After Hours, la SuperLega di notte
Piano, Pellacani, Pisoni, Tizi-Oualou, Simon, Staforini e Zoppellari ospiti della quindicesima puntata di After Hours
La voglia di riscatto di una Verona sorpresa da una Civitanova in grande giornata. Gli umori opposti di Grottazzolina e Monza dopo l’importante incrocio-salvezza che proietta i brianzoli verso i Play Off. Le ambizioni delle raggianti Modena e Piacenza in vista della seconda parte della stagione. Ma anche le risate e i sorrisi di Robertlandy Simon per motivare i giovani, il piano di Padova per un posto in classifica fra le prime otto e la nuova vita da comunicatore di Matteo Piano.
Tra analisi tecniche e momenti divertenti, sono stati molteplici i temi della quindicesima puntata della sesta stagione di After Hours, la SuperLega di notte, in onda ogni domenica alle 21.30 in esclusiva, gratuitamente, sulla piattaforma DAZN e in differita sul canale YouTube di Lega Pallavolo Serie A.
Assieme all’ex azzurro Matteo Piano, ospiti della puntata numero 15 sono stati Marco Pellacani (Yuasa Battery Grottazzolina), Alessandro Pisoni (Vero Volley Monza), Amir Tizi-Oualou (Valsa Group Modena), Robertlandy Simon (Gas Sales Bluenergy Piacenza), Matteo Staforini (Rana Verona), Francesco Zoppellari (Sonepar Padova).
LE DICHIARAZIONI
Matteo Piano

Il progetto “Piano di gioco” – Sono contentissimo di questo progetto in collaborazione con la Lega Pallavolo Serie A, sto facendo tanta gavetta in tanti ambiti comunicativi ed è la vita che volevo. Sono felice, grato e sorridente, ci tenevo a raccontare la pallavolo per come l’ho vissuta ed è stato bello girare fra le squadre. Il campo da pallavolo è stato il mio palco comunicativo, tornare con un progetto mi ha messo a mio agio, mi ha responsabilizzato. È stato bellissimo incontrare queste squadre, tanti sono amici, con tanti altri non ho mai giocato. Una bella opportunità raccontare la pallavolo.
Emozioni e sensazioni – Cosa mi emoziona di più? L’empatia nell’essere passato attraverso le sconfitte e le vittorie. Mi emoziono perché questi giocatori hanno l’opportunità di viverle tra poco e sono contento per loro. Non sono invidioso del possibile successo, ma sono “accarezzante” quando vedo qualche ferita. Mi piace molto questo lato della pallavolo.
Sincerità – Di Verona mi ha stupito la gioia dei ragazzi del fare dei contenuti sia importanti, sia leggeri. Keita e Mozic sono stati “onestissimi”, ho detto loro che io non sarei stato così bravo… Parliamo di Coppa Italia, ma anche di vita. Ad esempio, a Sbertoli e Ramon ho chiesto questo discorso dell’altezza e non è da tutti mettersi a nudo sul fatto di essere giocatori alti per il mondo ma non nella pallavolo. Mi piace anche cercare di creare quell’alchimia con i giocatori per diventare utili, ognuno di noi ha percorsi che possono essere d’esempio.
Marco Pellacani (Yuasa Battery Grottazzolina)

Attese e risultati a Grottazzolina – La delusione è legata a come è andato l’anno a livello di punti in classifica. Non mi aspettavo che avremmo fatto così tanta fatica, abbiamo vinto solo una partita e ci sono state diverse vicende che ci hanno ostacolato, a partire dell’infortunio di Petkovic. Ma a livello personale sono contento di essermi messo in gioco. Sono cresciuto nelle giovanili di Trento, ho sempre giocato a Trento, per cui andare lontano da casa è un’esperienza che mi sarà sicuramente utile.
Il peso degli infortuni – È il primo anno che mi trovo in una squadra che vive queste difficoltà. Però secondo me non sono da attribuire completamente agli infortuni, perché ad esempio Golzadeh è stato molto bravo e non ci ha fatto sentire la mancanza di Petkovic.
La paura per Golzadeh – Sta bene, ci siamo preso tutti uno spavento: vedere un compagno portato via in barella non capita spesso. Per fortuna le tac sono tutte negative.
Alessandro Pisoni (Vero Volley Monza)

Libero da sempre – Ho sempre voluto fare il libero, di solito tutti vogliono schiacciare e attaccare. Ma io da piccolo andavo al palazzetto a vedere la Foppapedretti femminile e ricordo che c’era Enrica Merlo come libero ed è stata lei a ispirarmi in quel ruolo. Negli anni delle giovanili ho fatto lavoro indirizzato a fare il libero, anche i miei genitori non sono altissimi e sapevo che era difficile per me arrivare a due metri d’altezza.
I modelli maschili – Quando ho iniziato a seguire la maschile, mi piaceva molto Hubert Henno quando giocava alla Lube. E poi seguendo la scuola francese anche Grebennikov.
Le rivali per i Play Off – Avendo lo scontro diretto il 14 febbraio, Padova è la squadra cui dovremo stare più attenti. Quella partita dipenderà anche da noi, vincere con Padova ci farebbe mettere una piccola ipoteca sulla corsa per i Play Off.
Il giudizio sulla stagione – Sono molto contento, è la mia prima, vera stagione in SuperLega anche per la mia crescita personale. Dopo il percorso nelle giovanili aspettavo questo tipo di occasione, mi piace come stile di vita e sono molto contento di come ho affrontato quest’anno e dei miglioramenti che ho ottenuto.
Amir Tizi-Oualou (Valsa Group Modena)

Studente modello – Non so come ho fatto a imparare così bene l’italiano, però sono felice. Posso dire che non è molto diverso dal francese…
Gli alti e i bassi – Per noi è sempre più facile giocare in casa, davanti ai nostri tifosi, che ci dà un grande vantaggio, è una “benzina” per noi. Fuori casa invece abbiamo qualche problema a chiudere i set.
Un (altro) francese a Modena – Mi piace tanto Modena, mi piace giocare a Modena dopo tanti francesi che hanno fatto la storia della pallavolo francese, è una cosa bella. Mi sto trovando bene, sono felice di essere qua e di avere una squadra così, con compagni e staff che mi aiutano tanto. Con Milano abbiamo giocato bene in attacco, IL 70% è un ottimo dato. Ma anche in ricezione siamo veramente forti.
Seddik e Iyegbekedo – Con Seddik siamo cresciuti assieme, siamo entrambi di Montpellier e abbiamo giocato assieme in Serie A e nelle nazionali giovanili. Lo conosco un po’ meglio di Daniel, ma posso dire che Daniel è uno che vuole migliorare e lavora tanto. Sono due centrali cui auguro di arrivare al top.
I “maestri” Brizard e Toniutti – Sono due palleggiatori abbastanza differenti. Cosa prenderei da loro? Direi tutto. Dalla tecnica alla personalità. Provo sempre a imparare da loro, dall’aura che hanno all’interno della squadra.
Robertlandy Simon (Gas Sales Bluenergy Piacenza)

La convalescenza – Serve ancora un mesetto pieno prima di iniziare a fare tutto quello che serve per tornare in forma e in campo. Sto lavorando tanto in palestra e sono arrivato a fare qualche corsetta in campo. Ma finché non ho l’ok dei medici non posso fare nulla di diverso. Mi sono operato in Finlandia, perché mi hanno detto che c’era il migliore specialista per questa operazione. E io ho pur sempre 38 anni, non 20.
Giovani e volenterosi – Siamo abbastanza tranquilli come squadra, stiamo lavorando bene, non stiamo pensando ad altro che a giocare a pallavolo. E questo aiuta tanto. Siamo in un buon momento, lavorando di più e provando a migliorare ogni giorno in palestra. I ragazzi sono giovani e hanno voglia, questo sicuramente aiuta.
Gli orizzonti di Comparoni – Lavora sempre e al contempo prova sempre a scherzare, si mette sempre a disposizione. Rappresenta appieno la squadra. È più bravo a muro che in attacco, ma anche lì s’impegna tantissimo e in battuta può migliorare tanto.
Seddik e il pessimismo – Fisicamente è mostruoso, ma deve imparare a gestire le emozioni. La pallavolo ci deve fare divertire. Non può pensare che se ora le cose vanno male, andranno per sempre male.
Iyegbekedo e i consigli – Lo conosco meno, perché sono stato poco in campo con lui. Ma prova a fare le cose, ascolta tantissimo, mi chiede molti consigli e può arrivare ad essere un grande centrale.
Souvenir di Corea – Della Corea penso sempre al rispetto che hanno per le persone. In generale gli asiatici ti trattano con un rispetto “esagerato”, dalla nostra parte del mondo questo si è perso un po’.
Porro e l’arte di ascoltare – È sempre stato forte, quando giocava a Milano non abbiamo mai avuto partite facili. Quest’anno si sta divertendo, si allena bene, sa che siamo vicini a lui, Boninfante e Papi sono bravi a gestirci, lui lavora come deve lavorare e si impegna tutti i giorni. Gli dico sempre che una palla si può sbagliare, bisogna riprovarci, lui accetta e continua a lavorare.
La sicurezza di Bovolenta – Lo sto distruggendo, perché gli dico che può essere il migliore ma deve volerlo lui. Si vede che può diventare un opposto molto forte, ma dipende dal lavoro che fa. Deve continuare a fare un po’ di pesi e caricare di più. Gli devo mettere un po’ di pressione, non può lamentarsi, è giovane e deve “viaggiare”.
La combo di Mandiraci – Non solo ha il braccio forte ma fa anche andare la palla “male”, una bella combinazione.
Futuro da allenatore – In questo momento non sono convinto, intanto ragiono di anno in anno. Intanto provo a far capire ai giovani che devono fare le cose migliori che possono fare.
La Nazionale – Abbiamo una squadra fisicamente e tecnicamente molto forte, ma l’allenatore deve metterci del suo per tirare fuori il meglio da ognuno di noi. Giochiamo bene con le grandi, ma ci manca qualcosa con le piccole.
Matteo Staforini (Rana Verona)

Rialzarsi dopo Civitanova – È una sconfitta che ci ha fatto male, anche se sappiamo il valore della Cucine Lube Civitanova. Non è stata una gran giornata per noi, mentre loro hanno fatto una grandissima partita nella fase di cambio palla. Hanno limitato una delle nostre armi migliori che è il servizio. Dispiace per il primo e il secondo set perché ce li siamo giocati fino all’ultimo, un po’ di rammarico c’è perché vincendone uno dei due potevamo portare a casa la partita.
Facilità di inserimento – Staff, società e giocatori mi hanno accolto dal primo minuto come se fossi stato lì da inizio preparazione. Mi ha aiutato il fatto di non pensarci troppo, il fatto che sia accaduto tutto in un paio di giorni mi ha aiutato.
La vita da libero a Verona – Ogni tanto bisogna mettere il caschetto… No, scherzo, allenarsi e misurarsi con grandi giocatori tutta la settimana è bello e può aiutarti in vista della partita del fine settimana. Poi, si, ci sono anche esercizi con “muro a zero” e ho già preso pallonate in faccia da chiunque.
Francesco Zoppellari (Sonepar Padova)

L’1-3 con Perugia – È stata una partita combattuta nel punteggio, soprattutto nel primo e nel quarto set. Senza dubbio ci è mancato qualcosa, abbiamo sprecato occasioni e siamo stati un po’ imprecisi. Forse potevamo allungare un po’ la partita.
Fase break altalenante – Nel primo set abbiamo avuto quattro free ball non sfruttate, poi per tutta la partita abbiamo avuto una fase break molto altalenante, siamo stati poco precisi anche in situazioni che non erano così complicate. E questo lo paghi con squadre come Perugia, con campioni che riescono in qualche modo a riportare la partita dalla loro.
Festa o Play Off – Sognare non costa nulla, siamo proiettati verso queste ultime partite. La settimana scorsa, anche per come è arrivata la vittoria, eravamo davvero molto felici. Mvp? Non è mai facile entrare dalla partita, io sono sempre felice di aiutare la squadra.
Elogio di Giannelli – Ho avuto la fortuna di giocare con Giannelli, il migliore: è stato bello perché vedi quanta dedizione c’è dietro, per arrivare a quel livello là. Vederlo lavorare quotidianamente è stato impressionante, mi porto dietro questo bagaglio: la fortuna di avere condiviso un anno con lui.
L’hype di Masulovic – Masulovic sta andando alla grande. Quando la palla scotta, è comodo avere un opposto così in partita.








