano all’interno di uno spogliatoio e le “nuove” regole sperimentali della pallavolo.

Questi e altri temi hanno attraversato la terza puntata della sesta stagione di After Hours, la SuperLega di notte, live ogni domenica alle 21.30 sui social di Lega Pallavolo Serie A e di DAZN, con Andrea Zorzi e Andrea Brogioni.

Ospiti della terza puntata sono stati Gianlorenzo Blengini (Commissario Tecnico della Bulgaria), Martin Atanasov (Vero Volley Monza), Filippo Lanza (Cisterna Volley), Michele Baranowicz (MA Acqua S.Bernardo Cuneo), Luca Porro (Valsa Group Modena) e gli arbitri Andreas Puecher e Denis Serafin.

 

LE DICHIARAZIONI

Filippo Lanza (Cisterna Volley)

Filippo Lanza (Cisterna Volley)

La SuperLega – Sappiamo di avere il campionato migliore del mondo, con gli attuali Campioni del Mondo, perciò è bello e stimolante. Ogni anno aumenta di livello e questa cosa la rende ancora più spettacolare. Fa molto piacere vedere che tante squadre competono per lo stesso obiettivo e ogni volta è sempre una battaglia.

La vittoria su Monza – È stata sicuramente una gara molto equilibrata, il risultato parla chiaro. C’è stata una bellissima partenza da parte nostra, poi due set dove ovviamente Monza è cresciuta, anche in battuta ci ha fatto male. Il quarto set invece ce lo siamo giocato punto a punto e siamo riusciti a prendere lo slancio.

La crescita di Cisterna – Siamo una squadra molto giovane che ha bisogno di partite, di esperienze in campo, di vivere momenti positivi e negativi. Per ora non siamo riusciti a fare una partita intera in cui siamo stati fluidi e sicuri. Questo ci ha penalizzato in alcune situazioni, però il risultato contro Monza è stato importantissimo per noi, per la classifica, per quello che è il nostro obiettivo. Fondamentale rosicchiare un po’ di punti qua e là e negli scontri diretti e riuscire a ottenere punti importanti per quel che riguarda la salvezza. Molti ragazzi sono alla prima esperienza in SuperLega e conoscere il livello richiede tempo e duro lavoro in palestra.

Tommaso Guzzo e Alessandro Fanizza – Guzzo ha fatto una super partita, come pure in casa contro Grottazzolina. È sempre entrato bene: anche con Trento ha disputato un’ottima gara. Durante la partita cresce rispetto alla settimana, deve imparare a lavorare sodo, ma su quello ci penso io da veterano a dargli una spinta. Sicuramente ha potenziale fisico e tecnico importante. L’esperienza dell’anno scorso in Serie A2 gli ha dato la consapevolezza di certi gesti e di certi momenti della partita. Fanizza è un ragazzo molto disponibile al lavoro, che ci tiene molto a quello che fa e ha ben chiaro dove vuole arrivare. Ha bisogno di giocare, deve sbocciare ancora: ha un grosso potenziale, fa delle partite veramente buone, deve forgiare la capacità di tenerci ad alto livello.

L’impiego ridotto di Tarumi – Ad oggi, è vero, ci sono stati pochi cambi, in realtà solo l’ultima gara ieri con Monza abbiamo fatto qualche variazione e vengono più ruotati gli opposti. Abbiamo tanto talento anche in posto 4, Tarumi è un giocatore che ha dimostrato l’anno scorso di essere a livello della SuperLega e può darci una grande mano. Si sta inserendo nel sistema e avrà sicuramente anche lui le sue possibilità.

L’inizio di campionato – Abbiamo fatto gare positive, altre meno. Io sinceramente sono contento di sentirmi bene da un punto di vista fisico. E a livello di dolori sto meglio ora che a 20 anni.

 

 

Martin Atanasov (Vero Volley Monza)

Martin Atanasov (Vero Volley Monza)

Impressioni sulla SuperLega – È la mia prima esperienza in SuperLega ed è una grande emozione giocare nel campionato italiano. Penso che questo sia l’anno giusto per fare questa esperienza ed è interessante giocare ogni partita ai massimi livelli, condividendo il campo con grandi nomi e migliorando il mio gioco. Sono nel posto giusto. Per quanto riguarda la squadra, i ragazzi sono fantastici e credo che possiamo fare molto meglio di quanto abbiamo fatto finora: abbiamo perso un paio di partite che dovevamo e potevamo vincere. Ma questa squadra ha un grande potenziale, ho fiducia nei ragazzi: dobbiamo solo lavorare sodo.

Gli errori che fanno arrabbiare Blengini – Ce ne sono diversi. In particolare, gli errori diretti in attacco, difesa o ricezione. Anche se la palla viaggia a 120 km/h, ma non provi a prenderla. Ci abbiamo lavorato per tutta l’estate e penso che alla fine siamo migliorati molto in queste situazioni: cercavamo di prendere ogni palla, quindi credo che abbia funzionato.

 

 

Michele Baranowicz (MA Acqua San Bernardo Cuneo)

Michele Baranowicz (MA Acqua S.Bernardo Cuneo)

La sconfitta con Trento – Ritrovare questo palazzetto così caldo è stato incredibile. La partita di sabato è stata una partita un po’ strana, un po’ come contro Piacenza, siamo partiti molto bene, poi ci siamo spenti. Nonostante tutto è stata una buona partita, perché giocare in casa contro Trento e fare quello che abbiamo fatto non è scontato; è sicuramente di buon auspicio per le prossime gare.

I punti da non perdere – L’obiettivo nostro dichiarato è quello della salvezza e per esperienza so che al di là delle buone partite servono i punti. In questa prima fase abbiamo lasciato qualcosina lungo il percorso e quindi dobbiamo essere bravi a tenere la testa lì e adesso avremo due trasferte consecutive, giocheremo un anticipo contro il Perugia e poi andremo direttamente a giocare sul campo di Grottazzolina. Poi ci saranno partite dove non avremo nulla da perdere. Ma hanno detto bene i nostri allenatori, siamo una squadra esperta e abbiamo dimostrato nelle ultime partite di poter giocare e competere anche contro avversari superiori a noi sulla carta.

Feral e la costanza dei giovani – È un ragazzo che ha grandi potenzialità e fa parte di questa nuova generazione francese. Fisicamente ha mezzi incredibili, è al suo primo in SuperLega, non è facile approcciare al nostro campionato in una squadra neopromossa che ha aspettative di salvarsi. Sta andando molto bene, magari come per tutti i giovani la costanza non è il punto forte. Ma lavorando come fa tutti i giorni avrà modo di migliorare ancora tantissimo.

La carriera dei palleggiatori – Dal punto di vista fisico sto divinamente, si sa che per i palleggiatori la vera carriera inizia dopo i 30 anni: lo dicono tutti e io me la faccio andar bene.

Il rapporto con Zaytsev – Poter giocare in questa squadra insieme è speciale. È un grandissimo amico, un grandissimo giocatore e per me è solo un valore aggiunto.

Il livello che sale – Tutte le squadre stanno iniziando ad adattarsi alla pallavolo moderna: al modo di attaccare che è cambiato, al modo di gestire la palla alta, alla situazione di contrattacco. Se fino a qualche anno fa erano solo alcune squadre che avevano giocatori in grado di poterlo fare, adesso sono tutti cresciuti con questa nuova pallavolo e diventa dura, perché tutti iniziano a giocare “sporco”, tutti usano le variazioni, è un modo di giocare più uniforme e sicuramente più complicato per tutti.

Come cambia la pallavolo – Da ragazzetto, a Cuneo vedevo solamente Ngapeth che faceva certi tocchi e ai tempi glieli fischiavano tutti. Sotto questo punto di vista ha cambiato un po’ il modo di giocare a pallavolo. Da lì in avanti hanno iniziato tanti altri e la pallavolo si è evoluta un po’ sotto questo punto di vista.

Il 2-3 con Piacenza – La guardo come un punto preso. Abbiamo analizzato i tre set nei quali abbiamo effettivamente smesso di giocare la nostra pallavolo. Senza trovare scuse inutili, nell’ultimo periodo causa infortuni vari non siamo riusciti ad allenarci con costanza ad alto livello per tanto tempo e questo si è visto in tutte le partite che abbiamo giocato. Anche contro Monza siamo partiti molto bene, poi siamo calati. Con Trento abbiamo disputato un bel primo set, siamo andati in difficoltà nei successivi due ma poi ci siamo ripresi, siamo andati a giocare punto a punto e, quando eravamo sopra di due, abbiamo anche sprecato. Segnali positivi ce ne sono stati.

Gli errori degli schiacciatori – Cerco sempre di spiegare ai miei compagni, specialmente quelli giovani, che la pallavolo si gioca guardando, usando gli occhi. E da lì poi usi la testa. Se ti lasciano due metri di parallela e tu tiri una “fucilata” sui gomiti, è meglio che non mi dici nulla su com’era la palla.

 

 

Luca Porro (Valsa Group Modena)

Luca Porro (Valsa Group Modena)

Ciò che Modena apprezza – Per ora ciò che ho capito di Modena è che il pubblico è felice quando il giocatore dà tutto, dà il massimo in campo e si diverte. Stiamo cercando di farlo in tutte le partite.

Il contrattacco “arruffone” – Una delle cose su cui possiamo migliorare è la pazienza in contrattacco, soprattutto sulle palle alte. Forse anche io devo gestirne meglio alcune, magari rigiocando un po’ più sul muro e facendo colpi orientati a tenere la palla per noi.

Su Tizi-Oualou – Ci avevo già giocato contro quest’estate e ho avuto modo di guardarlo. È molto bravo e si sposa alla perfezione col gruppo che hanno costruito a Modena: un giovane con carattere, con coraggio, che non ha paura di giocare e allo stesso tempo è un ragazzo d’oro cui piace scherzare e divertirsi, quindi perfettamente integrato come tutti.

Oltre l’oro mondiale – Il Mondiale è un ricordo molto forte, abbiamo festeggiato con la Federazione e ricevuto di recente il collare d’oro dal Coni. Era un importantissimo traguardo, è stato bellissimo, ho coronato un sogno, però adesso cerco di stare il più concentrato possibile.

Tornare a Padova – È stato bello rivedere i miei ex compagni, poi giocarci contro dà sempre quel qualcosa in più. Padova è una realtà che lavora molto bene, che lascia i giovani, soprattutto quelli italiani, tranquilli di lavorare e ti dà i mezzi per disputare il campionato di SuperLega al meglio possibile. Ti alleni tanto e bene.

L’aria della storia al PalaPanini – Sì, devo dire che è veramente una bella atmosfera giocarci. Poi quando è pieno, come contro Perugia, capisci perché è chiamato il tempio della pallavolo. Ti dà una spinta in più, se giochi in casa. E qualcosa in meno se giochi contro.

Gli errori che Giuliani non sopporta – Nell’ultima partita con Perugia le variazioni o, comunque, le battute non forti che vengono mandate in rete.

 

 

Gianlorenzo Blengini (Commissario Tecnico Bulgaria)

L’accoglienza dopo i Mondiali – È stata incredibile, indimenticabile. Vedere anziani che piangono e un popolo completamente grato per aver fatto parlare del loro paese in maniera positiva è una gratificazione che va al di là dello sport. Gli eroi di queste persone sono questi ragazzi, molto educati e non solo molto “applicati”. Le persone contano molto: c’è un giorno in cui smettiamo di essere allenatori, giocatori, scoutman o preparatori fisici, ma rimaniamo sempre e per tutta la vita delle persone. Oltre ai 20mila e più tifosi in piazza, c’era tanta gente alle finestre, un “trasporto” cui ci avevano preparato ma è stato davvero emozionante.

Finali e ultime spiagge – Nel nostro lavoro le tensioni maggiori le vivi quando fai delle partite in cui rischi il fallimento. Quelle sono le situazioni in cui tu devi essere molto bravo a mantenere equilibrio, lucidità, tranquillità, e cercare di passare tutto questo ai tuoi giocatori, che comunque sentono il peso di una responsabilità. Quando arrivi a una Finale c’è una sensazione di soddisfazione che va controllata nel percorso, cercando di essere un rompiscatole nel senso che chiedi di non bruciare troppe energie emotive dopo aver vinto un quarto di finale – che per noi era già di per sé un passaggio clamoroso – con gli Stati Uniti e rimondando da 2-0: non è semplice. La vittoria in Semifinale ha richiesto lucidità, perché eravamo consapevoli di dovere fare ancora qualcosa. Lì costruisci l’approccio alla Finale.

Affrontare l’Italia – Mi è stato chiesto com’è giocare contro l’Italia da italiano, dopo averla allenata per tanti anni e in due Olimpiadi. Quando sei in campo sei molto concentrato sul cercare di risolvere i problemi che la tua squadra in quel momento presenta. E quando incontri una squadra come l’Italia hai subito da affrontare problemi grossi. Certo, dal punto di vista affettivo è una partita strana.

Il Mondiale post Olimpiadi – Tutti hanno parlato di un Mondiale strano, con un sacco di sorprese e con molte favorite che hanno fallito come Giappone, Francia e Brasile. Però trascuriamo un aspetto: per la prima volta si è giocato un Mondiale l’anno dopo l’Olimpiade. E normalmente in quel periodo c’è sempre un ricambio, dal Brasile al Giappone, passando da Stati Uniti e Canada. Non ci si rende conto che rispetto all’Olimpiade spesso si riparte con un gruppo nuovo. L’altro aspetto rilevante è l’accesso clamoroso a tutte le informazioni che oggi permette a ogni allenatore di guardarsi gli allenamenti e provare a entrare nel metodo o recepire meglio i dettagli.

La scelta della Bulgaria – In tanti mi hanno dato del matto, ma ero molto stimolato dalla sfida di costruire qualcosa dall’inizio e non solo gestire qualcosa che già era di grande qualità. C’erano un paio di gruppi giovanili che conoscevo abbastanza bene e che avevo anche approfondito quando ancora lavoravo con l’Italia e mi occupavo della direzione tecnica del settore giovanile. L’obiettivo del progetto era quinquennale: provare a qualificarci per Los Angeles 2028 e, per farlo, recuperare posizioni nel ranking e crescere anno per anno. Non mi aspettavo di farlo così rapidamente: siamo passati dalla ventesima posizione alla nona in sole due estati. Un conto è inserire giocatori in un impianto che già è di alto livello, magari uno o due giovani all’anno, come ho quasi sempre fatto quando lavoravo con l’Italia. Molto più complesso è fare di una squadra giovanile una squadra seniores.

Martin Atanasov – È un giocatore esperto, dalla qualità tecnica importante, che per noi è stato ed è molto prezioso. È un ragazzo che ha fatto esperienze fuori dalla Bulgaria già da tanto tempo e questo ha alzato il suo livello. È fondamentale avere rendimenti che non sono troppo altalenanti e quando giochi in campionati importanti non te lo puoi permettere.

L’eredità di Ganev & CO – I ragazzi sanno benissimo quella che è la storia, malgrado sia un gruppo molto giovane, e sognano di diventare simboli della pallavolo bulgara, esattamente come lo è stata in passato la generazione di Ganev. Ma, come amo ripetere, io credo che contino le persone, al di là dei luoghi comuni. Io non ho trovato ragazzi pigri, non disponibili al cambiamento o che pensavano solo a battute e attacco, come si dice dei bulgari. Si sono tirati su le maniche e hanno provato a migliorare in difesa e nel lavoro sporco. Ganev dice che il pallonetto va fatto dopo 30 anni, ma questi ragazzi hanno cercato di imparare quali sono le situazioni con cui fare punto utilizzando il pallonetto anche in età più giovane. Credo molto nelle persone e nella loro volontà di fare quello che serve per diventare la loro miglior versione possibile.

 

 

Andrea Puecher (arbitro)

Nuove regole: il velo – Sul velo è cambiato poco o niente, c’è un po’ più d’attenzione, le mani devono essere tenute sotto alla testa e sono vietati i raggruppamenti.

La doppia – La doppia è stata “depenalizzata”: i giocatori nei passaggi interni possono comunque toccare la palla due volte. Anche questo rende il gioco molto più fluido e dà intensità al gioco. Vista dalla mia posizione è molto più bella: anche ieri ci sono stati due o tre scambi pazzeschi durante i quali ci sono state due doppie evidenti; se le avessimo fischiate avremmo spezzettato il gioco.

La sperimentazione – A noi le regole arrivano “fatte e finite”, anche perché gran parte delle regole sono decise direttamente dalla Federazione Mondiale. Nel caso della doppia e dei 15 secondi si tratta di regole sperimentali in FIVB, in Cev e in Italia.

Il Video Check – Se l’azione che voglio controllare è talmente veloce che non ho tempo per fare la richiesta, noi arbitri controlliamo la tempestività della stessa, valutando che sia congrua con la tempistica del gioco che si è sviluppato.

 

 

Denis Serafin (arbitro)

Nuove regole: i secondi in battuta – È una regola che valuto positivamente, dà ritmo alla gara. Occorre solo del tempo per far abituare le squadre. Già in questo turno di campionato ho visto che le squadre si sono ben allineate ai secondi. E penso che per il pubblico alla fine sia uno spettacolo più intenso.