After Hours, la SuperLega di notte
Falaschi, Laurenzano, Mati, Zonta, Sottile e Battocchio ospiti della trentunesima puntata di After Hours

La vittoria in tre set di Trento su Civitanova nel match d’apertura della Finale Scudetto, la strepitosa rimonta di Civitanova sul campo di Perugia, la corsa al 5° Posto che vedrà affrontarsi, sabato prossimo, da un lato Modena e Padova, dall’altra Milano e Verona. E poi la promozione in Superlega della MA Acqua S. Bernardo Cuneo, reduce dal successo su Brescia nella finale Play Off della Serie A2.

Questi i temi principali della trentunesima puntata di After Hours – La SuperLega di notte, trasmessa in diretta domenica sera sulla pagina Facebook e sul canale YouTube di Lega Pallavolo Serie Acon Andrea Zorzi, Andrea Brogioni e i protagonisti della Serie A Credem Banca.

Questi gli ospiti collegati: Gabriele Laurenzano (Itas Trentino), Pardo Mati (Valsa Group Modena), Nicola Zonta (Allianz Milano), Marco Falaschi (Sonepar Padova),  Daniele Sottile e Matteo Battocchio (MA Acqua S. Bernardo Cuneo).

 

Gabriele Laurenzano (Itas Trentino)

Gabriele Laurenzano (Itas Trentino)

GARA 1 FINALE Il risultato è stato netto, i parziali un po’ meno, ma l’importante è che abbiamo vinto.

LA SCHIENA DI RYCHLICKI Già qualche giorno fa aveva male alla schiena, ha provato a giocare ma non ce l’ha fatta a continuare.

LE CONTROMISURE ALLE BATTUTE Ricevere battute così forti è difficile, Civitanova in battuta va a “tutto fuoco”. Noi siamo arrivati preparati, sapevamo che loro battevano bene; quindi, la ricezione doveva essere brava a tenere la palla più alta possibile, così il palleggiatore poteva arrivarci tranquillamente così come gli altri, se c’erano palloni staccati, a mettere la palla perfetta per l’attaccante. Poi serve pazienza, come dice Kozamernik, perché con ricezioni così staccate da rete l’attaccante deve essere paziente e non deve cercare sempre di fare subito punto (ovviamente se lo fa è bravo) ma magari giocare la palla sul muro o cercare un mani-fuori.

LA BATTUTA PIÙ FASTIDIOSADirei la float, è una battuta che dà fastidio perché spezza il ritmo dopo una serie di battitori a “tutto fuoco”, la float anche se va piano non è facile da ricevere, avere una float contro vuol dire che devi mettere una palla perfetta. Ma anche la battuta di Bottolo è difficile, è spin ma arriva addosso forte e float.

SUPER MICHIELETTOIo sono contento così, se continua a giocare così fa felici la squadra, la società e tutti quanti.

LO SCUDETTO NELLA TESTA – Cosa ho in testa? Lo Scudetto. Non posso non pensarci. Due anni fa eravamo in Finale Scudetto ma non ci pensavo così tanto, eravamo una squadra giovane, era il primo anno a Trento. Ma avendolo già vinto, mi mancano quelle emozioni e le vorrei riprovare.

CONSIGLI A PARDO MATISa come stare in SuperLega, quest’anno ha capito come viverla, sa che non è facile. È un lavoro, devi stare lì ad allenarti, la mattina devi fare pesi, devi mangiare bene, lavorare tanto. Alla fine, è quello che fanno tutti i giocatori professionisti. Il mio consiglio è quello di lavorare sempre, tenere la testa a posto ed essere umile, altrimenti il rischio è quello di non andare da nessuna parte.

 

 

 

Pardo Mati (Valsa Group Modena)

Pardo Mati (Valsa Group Modena)

LA SPINTA DEL PALAPANINI Giocare a Modena è molto importante, soprattutto per un gruppo come il nostro: ci dà una spinta in più. Il PalaPanini è uno dei palazzetti che riesce a farlo. Buonissimo risultato, abbiamo affrontato questo Girone nel migliore dei modi.

BUONA LA PRIMA A MODENALa mia prima stagione in SuperLega è passata veramente in un attimo, sembrano passati pochi giorni dall’inizio della preparazione. È stata super emozionante, fatta sempre di cose nuovo: l’esordio, la prima da titolare, l’esordio ai Play Off, un sacco di esperienze nuove. Il gruppo era perfetto, eravamo molto giovani, qualche “anziano” che ti deve un po’ instradare. Dicono che la città sia difficile, però io onestamente mi sono trovato sempre bene, fra i tifosi e non solo: forse sono giovane e non mi mettono molte pressioni.

I COMPLIMENTI DI COACH GIULIANISono complimenti che, ricevuti da un allenatore come lui, con la sua esperienza la sua grande storia e il suo palmares valgono molto di più. Con lui mi sono trovato molto bene e mi è sembrato, se non il migliore, uno dei più bravi allenatori che io abbia mai trovato. Mi ha dato veramente tanto.

LE PRESSIONISicuramente giocare in SuperLega ti mette pressioni, però io cerco di guardarla sempre da una prospettiva esterna: noi siamo degli sportivi, tutti molto ben pagati, facciamo il lavoro che amiamo, quindi la pressione te la metti un po’ da solo ma ti devi ricordare che sei un privilegiato. Io la vivo con l’amore per questo sport. Quanto all’ambiente di Modena, io di mio sono spensierato, le pressioni esterne cerco di non ascoltarle perché di base me le metto già da solo. Se perdo una partita e non gioco bene, non sono contento e non serve che altri me lo vengano a dire. So quello che devo fare e come le devo fare e le pressioni ce le ho già.

MODELLI DI RIFERIMENTO Non credo di averne uno in particolare. Riprendo una cosa che disse Velasco tempo fa, sono un ladro di idee o comunque di aspetti. Ci sono molti centrali forti in delle individualità: Loser in attacco, Anzani a muro, Simon in tutto, prendo qualcosa da ognuno.

 

 

 

Nicola Zonta (Allianz Milano)

Nicola Zonta (Allianz Milano)

LA SEMIFINALE PLAY OFF 5° POSTO IN CASAPensavamo fosse l’ultima partita all’Allianz Cloud e invece ci siamo regalati questa opportunità di giocare la Semifinale in casa.

LE MOTIVAZIONI PER I PLAY OFF 5° POSTO Nelle prime due partite dopo l’uscita dai Play Off Scudetto c’è stato un calo di tensione, forse dovuto al fatto che era svanito un obiettivo che ci eravamo prefissati a inizio anno, quello di arrivare in Semifinale. Però poi, grazie al ritorno in palestra e al lavoro, abbiamo ritrovato il focus e siamo riusciti a metterlo dentro al campo.

IL DOPPIO CAMBIO DI PIAZZAÈ andato bene, bisogna essere sempre pronti quando il coach ci chiama e cercare di dare una mano alla squadra nei punti in cui siamo in campo. L’affinità con Barotto si è vista dopo un po’ di lavoro, mi son trovato bene e credo che siamo stati utili alla squadra in molte occasioni.

COME SI BATTE VERONABisogna fare una partita attenta e risolverla con colpi pazienti e intelligenti in attacco, senza avere fretta e avendo un istinto “killer” nei momenti-chiave.

IL PROSSIMO ANNONon rimarrò a Milano. Non so se si può dire dove andrò. Vado a giocare? Si.

 

 

Marco Falaschi (Sonepar Padova)

Marco Falaschi (Sonepar Padova)

LA CORSA AL QUINTO POSTOCi sono motivazioni diverse rispetto alla Regular Season, è chiaro dai risultati e dai giocatori che vengono messi in campo, oltre che dalle dichiarazioni che le società fanno. Ora faremo la Semifinale con Modena, vedremo come andrà.

L’ULTIMA PARTITA A PADOVA
Non credo sia un segreto, la società e l’allenatore hanno fatto una scelta per il prossimo anno; quindi, la partita con Verona è stata l’ultima che ho disputato in casa, davanti ai nostri tifosi. Come Brizard, palleggiatore di Piacenza, dico che non è stata una scelta mia, ma non aggiungo niente di particolare. In due anni è stato fatto un percorso, secondo me in crescendo: l’anno scorso siamo arrivati decimi con una squadra giovane e con tanti ragazzi al primo anno da titolari in SuperLega. Quest’anno con una squadra diversa abbiamo fatto meglio, siamo arrivati noni, ora siamo in Semifinale Play Off 5° Posto e quindi ci siamo migliorati anche in questo.

PADOVA E I TALENTIC’è una società che organizzata, che praticamente mette nelle migliori condizioni il giocatore per fare il suo lavoro. Questo è un merito non solo della presidenza, ma anche di Stefano Santuz, un uomo che è sempre presente. Ho imparato ad apprezzarlo in questi due anni, non lo conoscevo in maniera diretta. Ho il piacere di chiacchierarci, siamo riusciti a costruire un rapporto. La mia impressione a Padova è stata questa: c’è una società che ha pochissimi difetti, dalla fisioterapia al marketing, ogni area va avanti da sola. Chiaro che per arrivare nelle prime otto, per ottenere qualcosa in più, serve la fortuna di trovare altri investimenti. Ma la struttura va avanti da sola, non dimentichiamo un settore giovanile che ha tutte le squadre.

L’IMPRESA DELLA LUBE A PERUGIA IN SEMIFINALE
No, non me l’aspettavo. Per me Perugia era la squadra più forte. Ma la Lube ne è uscita di gruppo, di squadra, così come era successo nella Coppa Italia che hanno vinto. In Gara 3 erano spalle al muro, ma consci dei propri meriti e di ciò che sanno fare. Poi Gara 5, con 17 ace, credo sia stata una partita impressionante.

BONINFANTE, PREGI E DIFETTI
È stato costruito un gruppo adatto ad un palleggiatore come lui. L’ho già detto in altre interviste, anche a Beppe Cormio l’ho detto: “Hai costruito un gruppo perfetto per un palleggiatore giovane”. Io ho visto Gara 5, qualche imprecisione c’è stata, qualche pipe bassa, qualche primo tempo strozzato, ma chi attaccava non ha sprecato niente, la squadra ha nascosto i difetti. Ma è così: vince chi nasconde i difetti.

IL PESO DELLA BATTUTA
Oggi c’è l’esasperazione della battuta, la potenza della battuta è aumentata. Non so però se allo stesso modo, ultimamente, la ricezione è allenata a quelle velocità lì. Secondo me, la bravura di un allenatore o di un sistema, deve essere quella di adattare la tecnica a quella velocità lì. Poi da lì c’è il discorso della pazienza. L’idea principale è di prendere meno ace possibili e di tenere la palla nel nostro campo per giocarla. È chiaro che ci sono momenti in cui li subisci, però bisogna guardare alla necessità di adattare la ricezione a un livello di battuta veramente alto.

ALBERTO POLO
Prima del giocatore, c’è la persona: siamo molto contenti di averlo di nuovo, non solo Padova ma tutto il mondo della pallavolo. La sua è una storia abbastanza particolare. Ha da recuperare a livello fisico quattro anni di stop, ma già nei primi allenamenti si nota che è un giocatore che sa le cose che fa, che appena vede qualcosa che non va bene lo fa notare, sapeva giocare prima e di certo non ha disimparato a farlo. Ci sta dando una mano, sta giocando titolare fisso in questo periodo, ora gli abbiamo “regalato” anche la Semifinale dei Play Off 5° Posto.

 

 

Daniele Sottile (MA Acqua S. Bernardo Cuneo)

Daniele Sottile (MA Acqua S. Bernardo Cuneo)

UN SOGNO CHE SI AVVERAIl coach mi chiama “leggenda”? Troppo buono… La promozione in SuperLega è un sogno nato a inizio stagione, passato fra tante difficoltà, ma alla fine siamo arrivati al momento giusto carichi, pronti e determinati. Nell’aria si sentiva che ce la potevamo fare. Siamo riusciti a conquistare la promozione, è stata un’emozione incredibile in un posto che voi conoscete bene, dove la pallavolo è di casa. Aver riportato Cuneo in SuperLega è stato prima di tutto un grande onore e spero che Cuneo sia nei prossimi anni possa essere una delle protagoniste del massimo campionato.

LA VICINANZA DEI TIFOSI C’ero trent’anni fa e dico che l’atmosfera era la stessa, per strada tutti ci facevano sentire il sostegno, poi giocare davanti 5.000 persone è stato incredibile, ci hanno trascinato e in alcuni momenti sono stati anche decisivi.

PINALI DECISIVO – Per noi è stato decisivo. Siamo stati bravissimi perché con Davide Brignach stavamo facendo un campionato importante, eravamo fra il quarto e il quinto posto però ci mancava quel qualcosa in più. La squadra è stata bravissima nell’aspettarlo, lo staff medico e tecnico sono stati bravissimi a riportarlo nel momento giusto. Ci ha dato quel qualcosa che ci mancava. Verso la fine della Regular Season sapevamo di poter fare quel qualcosa in più.

PALLEGGIATORI DA TENER D’OCCHIOHo visto bene Antonino Russo, palleggiatore di Ravenna, ha talento e una bella grinta. Ma anche Simone Porro, giovane ma promettente come i fratelli, il DNA c’è e arriverà.

CODARIN PRONTO PER LA SUPERLEGA – Codarin è pronto a tornare in SuperLega, se lo merita. In A2 ha fatto la differenza in alcuni momenti, con Volpato è stato il centrale più importante di questo campionato. Da diversi anni mi chiedo perché non gioca in SuperLega. Il salto di categoria è enorme ma lui è pronto, è un grande lavoratore e ha buone doti sia tecniche fisiche, è un buon battitore, un buon muratore, un buon attaccante. Secondo me farà bene.

 

 

 

Matteo Battocchio (MA Acqua S.Bernardo Cuneo)

Matteo Battocchio (MA Acqua S. Bernardo Cuneo)

DAL QUARTO POSTO ALLA PROMOZIONE Abbiamo finito il girone d’andata in quarta posizione giocando due sole volte con la formazione titolare. Abbiamo concluso il girone di ritorno giocandone qualcuna in più. La verità è che, quando siamo stati al completo, è stato più facile per tutti esprimere le proprie indubbie capacità. La vera battaglia è stata avere tutta la squadra a disposizione. Auguro a chiunque di poter lavorare con una squadra così.

PALLEGGIATORI DA TENER D’OCCHIO Credo che in Italia ci siano molti ragazzi bravi cui non sempre vengono date le opportunità. Assieme a Russo e Porro metto Santambrogio (Delta Group Porto Viro), al primo anno da titolare in A2 ha disputato un campionato importante finché il fisico lo ha aiutato.

I LIBERI E IL GAP FISICOPer me in Italia ci sono allenatori molti validi e società che lavorano bene nel settore giovanile. C’è un grosso gap fisico, non solo a livello di misura ma anche a livelli di ‘come si lavora il fisico’ rispetto ad altre nazioni. Nei liberi questo gap lo paghi di meno.

LA CRESCITA DI CODARINÈ cresciuto molto anche sotto l’aspetto della personalità, molto importante per un giocatore. Mi rendo conto che essere un centrale e avere Sottile palleggiatore vuol dire avere un buon vantaggio. Ma Codarin è un esempio.

COME SI CAMBIACi sono situazioni già in essere, delle scelte che alcuni giocatori hanno fatto ben prima che iniziassero i Play Off. Per una serie di motivi un pezzo di squadra cambierà. Il fatto che alcuni giocatori avessero già deciso di andare da altre parti è una dimostrazione dello spessore umano che hanno avuto questi giocatori.