After Hours, la SuperLega di notte
Bottolo, Mati, Zimmermann, Cuttini, Vitelli e Atanasijević ospiti della diciassettesima puntata di After Hours

 

Il momento d’oro di un’irresistibile Verona, il pass per i Play Off staccato da Monza, l’impegnativa salvezza di Padova. Ma anche la brillante corsa verso il quarto posto di un’entusiasta Modena, gli alti e bassi di Civitanova e l’arrivederci di Grottazzolina alla SuperLega.

Questi i temi principali della diciassettesima puntata della sesta stagione di After Hours, la SuperLega di notte, in onda ogni domenica alle 21.30 in esclusiva, gratuitamente, sulla piattaforma DAZN e in differita sul canale YouTube di Lega Pallavolo Serie A.

Ospiti della puntata numero 17 sono stati Mattia Bottolo (Cucine Lube Civitanova), Pardo Mati (Valsa Group Modena), Jan Zimmermann (Vero Volley Monza), Jacopo Cuttini (Sonepar Padova), Marco Vitelli (Rana Verona) e Aleksandar Atanasijević (Olympiakos).

 

LE DICHIARAZIONI

Mattia Bottolo (Cucine Lube Civitanova)

Mattia Bottolo (a sinistra) esulta durante il match tra Civitanova e Modena

Sbalzi di prestazione – È complicato definire il nostro rendimento, fin qui altalenante. Con Modena abbiamo fatto fatica a ingranare, non solo per motivazioni tecniche ma anche di salute. Il nostro allenatore però ha ragione, a marzo tra Supercoppa, Quarti di Champions League e Play Off bisognerà “aggredire” l’avversario da subito.

 

Un animale per descrivere il titolo mondiale – Per me è un cervo. All’inizio eravamo in difficoltà, avevamo perso qualche pedina ed è stato come perdere le corna per un cervo. Poi però ci siamo rafforzati, chiudendo al meglio la competizione.

 

Perché Balaso gioca meno – Abbiamo un secondo libero, Bisotto, veramente forte. L’anno scorso nella serie delle Semifinali Play Off con Perugia ha giocato molto bene e anche quest’anno, quando è stato chiamato in causa, ha risposto presente. In allenamento, dove noi lo vediamo tutti i giorni, fa cose che ho visto poche volte in carriera, soprattutto a una mano. Quindi l’allenatore, vedendo Balaso affaticato, a causa delle tante partite giocate durante l’anno, sceglie di dare un’opportunità anche a Bisotto.

 

 

Pardo Mati (Valsa Group Modena)

Pardo Mati, centrale di Modena

Obiettivo quarto posto – A Modena rispetto all’anno scorso il morale dentro e fuori dal palazzetto è totalmente diverso. I tifosi sono contenti, anche noi abbiamo aspettative e progetti e proviamo a mantenerli, a partire dal quarto posto in Regular Season. A novembre lo consideravamo un sogno.

 

Effetto Tizi-Oualou – Conoscevo Amir già da prima, dalle Nazionali giovanili. È molto importante quello che ci ha dato quest’anno, in palestra è un grandissimo lavoratore, ci mette molto entusiasmo e il giusto atteggiamento: è una bellissima presenza, è giovane e ha sfrontatezza. A livello tecnico deve crescere, ha vent’anni, ma è già a un ottimo punto. È uno dei tasselli fondamentali per il miglioramento della squadra.

 

I muri – I muri? Noi centrali non facciamo molto lavoro individuale oltre a quello dell’allenamento. In attacco, con Tizi-Oualou mi sto trovando bene, poi c’è sempre qualcosa da migliorare.

 

Super Perry – Anche a Perry in allenamento vedo fare cose favolose, dalla ricezione alla difesa fino all’alzata, è completo. È anche grazie a lui che quest’anno stiamo andando molto meglio. In ricezione prende tantissimo spazio, dà molta sicurezza anche agli schiacciatori, è veramente un fenomeno.

 

Un voto alla stagione – Darei “distinto”, perché ci sono cose da migliorare ma al contempo ci siamo tolti molte soddisfazioni.

 

 

Jan Zimmermann (Vero Volley Monza)

L’alzata di Jan Zimmermann

Girovago – All’inizio, prima di venire in Italia, cambiavo spesso per fare un passo in avanti. E quindi economicamente si aprivano opportunità che dovevo prendere. Da Padova in poi ho cambiato tante squadre, non sempre per scelta mia. A Istanbul mi ero trovato bene, poi non mi ha aiutato la regola degli stranieri. E la prima volta a Monza c’era Kreling sotto contratto e lui è un fuoriclasse.

 

Da Padar a Frascio – Frascio aveva già fatto vedere l’anno scorso che sa giocare anche sotto pressione, avendo fatto molto bene a fine stagione. Non aveva avuto molto spazio sinora, sono contento perché si è fatto sentire in una situazione di difficoltà per tutti, perché Padar è stato un punto di riferimento anche dal punto di vista dell’esperienza.

 

Alti e bassi – Abbiamo impiegato un bel po’ di tempo per trovare la quadra. All’inizio abbiamo giocato benissimo con Perugia, poi abbiamo sofferto molto, anche quando abbiamo battuto Cuneo non abbiamo giocato benissimo. Con Civitanova e Modena abbiamo dimostrato di potercela giocare con tutti. Se avessimo trovato prima questa costanza, avremmo potuto fare anche di più visti i giocatori di alto livello che abbiamo.

 

Cosa faceva “arrabbiare” Cuttini – Secondo me gli errori inutili, come insistere con le palle alte o rischiare il punto invece di giocare con pazienza.

 

Tutte le virtù di Christenson – Mi viene difficile pensare a qualcosa che non sappia fare. Ma quello che è impressionante, secondo me, è che sa dare un ritmo veloce al gioco mettendo in condizione tutti di attaccare.

 

L’anno che verrà – A Monza anche il prossimo anno? Vediamo…

 

 

Jacopo Cuttini (Sonepar Padova)

Jacopo Cuttini, coach di Padova

Salvezza sempre più difficile – Vivo questa realtà con grande consapevolezza, so che ogni anno c’è un obiettivo, ogni anno mescoliamo le carte e quindi devo allenare ogni volta una squadra nuova, e ogni anno è più complicato raggiungere una tranquilla salvezza. Il livello è altissimo, è difficile competere con le prime sette-otto squadre. Negli anni scorsi si riusciva a fare qualche punto anche contro la quarta, la quinta o la sesta, il rischio di non raggiungere il nostro obiettivo stagionale è ogni anno più alto.

 

L’organico di Monza – Tra i pronostici di inizio anno, Monza nella mia testa era una squadra da Play Off. C’è un ottimo ambiente, anche se erano reduci da una stagione molto difficile. Ma a livello di organico è una squadra che a me piace tantissimo. Frascio mi aveva entusiasmato due anni fa, ma conosco bene anche il valore di Zimmermann, oltre a quello di Rohrs, di Atanasov (Vicecampione del Mondo); a questo si unisce la presenza di due centrali di altissimo livello, Beretta è un giocatore esperto che mi è sempre piaciuto, Mosca è un giocatore da giro della Nazionale. Di Scanferla è superfluo parlare.

 

Cosa lo fa “arrabbiare” – Vitelli sa che ogni tanto me la prendevo con lui, è un grosso lavoratore ma ogni tanto c’era qualche episodio da “splendido”. Però sono pochissime le volte in cui perdo il controllo.

 

Obiettivi e risultati – Dal punto di vista sportivo, c’era molta apprensione. All’inizio, inserendo tanti ragazzi giovani o non esperti, bisogna fare scommesse: con i collaboratori facciamo delle analisi e prendiamo un giocatore non per quello che è adesso, ma per quello che sarà fra due o tre mesi. A volte ci azzecchiamo, altre no. E poi ci sono dinamiche nella squadra che devono consolidarsi e non dipendono solo dallo staff o da me. Quest’anno abbiamo dovuto trovare adattamenti e fare scelte diverse da quelle che avevo in mente inizialmente. Quando abbiamo raggiunto l’obiettivo, dopo la vittoria rocambolesca con Grottazzolina fuori casa, è stato un bel momento per tutti.

 

Infortunati e Play Off 5° posto – Probabilmente non riusciremo a recuperare gli infortunati e probabilmente non ha neanche senso rischiarli. Ogni anno lavoriamo con un focus diverso, ovvero puntando sulla crescita per chi ha avuto meno spazio. L’abbiamo sempre fatto, lo facciamo da tanti anni. Devo confrontarmi con la società, ma conoscendoli bene credo che la scelta non cambierà in vista della Post Season.

 

 

Marco Vitelli (Rana Verona)

Marco Vitelli esulta insieme ai suoi compagni

Cosa fa “arrabbiare” Cuttini – Secondo me quando vede qualcuno che non dà il cento per cento o si tira indietro in allenamento.

 

Dominatori di Coppa – Se mi avessi detto che avremmo vinto in Semifinale e in Finale 3-0, ti avrei risposto “Non lo so…”. Abbiamo tenuto un livello di gioco molto alto per tutte e due le partite, siamo stati molto efficienti soprattutto nel cambio palla con Christenson che è un alzatore incredibile e questo ci ha permesso di andare avanti e avere il controllo di tutti i set, a parte un problema nell’ultimo set con Trento.

 

Super Darlan a Milano – Con quella spalla potrebbe tirare fortissimo appena si sveglia la mattina… In allenamento è un giocatore che si impegna anche se, facendo quei carichi in sala pesi, non può stare sempre al top. Ma faccio fatica a ricordare una partita in cui non sia stato al massimo. E al tempo stesso fatico a ricordare un giovane che ha avuto questo impatto al primo anno in Italia.

 

Un difetto di Soli – Prima della Finale di Del Monte® Coppa Italia ci aveva detto che non era mai riuscito a raggiungere la Finale e che era sempre uscito in Semifinale. È difficile trovargli difetti, visto che sinora abbiamo perso solo tre partite. Ed è difficile trovarne a questo gruppo.

 

In Supercoppa con Civitanova – Abbiamo perso con loro sia all’andata sia al ritorno. Su tre sconfitte, due sono arrivate per 3-0 contro di loro. Dobbiamo studiare e capire cosa si può fare meglio.

 

Keita – È un ragazzo che se non conosci fai fatica a capire. Quando lo vivi tutti i giorni, hai a che fare con un ragazzo straordinario, con un cuore d’oro, che fa di tutto per la squadra e che spesso si sente messo un po’ troppo al centro dell’attenzione.

 

 

 

Aleksandar Atanasijević (Olympiakos)

Gardini “out” – Ho un buonissimo rapporto con Gardini, è un grande personaggio. Mi dispiace per come è finita, ci sono stati alcuni problemi nelle fasi finali lo scorso anno e “Gardo” è stato il primo a pagare. Comunque, ha trovato un’altra squadra (forse anche più forte di noi) e sono felice perché lo merita.

 

L’arrivo di Sedlacek – Marko è un grande giocatore, serve un po’ di tempo per prendere il ritmo con un nuovo palleggiatore come Cavanna che è abituato a giocare molto veloce e per ambientarsi. Mi fa piacere anche parlare la mia lingua con qualcuno nello spogliatoio.

 

“Sorpresa” Verona in coppa – Non mi aspettavo il 3-0 di Verona su Perugia. Però prima della Semifinale, ho detto a Cavanna: “Questa è la partita sicuramente più difficile da giocare, visto che Verona l’anno scorso ha già ottenuto un grande risultato arrivando in Finale. Si vedeva una squadra che stava crescendo. Quest’anno con l’arrivo di Micah Christenson e Darlan, due dei più forti al mondo, hanno tante cose in più e stanno dimostrando che la pallavolo moderna si gioca con l’attacco e con una buona battuta”.

 

Cambi di casacca a stagione in corso – Sono contro questa tendenza attuale, credo che se firmi un contratto lo devi rispettare, anche se ci sono momenti di difficoltà devi provare a risolverli. Nella mia carriera non mi è mai successo di cambiare squadra a stagione in corso. C’è chi si mette d’accordo con il club, ma io non lo farei mai.

 

Voglia di rivalsa – Andando via da Perugia, volevo dimostrare che potevo rimanere e la qualità non era scesa. I giocatori però devono essere professionisti, devono giocare sempre fino alla fine. In futuro quella squadra potrebbe ripensare a te, sapendo quanta professionalità hai messo sempre.

 

I palleggiatori preferiti – Per me è facile, sono stato otto anni in Italia e per sei anni ho giocato con Luciano De Cecco. Mi dispiace non aver avuto la possibilità di giocare con Giannelli, un palleggiatore moderno, un leader, oggi per me il più forte al mondo. Perugia con lui è diventata un’altra squadra, che punta a vincere e praticamente vince tutti i trofei.

 

La velocità di braccio – Credo sia il mio punto di forza, non ero il più alto, non sono un saltatore, non sono il più intelligente al mondo. Ho il braccio veloce anche se non mi sono mai reso conto di cosa facessi bene: ho sempre provato solo a dare il massimo.

 

Sorpreso da… – Sicuramente Verona è una delle sorprese più grandi, ma con il roster che hanno allestito si sapeva potessero arrivare in alto. Credo che Modena stia giocando molto bene, dopo due-tre anni difficili ha creato un gruppo di giocatori, soprattutto giovani, che la aiuteranno tantissimo in futuro.

 

“No, grazie” – Un futuro da allenatore? No… Non potrei neppure stare fermo là in panchina, senza commentare le decisioni degli arbitri. Prenderò due o tre anni di riposo, perché ogni anno devo sudare tantissimo per guadagnare soldi, mai una stagione che mi dicano “Dai, riposati, che ti mettiamo in panchina” oppure “Giochi due-tre partite al mese”. Anche quest’anno in Grecia ho giocato più di 40 partite. La mia idea è giocare finché non do fastidio in campo, finché sto bene giocherò, altrimenti mi fermerò.

 

Un giudizio per l’Olympiakos e per… Perugia – Direi per ora “distinto”, solo per la Coppa Italia, altrimenti ottimo per il primato in classifica e per il Mondiale. All’Olympiakos buono, ma credo che arriveremo a ottimo.