After Hours, la SuperLega di notte
Fanizza, Gardini, Battocchio, Mancini, Martinez e Anastasi ospiti della quinta puntata di After Hours

 

La passione di Cuneo e l’importanza di gestirne gli umori. La complessità della lotta per non retrocedere, fotografata dal successo di Padova sull’altolocata Civitanova. L’altissimo livello dei palleggiatori in SuperLega, con giovani di talenti in scia a grandi campioni. E poi i pronostici per la volata Scudetto e una finestra sulla Serie A2 con il big match fra Catania e Brescia e un’occhiata alla Serie A3, con i riflessi della notorietà mediatica nella quotidianità sotto rete.

Si è parlato di questo e di tanto altro nella quinta puntata della sesta stagione di After Hours, la SuperLega di notte, live ogni domenica alle 21.30 sui social di Lega Pallavolo Serie A e di DAZN, con Andrea Zorzi e Andrea Brogioni.

Ospiti della quinta puntata sono stati Alessandro Fanizza (Cisterna Volley), Davide Gardini (Sonepar Padova), Matteo Battocchio (MA Acqua S. Bernardo Cuneo), Filippo Mancini (Gruppo Consoli Sferc Brescia), Javier Martinez (Terni Volley Academy) e Andrea Anastasi, oltre al giornalista Fabrizio Monari.

 

LE DICHIARAZIONI

 

Alessandro Fanizza (Cisterna Volley)

Alessandro Fanizza (Cisterna Volley)

Il KO con Milano – Nel primo set eravamo partiti bene, poi loro hanno avuto una fase break importante. Poi Milano sbaglia poco e Reggers ci ha messo del suo: davvero un gran giocatore.

 

Kreling e altri riferimenti – Lui è uno dei top, in questo campionato ho la fortuna di poterne ammirare tanti. Fa delle finte di corpo incredibili. Ma l’anno scorso ho avuto la fortuna di poter lavorare con Baranowicz. Mi piace molto anche Sbertoli, così come Giannelli e Porro. Cerco di prendere qualcosa da tutti.

 

L’efficienza di Mazzone – Quando la palla è nei tre metri mi piace molto giocare coi centrali. Quando si propongono, cerco sempre di dargli la palla, anche in contrattacco. Poi è il secondo anno che gioco assieme a lui e appena posso cerco di servirlo.

 

Ogni punto è oro – Sinora potevamo fare qualcosa in più, potevamo affrontare meglio qualche partita e rubare qualche punto in più. Il nostro obiettivo è la salvezza e bisogna scendere in campo cercando di conquistare più punti possibili, perchè ogni punto è oro.

 

Dove migliorare – Il mio punto forte è sfruttare al massimo il centro della rete e con quello liberare i miei laterali. Devo lavorare sul muro e sulla battuta, anche se bisogna migliorare sempre su tutto.

 

Coach Morato e il servizio – Daniele è uno stakanovista, uno cui piace tanto lavorare. Lavoriamo sempre su tutti i fondamentali, ma credo che il servizio sia quello cui tiene di più.

 

 

 

Davide Gardini (Sonepar Padova)

Davide Gardini (Sonepar Padova)

La squadra oltre i singoli – Per adesso stiamo andando bene, negli scontri diretti abbiamo vinto e portato a casa punti importanti. Le altre partite sono state complicate, abbiamo trovato subito Perugia e Trento fuori casa, non il più facile degli inizi, ma stiamo trovando settimana dopo settimana il nostro gioco. E quando qualcuno non si riesce a esprimere al meglio, sopperiamo di squadra a quelle mancanze.

 

La lotta salvezza – È il mio terzo anno a Padova, dall’ottavo posto in giù si cominciano a delineare un po’ di dinamiche, ma credo di avere l’esperienza giusta per poter dire che non si sa mai. Tutte sono in grado di andare a strappare punti a squadre più forti o di perdere punti importanti. Grottazzolina sta avendo delle difficoltà, l’anno scorso riuscì a risollevarsi e magari ci riuscirà anche quest’anno. Chi deve salvarsi sa che non sarà tutto in discesa.

 

L’equilibrio tattico – Abbiamo lavorato tanto, perché c’erano equilibri da trovare. Un esempio: il nostro centrale Andrea Truocchio è passato dalla spin a una battuta float, deve “soffrire” un po’ ma sta aiutando la squadra in quel modo lì. Ed è spesso la nostra fase break migliore.

 

 

 

Matteo Battocchio (allenatore MA Acqua S. Bernardo Cuneo)

Matteo Battocchio (MA Acqua S.Bernardo Cuneo)

Punto utile – Quando si perde non si può mai essere contenti. Ma dobbiamo riconoscere i meriti avversari e dire che siamo stati bravi a vincere il quarto set e fare un punticino. Abbiamo giocato otto partite, oltre un terzo della Regular Season. Abbiamo giocato quattro scontri diretti, ne abbiamo vinti due e persi due, ma giocandone tre in trasferta. Rispetto a Cisterna e Padova ci manca una vittoria con una grande, anche se abbiamo fatto punti in casa con Piacenza e Modena. Siamo consapevoli che, per salvarti, serve una vittoria di quelle impensabili. Al di là di questo, direi che mancano sei, sette, otto punti per salvarci.

 

Salvezza ed esperienza – Credo che la società si sia mossa, in primis, lavorando su quello che c’era a disposizione, contando sulle forze economiche ed appeal che si ha. Sono state fatte scelte importanti e complesse. Accanto a giocatori di categoria, esperti, c’è un grandissimo numero di giocatori che la SuperLega non l’hanno mai fatta. Un gruppo eterogeneo. Ci sono lati positivi e lati più complessi da affrontare nella quotidianità.

 

SuperLega e palleggiatori – Ci sono tanti palleggiatori molto bravi a cambiare il gioco in base a quello che serve. Cisterna ha un ottimo cambio palla. Anche nelle squadre che lottano per salvarsi, si fa fatica a trovare un palleggiatore che non sia di grande livello.

 

Feral, fame e umiltà– Sono molto contento di Feral, è un ragazzo umile che ha molta fame. In Francia entrava come cambio in battuta, poi è diventato titolare durante l’anno. Quindi è il secondo anno in cui gioca, dei quali uno non da subito e il secondo in Italia, in una squadra che deve sapere sporcarsi le mani in ogni dove. Certo, avere Baranowicz dietro aiuta.

 

Lacrime senza età – Sono nato a Torino e ho vissuto a Torino fino a qualche anno fa, da giovane andavo a vedere le partite a Cuneo. Si respira pallavolo ovunque, l’atmosfera al palazzetto è stupenda e aiuta tantissimo. L’anno scorso, quando abbiamo vinto Gara 2 della Finale Play Off di Serie A2, c’erano signori, anche di una certa età, che piangevano e ringraziavano.

 

Montagne russe – È il mio terzo anno a Cuneo e “conosco i miei polli”. Dobbiamo essere bravi a stare sul pezzo, evitando montagne russe per cui se vinci una partita sei almeno in Champions League e se ne perdi una non puoi giocare neppure in categorie più basse. Se l’obiettivo non è unico e inequivocabile per tutti, non è un obiettivo e non c’è una squadra che lavora. Dobbiamo sperare che vada tutto bene. Non giocano i sogni e i desideri, bisogna essere concreti.

 

 

 

Filippo Mancini (Gruppo Consoli Sferc Brescia)

 

Filippo Mancini (Gruppo Consoli Sferc Brescia)

La prima sconfitta, dal 2-0 – Purtroppo è arrivato il primo ko, speravamo di riuscire ad allungare la serie di vittorie. Ma Catania è una squadra molto ostica, in casa loro non era facile e purtroppo noi non siamo stati molto lucidi e attenti.

 

Le rivali – Dopo un anno in SuperLega, ho ritrovato una Serie A2 molto agguerrita, perché qualunque squadra è veramente ostica. Ci sono Ravenna, Aversa, Prata e Pineto che abbiamo già affrontato. Noi stiamo giocando bene a parte l’ultimo scivolone, ci sarà da divertirsi, non c’è la Vibo Valentia di turno che qualche anno fa aveva lo squadrone.

 

 

 

Javier Martinez (Terni Volley Academy)

Javier Martinez (Terni Volley Academy)

Reality show ed effetti sulla pallavolo – Mi rendo conto che la pallavolo non sempre ha la visibilità che meriterebbe. Mi spiace che un pallavolista che ha fatto un reality show abbia più spazio di tanti altri giocatori. Avere sempre gli occhi addosso però mi piace, perché spesso e volentieri riesco a trasformarla in qualcosa di positivo, che mi aiuta a stare in campo. E magari portare gente nella pallavolo.

 

La scelta di Terni – Arrivare a Terni è stato un successo. Era un po’ un rimettermi in gioco rispetto alla mia zona di comfort, in una città che ha sempre avuto una forte tradizione calcistica.

 

Lo 0-3 con Castellana Grotte – Non è stata la nostra miglior partita, ma loro sono stati perfetti sotto ogni punto di vista. Ci togliamo il cappello di fronte ai meriti degli avversari.

 

La coppia Biribanti-Giombini – Biribanti è una persona molto vicina alla squadra, a noi giocatori fa piacere che lui non si metta sul piedistallo da vicepresidente. Non ci mette pressione. Abbiamo ben chiaro che il nostro obiettivo è la salvezza. Giombini ha invece un ruolo da Coach ed è giusto che abbia un atteggiamento diverso.

 

 

 

Andrea Anastasi

L’ipotesi Czestochowa – Sto trattando con vari club, ma in questo momento della stagione bisogna prendere squadre che abbiamo un progettino serio. La situazione a Czestochowa è molto complicata, sono ultimi, anche se hanno una grande storia. C’è stata una chiacchierata, che però non si è concretizzata.

 

Gli ultimi nove mesi – Ho continuato a seguire la pallavolo, a vedere gli allenamenti. Sono stato in Polonia a seguire il mio amico Nikola Grbic per il Mondiale e tornerò in Polonia a breve. Poi mi sono dedicato agli amici, alla famiglia, alle letture, tutte cose che fanno bene alla mia motivazione.

 

Cartoline da Perugia e di Piacenza – Di Perugia ho un ricordo meraviglioso. Ci siamo giocati tutto in quindici giorni, non siamo stati bravi a gestirli, ma abbiamo vinto un Mondiale e una Supercoppa e c’era un ambiente in cui mi sono trovato meravigliosamente bene. A Piacenza era partita con buone aspettative, ma a novembre dopo sei vittorie consecutive avevano già preso un nuovo allenatore. E le mie motivazioni sono calate in maniera radicale, è stato anche un mio difetto, ma non ho trovato lineare il fatto che il club chiamasse un altro allenatore senza comunicarmelo. Ma continuo ad avere rapporti buonissimi con Piacenza, ho capito le loro scelte, hanno una bellissima squadra e un bellissimo progetto.

 

SuperLega: i pronostici – Il campionato è molto cambiato. Verona con Christenson in regia ha fatto un cambio di passo pazzesco e può lottare fino alla fine. Civitanova, Trento e Perugia stanno cercando il loro equilibrio. Trento ha cambiato molto, Perugia è la squadra che è stata maggiormente penalizzata dal Mondiale come condizione atletica. Ma credo che, quando ci sarà da lottare per i traguardi importanti, saranno pronte. Modena mi sembra una squadra molto cresciuta, giovane e di prospettiva. Cuneo sta facendo punti in ogni gara, sta cercando meritatamente di fare una stagione importante. Mi spiace per Grottazzolina, ho visto i parziali di oggi e mi immedesimo negli allenatori e nei giocatori. Piacenza? Può collocarsi fra il quarto e l’ottavo posto, ha grandi possibilità di fare bene, ha creato un roster estremamente interessante e di grande futuro.

 

Gli allenatori giovani – Sto seguendo Battocchio, sono affascinato dal modo che hanno questi giovani allenatori di approcciarsi alla partita. Ho seguito la gara e pensavo: “Vuoi vedere che ce la fanno?” Posso solo fargli i complimenti. Anche Cuttini, l’allenatore di Padova, è da tenere in grande considerazione, sta facendo grandi cose, sta sviluppando allenatori giovani. Santuz a Padova, “santo sempre”: è un direttore fantastico. Tutti gli allenatori che si stanno sviluppando nella nostra Serie A2 stanno facendo esperienze straordinarie. Dobbiamo essere umili, ma riconoscere la qualità.

 

Kreling e Fanizza – Kreling ha due mani d’oro, con lui Milano ha fatto un salto di qualità impressionante ma in Italia non è facile dire: è il più bravo. A mio modo di vedere, la SuperLega ha dei grandissimi palleggiatori, faccio fatica a vedere lo stesso livello altrove. E lo stesso Fanizza è un giocatore straordinario, ha 21 anni, ha un percorso giovanile straordinario e sta giocando molto bene. L’anno scorso ha esordito contro di me a Piacenza, all’inizio era un po’ emozionato ma poi abbiamo fatto fatica.

 

La passione di Cuneo – A Cuneo la gente vive la pallavolo con grande passione, ho degli amici che mi dicono continuamente: “Vieni a vedere una partita”. Il palazzetto è sempre stato caldo, i Blu Brothers, i loro tifosi spingono a ogni partita.

 

L’evoluzione dei fondamentali – Nella pallavolo moderna la battuta è fondamentale, perché ogni gioco comincia col servizio. Battuta e ricezione sono due fondamentali che fanno la differenza. Anche la nostra Italia campione del mondo è stata pazzesca in battuta. Poi abbiamo un libero che è un fenomeno in ricezione, oltre a Michieletto che è un fenomeno in generale.