After Hours, la SuperLega di notte
Crosato, Mazzone, Baranowicz, Stankovic, Katalan, Krauchuk e Botti ospiti della diciottesima puntata di After Hours

 

L’atto di forza di Perugia a Verona, che vale il primato definitivo in Regular Season e la qualificazione dei Block Devils alla prossima Champions League. L’aggancio di Modena a Trento e la corsa al terzo posto che coinvolge anche Piacenza. Il sollievo di Cisterna e il rammarico di Grottazzolina, per l’opposto esito della corsa-salvezza. Ma anche la soddisfazione di Cuneo per l’obiettivo centrato, il doppio impegno di Massimo Botti fra Asseco Resovia e Nazionale Tedesca, il trionfo di Pineto nella Finale Del Monte® Coppa Italia di Serie A2 contro Prata di Pordenone.

Sono stati questi i temi principali della diciottesima puntata della sesta stagione di After Hours, la SuperLega di notte, in onda ogni domenica alle 21.30 in esclusiva, gratuitamente, sulla piattaforma DAZN e in differita sul canale YouTube di Lega Pallavolo Serie A.

Ospiti della puntata numero 18 sono stati Massimo Botti (Asseco Resovia), Federico Crosato (Sir Susa Scai Perugia), Daniele Mazzone (Cisterna Volley), Michele Baranowicz (MA Acqua S.Bernardo Cuneo), Dragan Stankovic (Yuasa Battery Grottazzolina), Nicolò Katalan (Tinet Prata di Pordenone) e Matheus Krauchuk (Abba Pineto).

 

 

 

LE DICHIARAZIONI

 

Federico Crosato (Sir Susa Scai Perugia)

Federico Crosato

Dallo 0-3 al 3-0 su Verona – In Final Four di Del Monte® Coppa Italia Verona ha giocato una pallavolo incredibile, di altissimo livello, meritando di vincere. Siamo stati bravi a ripartire, a non perderci d’animo e a continuare a fare le nostre cose. Siamo sulla strada giusta, a volte capitano momenti un po’ complicati, ma non bisogna perdersi e bisogna continuare a lavorare. Il lavoro ha ripagato a Verona e ce la siamo goduta.

 

Patron Sirci e la partita “perfetta” – Come ha detto il Presidente, in campo ho visto grande concentrazione della squadra e dello staff, si è giocata una pallavolo di altissimi livelli, con scambi importanti e colpi da prima in classifica. Non ci siamo fatti condizionare dall’ambiente, dall’esuberanza di Verona, quando puntiamo su concentrazione e gioco è dura giocare contro di noi.

 

La caduta di Coppa – Non c’era da additare nessuno o prendersi colpe, il campionato è lungo, ci sono partite toste e importanti, ci sono la Supercoppa e la Champions League, oltre all’ultima partita con Grottazzolina. Uno scivolone capita, anche se non vorresti capitasse in una Final Four di Coppa Italia. Abbiamo fatto il punto della situazione tornando a inanellare belle vittorie.

 

Cuttini e Lorenzetti – Sono diversi, per questioni di background ed esperienze passate, oltre che di giocatori che hanno allenato. Auguro a Cuttini di allenare grandi giocatori, ma il palmares di Lorenzetti è strabiliante. Come dice lui, alla fine le idee degli allenatori sono ispirate dai grandi fenomeni che fanno qualcosa magari in maniera innata, poi l’allenatore perfeziona e lo porta all’interno della squadra.

 

Questione di mentalità – Cosa mi ha sorpreso a Perugia? L’allenamento: si viaggia a ritmo partita. Questo mi aiuta a crescere: la professionalità dei giocatori e la mentalità con cui entrano in palestra sono strabilianti.

 

 

 

Daniele Mazzone (Cisterna Volley)

Daniele Mazzone impegnato in campionato

Il 2-3 interno con Civitanova – Un 3-2 strano, ci eravamo detti “Oh, siamo salvi, non abbiamo niente da perdere” ma ci è venuto il braccino. Anche noi abbiamo fatto i nostri cambi, alla fine è andata abbastanza bene.  Se avessimo giocato i primi due set, in cui ero in campo, come gli ultimi tre sarei stato più contento. La nostra è una squadra cui manca un po’ di maturità, sia nell’approcciare la partita, sia nell’approcciare un quinto set dopo che hai vinto il quarto.

 

Il palleggiatore che ascolta – Fanizza continua ad ascoltare. Cosa ascolta? I feedback che uno gli dà, su di essi si costruisce l’intesa. Io ho avuto un campionato a due facce, per due terzi molto buono, poi ho avuto un mese di calo in attacco.

 

Morato, pregi e difetti – Difetti? Lui stesso mi ha detto che non si aspettava che i giocatori di SuperLega volessero lavorare così tanto sulla tecnica. Magari la dava per scontata. Però è uno che ascolta e con la sua idea vede se seguire quello che gli dici.

 

Muro, bene ma non benissimo – Forse il muro è la cosa che ho fatto peggio. Sono in top 3 anche perché Simon si è infortunato dopo poco tempo, Loser è rimasto fuori e lo stesso Russo non ha vissuto una stagione fortunata. Ci sono partite in cui potevo fare molto meglio. Di solito iniziavo piano e partivo forte, quest’anno è andata diversamente. Sono più soddisfatto della continuità, il mio obiettivo è finire l’anno senza saltare neanche un allenamento, nonostante sia il più “vecchio” della squadra.

 

Duello salvezza – Noi e Grottazzolina eravamo le squadre un po’ più sotto, nei pronostici. Avevamo molti giocatori nuovi, sono state fatte scommesse, alcune azzeccate, altre meno. Se ne avessimo azzeccate meno, avremmo rischiato noi di ritrovarci al posto di Grottazzolina.

 

Tommaso Barotto – Con Civitanova ha svoltato la partita, in alcuni momenti non sapevano più cosa prendergli a muro. Quando attacca, la palla viaggia un bel po’. In battuta ha la botta, ma litiga un po’ col nastro. A muro deve migliorare tecnicamente, soprattutto sul passo. Ma quest’anno è cresciuto tanto, specie quando si è ripreso dopo un problema al ginocchio.

 

 

 

Michele Baranowicz (MA Acqua S.Bernardo Cuneo)

Michele Baranowicz in azione contro Cuneo

Promossi – Il giudizio sulla stagione è positivo, abbiamo raggiunto l’obiettivo che era la salvezza. Abbiamo anche lasciato qualcosa in diverse partite, ma l’obiettivo è stato centrato.

 

Qualcosa in più – Credo che porsi obiettivi sia fondamentale, lungo il cammino ci sono stati infortuni, partenze, nuovi arrivi, e questo in termini di equilibrio non aiuta. Nell’ultima parte della stagione abbiamo avuto alti e bassi, come contro Padova. Ci sono state tante cose che ci hanno condizionato durante le settimane e non ci hanno fatto esprimere al meglio la domenica.

 

 

 

Dragan Stankovic (Yuasa Battery Grottazzolina)

Dragan Stankovic

La retrocessione – È stato un anno veramente difficile, non siamo riusciti a fare un singolo allenamento al completo in tutto l’anno. Ci sono stati anche momenti in cui potevamo fare qualcosa in più ma non ci siamo riusciti.

 

La corsa su Cisterna – Prima che iniziasse la stagione, la nostra corsa era su Cisterna, che secondo alcuni sarebbe stata anche condizionata dalla scelta di avere un palleggiatore giovane, mentre noi avevamo esperienza e buoni giocatori. Cisterna però ha trovato il suo gioco, mentre noi lo stiamo ancora cercando.

 

Aspettative e nervosismo – Nonostante tutte le problematiche, avevamo comunque un certo livello di gioco in allenamento, mentre in partita sembravamo altre persone: non ci riuscivano le cose. Alcuni poi non hanno avuto la pazienza e la lucidità di andare oltre il momento negativo, ci innervosivamo e siamo riusciti a perdere praticamente tutti gli scontri diretti.

 

I centrali giovani – Ho vissuto tantissimo a Modena negli ultimi cinque anni e ho visto la crescita di Sanguinetti: al di là delle doti fisiche, ha fatto un grande passo avanti dal punto di vista mentale. L’ho visto più solido, presente e calmo.

 

Ipotesi liberi in battuta – Posso solo sorridere e non commento, perché si stanno proponendo troppe regole che stanno rovinando la pallavolo. Questa necessità di fare cose nuove porta a rovinare il gioco, anche se per qualcuno può essere interessante.

 

Qualcosa da salvare – Prima di venire a Grottazzolina, sapevo che l’obiettivo era la salvezza. Conoscevo la situazione. L’anno scorso si erano salvati grazie a un girone di ritorno molto positivo ed erano entrati nel nuovo campionato con grande entusiasmo, magari contando su un anno d’esperienza in più e nell’aver avuto più tempo per fare il mercato. Speravamo e speravano di poter uscire dalla situazione negativa, ma alla fine non ce l’abbiamo fatta. Rifarei però la scelta di inizio stagione, nonostante la retrocessione è stato per me un altro tipo di esperienza: giocare ogni partita come fosse l’ultima è un’altra prospettiva.

 

Il prossimo anno? – Prima devo capire cosa farò i prossimi sei mesi, non ho mai finito il campionato a febbraio.

 

 

 

Nicolò Katalan (Tinet Prata di Pordenone)

Nicolò Katalan

L’1-3 con Pineto in finale – È stata una bella battaglia, Pineto l’ha portata a casa meritatamente, per noi c’è il rammarico di aver perso un’altra finale di Del Monte® Coppa Italia A2 in casa nostra e non essere riusciti nella mezza impresa del quarto set, quando abbiamo rimontato fino a -1 sul match point. Vanno fatti i complimenti a Pineto, per la partita che sono riusciti a disputare in casa nostra davanti a mille persone, per gran parte nostri sostenitori.

Da Brescia a Pineto – L’anno scorso la formula era un’altra, si giocava a fine stagione, ma le sconfitte fanno male allo stesso modo. Venivano da un periodo molto buono, che ci ha permesso di chiudere il girone d’andata in prima posizione e ci ha visti dire sempre la nostra in casa.

 

Rivincita immediata – La sfida di campionato non avrà lo stesso peso della partita di oggi ma non sarà male incontrarli subito. Ci sarà sicuramente dentro di noi un po’ di voglia di rivincita. E sarà un primo passo per continuare a guardare avanti, abbiamo fatto un bel percorso, ma siamo a metà strada.

 

Le rivali più accreditate – La Serie A2 è sempre più equilibrata, ci sarà da lottare fino all’ultimo. Se devo dirne una, Brescia sarà fastidiosa fino ai Play Off.

 

 

 

Matheus Krauchuk (Abba Pineto)

Matheus Krauchuk

Battaglia e trionfo – È stata una bellissima partita. Avevamo questa ambizione e siamo riusciti a farcela. Complimenti a Prata che ha disputato una bellissima partita, è stato un bello spettacolo: partita durissima dall’inizio alla fine.

 

MVP a Di Silvestre – Il nostro capitano è fortissimo; per quel che mi riguarda, i premi individuali contano poco visto che vincere la coppa era il nostro obiettivo. Io sono contento della mia partita.

 

Giramondo – La prima volta all’estero fu una situazione d’emergenza. Avevo trovato squadra in Brasile, poi la situazione sfumò e andai in Qatar. Lì ho conosciuto due procuratori italiani, che mi hanno preso come loro giocatore e ho iniziato a girare il mondo, cogliendo offerte che hanno cambiato la mia vita. Mi sono sposato presto, con mia moglie stiamo facendo il giro del mondo senza fermarci mai, ma intanto a Pineto stiamo bene, i pinetesi sono carichi e ho trovato un ambiente bellissimo.

 

Occhio a Brescia – Il campionato di A2 è molto equilibrato, si può vincere o perdere ovunque, in casa o fuori. Anche per me Brescia sarà da tenere d’occhio.

 

 

Massimo Botti (Asseco Resovia)

Gli obiettivi di Resovia – La società è molto organizzata, è un club storico che sta cercando di ricostruire qualcosa di importante. La struttura societaria è solida a livello organizzativo, di staff e di seguito.

 

Nuovo tecnico della Germania – Un’esperienza che ho voluto fortemente, era un sogno allenare una Nazionale con l’obiettivo di giocare manifestazioni internazionali. Ovviamente c’è il sogno dell’Olimpiade, ma già il fatto di far parte di una nazionale così importante e interessante come la Germania mi riempie di orgoglio.

 

Una telefonata a… Zimmermann – Il suo numero ce l’ho, ora l’importante è formare lo staff poi penseremo alle convocazioni, però Jan sicuramente farà parte del gruppo di questa estate e non solo. Non posso fare i nomi, ma lo staff è per lo più italiano, anche se ci saranno anche figure tedesche. La lingua ufficiale sarà l’inglese, ma ogni tanto si parlerà italiano e anche… piacentino.

 

Finestra su Modena e Piacenza – Piacenza è la mia ex società e la città dove vivo. Sono contento per entrambe le società. Non le definirei sorprese, perché hanno roster interessanti e stanno sfruttando momenti di down di altri club. A Piacenza una nota di merito particolare, perché hanno sopperito a un paio di infortuni importanti e stanno continuando a giocare ad altro livello, dimostrando di essere competitivi con una squadra giovane che si sta facendo voler bene. Ma questo vale anche per Modena.

 

SuperLega e coppe europee – La SuperLega è un campionato di altissimo livello, uno dei migliori del mondo, ed è sempre interessante guardarla e aggiornarsi. È chiaro che non bisogna vivere sugli allori e ogni tanto in Italia questo succede. Perciò bisogna imparare anche dall’estero, ci sono informazioni e feedback importanti anche da altri campionati. Quello italiano è uno dei più competitivi, lo dimostra anche l’andamento delle squadre nelle coppe europee.

 

La Final Four di Coppa Italia – Quando Verona esprime tutto il suo potenziale dal punto di vista fisico, è una squadra impressionante. Non sempre riesce a farlo, perché ha lacune dal punto di vista fisico che bisogna essere bravi a nascondere. Ma al massimo livello è una squadra spettacolare da vedere. Mi ha fatto piacere vedere Piacenza battagliare per un posto nella Finale della Final Four, sfuggita per un paio di dettagli. Bello vederli così competitivi e pronti per il salto di qualità. È stata una Final Four di conferme, queste manifestazioni non ti danno risposte, tutto si rimescolerà sul tavolo nella prossima Supercoppa.