After Hours, la SuperLega di notte
Giannelli, Bartha, Massari, Sette, Terpin e Meoni ospiti della ventottesima puntata di After Hours
Il secco ma combattuto 3-0 di Perugia su Civitanova e lo spettacolare match Trento e Piacenza, in Gara 1 delle Semifinali Play Off. Il successo casalingo di Modena nel Girone Play Off 5° posto contro una Padova che ha riaccolto in campo Alberto Polo. Ma anche il testa a testa fra Cuneo e Prata in Serie A2, l’esperienza di Marco Meoni negli Stati Uniti e il suo nuovo ruolo nella Nazionale italiana, la costruzione del feeling fra un palleggiatore e i suoi compagni. Sono stati gli argomenti principali della ventottesima puntata di After Hours – La SuperLega di notte, trasmessa in diretta domenica sera sulla pagina Facebook e sul canale YouTube di Lega Pallavolo Serie A, con Andrea Zorzi, Andrea Brogioni e i protagonisti della Serie A Credem Banca.
Ospiti della puntata numero 28 Simone Giannelli (Sir Susa Vim Perugia), Bela Bartha (Itas Trentino), Jacopo Massari (Valsa Group Modena), Felice Sette (MA Acqua S. Bernardo Cuneo), Jernej Terpin (Tinet Prata di Pordenone) e Marco Meoni (assistant coach Nazionale Italiana).
Simone Giannelli (Sir Susa Vim Perugia)

IL 3-0 SULLA LUBE – È stata una partita molto tosta, un 3-0 non del tutto veritiero. Sono stati tre set molto tirati, un assaggio di quello che può essere questa serie. Civitanova è una squadra che sta giocando veramente bene, ha disputato un grande campionato fino a qui. Ci aspettiamo grandi cose da loro, già a partire dalla prossima partita. Sanno battere molto bene a Civitanova, quindi ci metteranno sicuramente in difficoltà. Andremo lì a imparare ancora qualcosa.
L’INCREDIBILE COLACI – Massimo è incredibile, ogni anno dice sempre che smette e poi gioca sempre meglio. C’è tanto da imparare da lui. Ci gioco assieme da undici anni, non so se fosse vecchio allora o è giovane adesso, ma è incredibile. Si è meritato la nomina come MVP con Civitanova.
BALASO E RUSSO – Mi dispiace per Balaso, ha avuto una sfortuna pazzesca, stava facendo un campionato incredibile, ha disputato una Del Monte® Coppa Italia pazzesca e stava giocando veramente bene. Spero vivamente con tutto il cuore che possa giocare con i suoi compagni questa serie, lo meriterebbe. Bisotto ha fatto comunque bene, ma Balaso è Balaso. E ricordo anche l’infortunio di Roberto Russo, stava avendo numeri da applausi, ha avuto molta sfortuna.
SUL “MOMENTO DIFFICILE” – In Coppa Italia abbiamo avuto una serie di sfortune, eravamo decimati, ma dal punto di vista del gioco c’era qualcosa che andava perfezionato per restare a quei livelli lì. Ci siamo rimboccati le maniche e stiamo continuando a farlo.
ASPETTANDO MEONI – Sono contento di ritrovare Meoni in Nazionale, ho parlato spesso con lui in questi anni. Per lui è un’occasione per portare la sua conoscenza pallavolistica in Italia, per me è un’occasione in più per lavorare con un altro grande palleggiatore del passato e imparare qualcosa.
L’INTESA CON I CENTRALI – Ogni attaccante ha un proprio timing. Sicuramente Solé ha un timing diverso da quello di Loser, ma trovarlo è il mio ruolo, il mio lavoro, ciò per cui mi alleno tutti i giorni. C’è da allenarsi, da parlare, da dialogare, da costruire un feeling ma va bene per tutti i ragazzi che lavorano e si mettono a disposizione della squadra. E tutto viene facile.
IL FEELING CON GLI ATTACCANTI – Sono tutti formidabili, tre attaccanti di altissimo livello, da tanti anni nel giro delle Nazionali. Sono contento di giocare con tutti loro. Sono giocatori rapidi, veloci, che fanno tutto bene. Magari Ishikawa è il più attaccante dei tre, Semeniuk ha una ricezione incredibile e Plotnytskyi ha dei picchi in battuta che spaccano i set.
VELOCIZZARE LA PALLA – È normale che cambia qualcosa quando devo servire Michieletto, giocatore alto e dalle leve lunghe, che ha bisogno di una palla più alta rispetto agli attaccanti di Perugia e con un po’ più di parabola. Ma in ottica Nazionale sto pensando che anche lì si potrebbe velocizzare un po’ più la palla, perché attaccare col muro a due, nei tornei come la VNL dove tutti ti aspettano, comincia a diventare complicato. In Nazionale il livello si alza, fisicamente sono tutti grossi, in difesa tutti preparati, si potrebbe fare anche lì uno step in avanti per velocizzare un po’ la palla.
IL VIDEO E LO STOP DI TAYLOR AVERILL – Si crede spesso che si debba essere forti e invincibili, in realtà non è così. Ed è questo che devono sapere anche tutti i ragazzi. Nessuno di noi lo è, tutti abbiamo momenti brutti in cui non ci sentiamo a nostro agio ed è bello condividerlo, è bene che tutti sappiano che il percorso di uno sportivo e non solo è fatto anche di fragilità. E sono queste fragilità che ci rendono forti.
Bela Barta (Itas Trentino)

VITTORIA PREZIOSISSIMA – È stata una partita molto difficile ma io sono troppo contento che siamo riusciti a vincerla e che possiamo andare a Piacenza in vantaggio nella serie.
LE SORPRESE DELLA SUPERLEGA – Sono rimasto colpito dalla qualità del campionato italiano, che non è certamente la stessa della Romania. I miei compagni di squadra e lo staff hanno reso facile il mio inserimento. Non ho avuto grandi sorprese, guardavo tutte le partite del campionato italiano in tv e quando sono arrivato qua ho trovato la situazione perfetta per migliorare e giocare al massimo.
TOP SKILL – Secondo me, in questo momento, sono un centrale bravo in attacco, normale a muro per questo campionato e sto lavorando per migliorare la battuta.
ELOGIO DI SBERTOLI – Ha fatto una grandissima partita, secondo me è il miglior palleggiatore di questo campionato, assieme al qui presente Giannelli, ed è fortissimo anche a muro e in difesa.
Jacopo Massari (Valsa Group Modena)

NOVITÀ DI FORMAZIONE – Non so se sarà questa la formazione da qui a fine torneo, lo staff tecnico ha deciso di provare formazioni diverse, forse per dare minutaggio a chi ha giocato meno. E, in vista delle partite secche, per arrivare alla Semifinale con più variabili da offrire.
IL RITORNO IN CAMPO DI POLO – L’ho visto bene, non deve essere stato facile per lui mentalmente, fisicamente e tecnicamente dopo tanto tempo interpretare una partita, contro una squadra come la nostra che batte molto bene. Ma è stato bravo perché è rimasto in partita e mi ha fatto piacere vedere un giocatore che riesce a star dentro una partita di questo tipo, nonostante sia stato fermo quattro anni.
LA SCELTA DI TAYLOR AVERILL – Avevo parlato con lui a Milano dopo l’ultima giornata di campionato. Mi aveva spiegato le ragioni della sua scelta, la condivido soprattutto se sente questo bisogno. Credo abbia avuto delle estati impegnative con la Nazionale, dove ha profuso tantissime energie mentali e non solo. Anche solo il fatto di dire di volersi prendersi un’estate libera per ritrovare il piacere di giocare a pallavolo, cosa che facciamo con tanta passione e della quale siamo grati… Molto bello che abbia trovato il coraggio di dirlo con quelle parole, non scontate, che sono arrivate a tutti e non solo all’ambiente della pallavolo.
MODENA E L’ATTACCAMENTO AI COLORI – Come diceva qualcuno oggi, 2.000 o 2.500 spettatori a Modena possono sembrare pochi, mentre invece in altri palazzetti sarebbero quasi un “tutto esaurito”. Questo vuol dire che Modena mette sempre un target molto alto per le persone che vengono a vedere la partita con la voglia di sostenere la squadra. Questo per noi è un segnale importante, vuol dire che dobbiamo affrontare i Play Off 5° Posto con serietà, per raggiungere l’obiettivo della Challenge Cup e con rispetto, perché se le persone investono il loro tempo per continuare a venirci a vedere nonostante i Play Off Scudetto siano terminati, è una cosa che ci deve dare un senso di responsabilità nei loro confronti.
FUTURO DA MANAGER – Sono contento di dare questa impressione per la parte manageriale, perché vuol dire riuscire a rapportarsi con tutti e utilizzare le parole nel migliore dei modi. Sto frequentando un Master col Politecnico di Milano in Sport Management, sto cercando di documentarmi e vedere quali sono le prospettive. Non è detto che possa essere solo nel mondo della pallavolo, sono curioso di conoscere anche altri sport. Per ora mi concentro sulla pallavolo ma mi piace tenere una finestra aperta sul resto, così da essere pronto per il momento in cui smetterò di giocare.
LIBERO? MEGLIO ATTACCARE… – Mi è stato proposto di fare il libero, la prima volta che ho giocato a Modena e quando dovevo andare a Siena, ma poi sono andato alla Lube. Non sapremo mai se è stata una scelta giusta o meno, ma dentro di me ho sempre preferito attaccare.
Felice Sette (MA Acqua S.Bernardo Cuneo)

OCCASIONE SPRECATA – Non so cosa sia successo sul 2-0, Prata ha iniziato a giocare un po’ meglio, noi forse ci siamo un po’ adagiati. È stata la partita che ci aspettavamo, pensare di vincere 3-0 in casa loro non era quello che avevamo in mente. Ci stavamo riuscendo, ma giocare nel loro palazzetto non è semplice. Sono stati anche aiutati dal pubblico. Abbiamo giocato alla pari ma hanno vinto loro.
PUNTO DI RIFERIMENTO – Sinora sono molto contento di come sta andando. Sono abbastanza soddisfatto della stagione, sicuramente ho compagni di squadra molto forti e quindi sono anche aiutato da loro.
IL GRANDE PASSATO DI CUNEO – Cuneo è una città che vive di pallavolo, siamo molto seguiti. È molto bello giocare qui, si respira un ambiente pallavolistico di grande livello. E poi è bello quando ci sono le partite casalinghe, c’è sempre un sacco di gente. E anche gli avversari quando vengono da noi fanno sempre belle partite.
Jernej Terpin (Tinet Prata Di Pordenone)

LA RIMONTA SU CUNEO – Non posso in tutta onestà dire che riposare fa male, altrimenti se ci sente il mister non ci dà il lunedì libero… Certo, riprendere dopo tre settimane e due weekend liberi si è fatto sentire, nel primo set siamo partiti un po’ contratti, mentre Cuneo l’esordio nei Play Off l’aveva già fatto, disputando due ottime partite. Noi eravamo un po’ tesi, poi quando abbiamo iniziato a giocare è stata partita vera.
VETERANI E NUOVE GENERAZIONI – Con Sette non abbiamo mai giocato insieme, ma siamo molto amici. Siamo un po’ i “vecchi” di questa A2, l’anno prossimo compiremo trent’anni… Siamo i veterani, quelli che dopo tanti anni in questo campionato sanno come comportarsi in campo. In questo siamo punto di riferimento per le nuove generazioni che fra un po’ ci “mangeranno” in testa, ho visto giocatori quest’anno che sono giovani ma molto forti, di belle prospettive. Guzzo è stato uno dei migliori opposti del campionato; io alla sua età ero ancora un sognatore. Ma anche il Maksym Tonkonoh di Fano, classe 2007. La A2 permette a questi giovani talenti di esprimersi, di crescere e poi di approdare in SuperLega.
IN CASO DI SUPERLEGA… – In caso di promozione dovremo cercare un nuovo palazzetto, come ha fatto Grottazzolina, ma a quello ci penseremo poi. Intanto pensiamo a riposare e a Gara 2.
LA STAGIONE DI MONZA VISTA DALL’EX – In primis sono stato sorpreso da questa stagione, dopo la finale dello scorso anno. È anche vero che con la SuperLega di oggi può succedere, visto che si sono tutte rafforzate e sono tutte forti. Poi se posso essere sincero, ma anche scherzando, dico che quasi quasi speravo che retrocedessero, per andarci a giocare io, in Serie A2…
IL FEELING CON DI PIETRO – È stato bravo perché è riuscito a capirci e ci responsabilizza molto. Questo è stato uno dei segreti del nostro successo quest’anno: il fatto di responsabilizzarci ed essere un po’ noi stessi a guidarci.
Marco Meoni (Ass. Coach Nazionale Italiana)
L’ESPERIENZA NEGLI USA – Siamo venuti negli USA per fare un’esperienza, poi causa Covid o “grazie” al Covid i ragazzi non sono voluti più tornare. I due più grandi hanno iniziato il college, ci siamo trovati bene e qui si lavora facilmente. Per ora rimaniamo qui a Houston.
ALLA CORTE DI DE GIORGI – Era da un po’ di tempo che mi sentivo con la Federazione. Libenzio Conti mi ha chiamato chiedendomi se avessi voglia di dare una mano per questa estate. Gli ho risposto che sarei super onorato. E dieci giorni fa è stata confermata questa opzione, che per me è un onore pazzesco. Qui ho appuntamenti fino a luglio, mi aggregherò al gruppo nella seconda parte della VNL. Il mio sarà un ruolo tecnico, lo definiremo con Ferdinando De Giorgi. Il tempo ci permetterà di capire meglio e in maniera più dettagliata quale sarà il mio ruolo.
PASSATO E FUTURO – Per un periodo, appena smesso di giocare intorno ai quarant’anni, pensavo che la pallavolo sarebbe stata solo il mio passato. E per qualche anno mi sono dedicato al cento per cento ad altre mie attività. Quando però i miei figli hanno cominciato a giocare e ho rimesso piede in palestra, è avvenuta la magia.
QUESTIONE DI ADATTAMENTO – Nel 2017 sono stato a Kazan, nell’anno in cui lo Zenit ha vinto il Mondiale per Club. È stata un’esperienza molto formativa e lì ho capito quanto la cultura di un Paese e di un popolo può incidere anche sullo sport, sul modo di allenarsi, sul modo di affrontare le partite. E ho capito a posteriori quante difficoltà hanno potuto incontrare tutti gli stranieri che arrivavano in Italia e si trovavano a giocare in un posto nuovo, con sistemi diversi e addirittura con regole diverse. Magari affrontavi dei giocatori con la Nazionale e sembravano molto forti, poi venivano in Italia, giocavano con te e sembravano meno impattanti. L’adattamento non dipendeva solo dalla barriera linguistica, che anzi è la più facile da superare, ma dal tipo di gioco e richieste.
DIFFERENZE FRA ITALIA E USA – Complicato fare un paragone fra Stati Uniti e Italia. Allenando i giovani, potrei farlo con una squadra giovanile o il sistema giovanile. Ora sto capendo l’altro sistema americano, quello del college, che ha dei talenti assoluti come il figlio di Henno e il fratello più piccolo di Nikolov. Ci sono ragazzi un gradino sopra rispetto alla media dei giocatori, che ogni volta ritrovi sempre più forti, che da noi giocherebbero in un top team come terzi schiacciatori per esempio. La curva di miglioramento che vai a fare da giovane in un campionato professionistico è molto più accelerata di quanto possa essere qui. Il pro è che qui tutti i giocatori di pallavolo si laureano, facendo l’esperienza pallavolistica e vivendo il college da studente-atleta. Poi i più bravi vanno a giocare a livello internazionale e lì comincia la vera crescita pallavolistica, che gli permette di arrivare “sani” o meno danneggiati possibile più a lungo, vedi Matt Anderson, e nel caso la carriera finisca presto avere un titolo di studio.
LE SEMIFINALI PLAY OFF – Sicuramente Perugia ha dimostrato una grande continuità in campionato. Ma la Lube quest’anno ha fatto vedere grandissime cose, a cominciare dalla battuta in casa. Quella di Balaso è un’assenza importante, ma Bisotto contro Perugia ha dimostrato grandi doti e dato supporto alla squadra. Ha un sacco di ragazzi giovani e Medei è riuscito a creare un amalgama molto importante in una realtà che ha vinto tantissimo nel tempo. Dall’altra parte, il 3-2 nella prima partita fra Trento e Piacenza dimostra quanto equilibrio ci sia. Piacenza ha iniziato la stagione in maniera traballante, ma da pochi mesi ha ritrovato il bandolo della matassa e sta facendo cose interessanti. Come sempre, i Play Off sono un campionato a sé.








