After Hours, la SuperLega di notte
Loreti, Podrascanin, Recine, Fanizza, Magalini, Bonati e Romani ospiti della ventunesima puntata di After Hours

 

La “primavera anticipata” di Civitanova contro una Trento incerottata, i rimpianti di Monza (a Perugia) e di Milano (con Verona), la sfida da MVP dei fratelli Luca e Paolo Porro nel derby d’Emilia. Ma anche il film della corsa-salvezza che ha visto Cisterna spuntarla su Grottazzolina, i volti emergenti in prospettiva azzurra e le possibili novità regolamentari della pallavolo.

Si è parlato di questi e di altri temi nella ventunesima puntata della sesta stagione di After Hours, la SuperLega di notte, in onda ogni domenica alle 21.30 in esclusiva, gratuitamente, sulla piattaforma DAZN e in differita sul canale YouTube di Lega Pallavolo Serie A.

Ospiti della puntata numero 21 sono stati Luca Loreti (Gas Sales Bluenergy Piacenza), Marko Podrascanin (Cucine Lube Civitanova), Francesco Recine (Allianz Milano), Alessandro Fanizza (Cisterna Volley), Giulio Magalini (Yuasa Battery Grottazzolina), Claudio Bonati (Vero Volley Monza) e il giornalista della Gazzetta dello Sport Davide Romani.

 

 

LE DICHIARAZIONI

 

Marco Podrascanin (Cucine Lube Civitanova) 

Marko Podrascanin

Battuta e approccio – Quest’anno abbiamo faticato molto fuori casa, come l’anno scorso. Alla fine, però, iniziare i Play Off con due belle vittorie contro un avversario come Trento non era una cosa che si poteva pronosticare. Con tutto il rispetto, Itas Trentino non è la stessa squadra senza Michieletto e Lavia. In Gara 2 era molto importante non sottovalutare gli avversari e approcciare nel modo migliore la partita. Con la battuta stiamo facendo molto bene e anche stavolta abbiamo esercitato una grande pressione sulla loro linea di ricezione.

Il giudizio sulla sua stagione – Sono contento. Non nascondo che potevo fare di più e mi aspettavo di più. Ma a inizio anno l’obiettivo era star bene fisicamente. Infatti, dopo l’intervento fatto in estate, posso dire che sono stato bene tutto l’anno e sono pronto per dare il mio contributo. Sono tornato l’anno scorso per dare una mano alla squadra, senza rovinare il progetto nuovo fondato sui giovani. Speriamo di continuare, emulando i Play Off dell’anno scorso, anche se Trento rimane una grande avversaria. 

Il peso dei rumour – È difficile rendere al meglio quando senti queste “bombette” di mercato in Italia, soprattutto per i giovani che non sono abituati. Rispetto all’anno scorso abbiamo cambiato solo tre giocatori, il gruppo è rimasto immutato e si sente ancora entusiasmo. Siamo un bel gruppo e questo è importante adesso che affrontiamo il periodo che conta di più.

Quel crocevia di Coppa Italia – C’è un clima bellissimo. Essere avanti 2-0 su Trento non è scontato. Ma se eravamo la sorpresa più grande l’anno scorso, con un progetto nuovo, quest’anno è più difficile confermarsi e arrivare allo stesso punto. Ovvio che la spinta più grande l’anno scorso è stata la vittoria della Del Monte® Coppa Italia, poi siamo arrivati in finale di Challenge Cup e in Finale Scudetto. Quest’anno dopo il sesto posto in Regular Season siamo riusciti a fare break a Trento, uno dei campi più caldi d’Italia, e poi confermarci in casa. Ma Gara 3 sarà un’altra battaglia, tutte le partite dei Play Off sono storie a sé.

Come cambia la pallavolo – Il gioco è diventato molto più veloce rispetto a quando sono arrivato in Italia. È diventato più fisico, si spinge di più nelle sedute di pesi. Manca un po’ la tecnica, ma i giovani la imparano in fretta grazie ai grandi allenatori che ci sono qui. 

“Pallette” e libero in battuta – Sono favorevole alle nuove regole, anche perché fra le altre sono contrario alle “pallette” spinte. Ci ho perso anche due Champions League contro due squadre polacche… Ma quella del libero in battuta è una proposta che non mi trova d’accordo. 

Le prospettive di Gargiulo – È migliorato ulteriormente rispetto all’anno scorso. Ha talento, si impegna sempre, arriva per primo ed esce per ultimo dalla palestra. Ha fatto un grande salto di qualità anche in estate, ma si è presentato con una gran voglia di crescere ancora. A muro è stato fra i migliori della stagione e si sta confermando nei Play Off. 

Finali possibili – La finale di SuperLega? Spero che la giocheremo noi e Perugia. In Champions League, invece, speriamo intanto di qualificarci per le Final Four che si giocano a Torino. 

 

 

Luca Loreti (Gas Sales Bluenergy Piacenza)

Luca Loreti (a sinistra) insieme ad Efe Mandiraci

Le sfide con Modena – Sono state sicuramente due partite complicate. Conosciamo la “potenza di fuoco” di Modena in battuta, soprattutto in casa. Hanno battuto bene in entrambe le partite. In Gara 2 siamo stati molto bravi in ricezione e in difesa, anche se non siamo partiti benissimo nel primo set. Siamo riusciti poi a tenere il pallino del gioco e vincere finalmente un tie-break, cosa non abituale quest’anno.

Il derby dei Porro – Se le stanno “dando” di santa ragione. In Gara 1 a un certo punto Luca era incontenibile. In Gara 2 Paolo con le sue solite magie ha fatto cose pazzesche. Fra tutti e due non so chi sta andando meglio, in questi Quarti di Finale.

Gara 2 – Eravamo partiti troppo carichi e in qualche momento non siamo andati. Però poi grazie anche al nostro pubblico siamo riusciti a calmarci e portare a casa il risultato. 

Schiacciatore d’eccezione – Non mi cambia molto: entro, ricevo e difendo. Lo faccio meno, però sto pure più tranquillo visto che accanto a me in ricezione ho Domenico Pace. 

Cosa “ruberebbe” a… – A Laurenzano la reattività e poi ovviamente anche la difesa. 

Punto di forza – Il mio punto di forza? La ricezione è il fondamentale in cui mi sento più sicuro.

 

 

 

Francesco Recine (Allianz Milano) 

Francesco Recine

Il 2-3 con Verona – Abbiamo difeso tanto, il cambio palla funzionava, poi loro hanno faticato in ricezione. È mancato poco ma secondo me una partita possiamo portarla a casa. 

Nuove regole – Sono d’accordo con quella che riguarda i pallonetti, mentre per la regola della palla che tocca il “tetto”, direi che i soffitti sono abbastanza alti.

I liberi in battuta – Credo sia un’idea presa dai college americani. Non ne vedo il motivo, anche perché tutti i centrali stanno iniziando anche a battere spin e non solo float. Non sono molto d’accordo con questa proposta. 

Ichino, Kreling e la sfortuna – Sono molto contento per Ichino, l’ho visto lavorare con decisione dal primo giorno. Veniva dalla A2 a Macerata dove non giocava, quindi è stato un grande salto. All’inizio ha fatto un po’ di fatica, poi è migliorato lavorando con costanza. Ha avuto anche fortuna perché ha giocato parecchie partite per vie degli infortuni, ma sta facendo tutto ciò che gli chiediamo e in attacco sta giocando un’ottima pallavolo. Deve migliorare in ricezione, ma serve tempo. Kreling è un palleggiatore pluripremiato, con una carriera importante e ottime stagioni in Italia. In mezzo alla sfortuna abbiamo portato a casa ottimi risultati. Abbiamo vinto quasi tutte le partite contro chi era dietro di noi e un paio con chi stava sopra, senza mai avere la squadra titolare. 

Quando il volley “toglie” – Quest’anno mi ero fermato già per un problema all’anca. Risolto il problema, a inizio stagione, avevo raggiunto un livello fisico che non avevo mai raggiunto. Avevo lavorato molto in estate, da inizio anno non ho saltato un allenamento. Ho dato tanto, poi al momento dell’infortunio ho avuto la sensazione che mi sia stato tolto qualcosa. 

Tempistiche per il rientro – Il mio dottore ha detto che, esagerando, starò fuori otto mesi. Con il mio fisico e la mia determinazione si può scendere a sei mesi e mezzo o sette, ma vediamo come reagisco.

 

 

 

Alessandro Fanizza (Cisterna Volley) 

Alessandro Fanizza

I dieci giorni a Dubai – È stato traumatico, una situazione surreale che non siamo abituati a vivere. C’erano allarmi mattina e sera, avevamo sempre una borsa pronta con passaporto, caricabatterie e magliette, perché magari scendevi e non sapevi se potevi tornare o eri costretto ad andartene. Siamo stati dieci giorni con il pensiero fisso di tornare a casa prima possibile. Gli aeroporti erano chiusi fino al 7, noi avevamo il volo l’8.

Il quarto posto nel Nas Tournament – C’erano alcune squadre con giocatori provenienti da altri Club. Cuneo aveva anche Fedrizzi e Petkov. C’era un buon livello, purtroppo il torneo è passato in secondo piano visto tutto quello che è successo. È suonato anche un allarme prima di una partita, noi non volevamo giocare, ma l’organizzazione faceva sempre di tutto per farci scendere in campo. Un giorno è arrivato un messaggio su un allarme missilistico, su tutti i telefoni, in cui si consigliava di stare al sicuro e stare lontani da porte e finestre. 

Il libero in battuta – Credo che se uno fa il libero, un motivo c’è. Poi certamente ci sono liberi che battono benissimo. 

L’arte di ascoltare – Penso che avere un bel dialogo con i compagni di squadra faccia migliorare l’intesa e in campo si vede. Con Mazzone mi trovo molto bene. Cerco di avere un dialogo con tutti, ma bisogna trovare un punto di incontro. 

La prima stagione da titolare – La cosa che mi ha sorpreso di più è stata il livello. Siamo riusciti a vincere qualche partita che sulla carta non ci aspettavamo di portare a casa, è stato importante crederci sempre contro chiunque. Personalmente sono soddisfatto, anche se continuo a pensare che avremmo potuto fare di più, per quanto l’obiettivo stagionale sia stato raggiunto. A inizio stagione in molti ci avevano candidato all’ultimo posto. Non sarò mai contento fino in fondo, perché credo si possa fare di più, ma nei prossimi anni proverò a far sempre meglio. Ma adesso ci sono i Play Off 5° Posto. 

Il futuro – Sì, rimarrò a Cisterna.

 

 

 

Claudio Bonati (Vero Volley Monza) 

Claudio Bonati

Dalla salvezza ai Play Off – L’anno scorso è stato incredibile e spero mai più ripetibile. Quest’anno siamo partiti non bene, perché avevamo atleti importanti come Zimmerman e Rohrs che non erano al meglio. Una volta che si sono rimessi in sesto loro, la squadra ha ricominciato a girare, i giovani sono cresciuti come sempre accade quando hai del talento in squadra. Poi da lì la stagione è andata bene. Peccato per Gara 2 con Perugia, avevamo in mano il secondo set e potevamo conquistare con certezza Gara 4. Ma i nostri ragazzi hanno dimostrato che ci abbiamo visto giusto ancora una volta e che possono dire la loro nel campionato di SuperLega. 

Gara 4 ancora possibile – Sicuramente perché Perugia chiuda la serie deve impegnarsi e spingere. Non andremo lì con la sensazione che il discorso sia chiuso. Tutti vogliono finire al meglio il campionato e questo passa dalla partita di mercoledì. 

Frascio e Velichkov – Sono due ragazzi molto interessanti, che saranno sicuramente protagonisti nel prossimo campionato, con lo spazio che si meritano. Credo possano essere molto importanti anche per le rispettive nazionali. Noi lavoriamo molto con ragazzi giovani e di prospettiva che possono diventare top player. Presto ne arriveranno altri di alto livello anche in prospettiva internazionale. Sono contento di questo nostro progetto che porterà ancora più gioventù nella squadra dell’anno prossimo.

Gli addii di Marttila e Padar – Le nostre due partenze sono state diverse. Marttila abbiamo deciso di venderlo quando abbiamo confermato Atanasov. Krisztian Padar ha fatto il percorso al contrario di quello che si fa di solito, ha guadagnato un po’ in giro per il mondo, soprattutto in Corea, Russia e Cina, ma nel suo curriculum mancava una stagione in SuperLega. Ha voluto farla da noi, venendoci incontro da un punto di vista economico. È un ragazzo eccezionale dal punto di vista del lavoro, dell’impegno e della professionalità. Ci ha chiesto di poter andar via, perché questo finale di stagione era legato a un contratto molto importante per l’anno prossimo. E noi gli siamo stati riconoscenti per la scelta che aveva fatto lui, con l’idea di capire se Frascio era in grado di gestire questo campionato per la prossima stagione. Volevamo dare spazio ai nostri giovani e accontentare Padar che se lo meritava. Credo ci sia modo di limitare le uscite come si limitano le entrate. Fra le soluzioni, però, escludo i Play Out. 

Il coraggio di investire sui giovani – Nell’ultimo periodo i campionati polacco, turco e giapponese ci stanno superando per il budget a disposizione. Non so però se ogni male viene per nuocere. In questo periodo bisogna avere il coraggio di investire su giovani promettenti, dar loro la possibilità di crescere e fiducia, per poi ritrovarsi giocatori di primissimo livello e competere con società che hanno budget superiori.

 

 

Giulio Magalini (Yuasa Battery Grottazzolina) 

Giulio Magalini

Dal tricolore alla retrocessione – Sicuramente è stato un susseguirsi di partite piene di delusioni. Con Monza eravamo sopra 2-0, con Padova abbiamo perso dopo essere stati largamente in vantaggio. Sono passato dal livello di caratura mondiale di Trento, dove una vittoria era la normalità, al campionato di quest’anno dove una vittoria era un sogno. Rispetto a Trento, quest’anno ho giocato. Un’esperienza che mi è servita per plasmare la competitività.

Un plauso alla società – La società ha sempre dato man forte in qualsiasi momento alla squadra, soprattutto nei lunghi momenti bui. Ha fatto il possibile con i suoi mezzi, anche la gestione delle sconfitte è passata da un clima di grande fiducia. E questo ha pesato positivamente su eventuali screzi che si possono creare.

Recupero e programmi – Ora sono tornato a Verona. Sto seguendo un percorso per rimettermi fisicamente. C’era qualche opportunità per andare a giocare altrove, ma intanto mi sto dedicando al recupero fisico. Il futuro? Credo di rimanere in Italia.