After Hours, la SuperLega di notte
Staforini, Di Martino, Massari, Pesaresi, De Nicolo, Goi e Pedron ospiti della ventiduesima puntata di After Hours

 

L’orgoglio di Milano tra Play Off e Finale di Challenge Cup, in una stagione condizionata dai problemi fisici. La serenità di Trento, che per infortuni pesanti ha vissuto una stagione travagliata. Le sfide infinite lungo la via Emilia, con Modena che al quinto set porta a Gara 5 la serie dei Quarti di Finale contro Piacenza. E poi la solidità di Verona (con un ex Milano a prendersi il titolo di MVP di Gara 4), il nuovo corso di Piacenza e uno sguardo sui Play Off di Serie A2 che si preannunciano tutt’altro che scontati.

Si è parlato di questi e altri temi nella ventiduesima puntata della sesta stagione di After Hours, la SuperLega di notte, in onda ogni domenica alle 21.30 in esclusiva, gratuitamente, sulla piattaforma DAZN e in differita sul canale YouTube di Lega Pallavolo Serie A.

Ospiti della puntata numero 22 sono stati Matteo Staforini (Rana Verona), Gabriele Di Martino (Allianz Milano), Jacopo Massari (Valsa Group Modena), Nicola Pesaresi (Itas Trentino), Ninni De Nicolo (Gas Sales Bluenergy Piacenza), Riccardo Goi (Consar Ravenna) e Matteo Pedron (Banca Macerata Fisiomed MC).

 

 

LE DICHIARAZIONI

 

Gabriele Di Martino (Allianz Milano) 

Gabriele Di Martino (Allianz Milano)

L’uscita in Gara 4 con Verona – Verona ha alzato il livello. Noi non siamo calati, si è sentita un po’ la stanchezza ma è normale giocando ogni tre giorni, avendo un roster limitato. Veniamo da una serie di infortuni che ci siamo portati dietro per tutta la stagione. Ma Verona ha meritato di andare in Semifinale. Noi siamo contenti di come abbiamo affrontato i Play Off, peccato non aver portato la serie a Gara 5 ma abbiamo fatto grandi cose. 

I “difetti” di Verona – Difficile dire quali sono i difetti di Verona, avevamo improntato lo studio muro-difesa, perché sappiamo che hanno attaccanti di grandissimo livello fisico e tecnico, da Darlan a Keita. In Gara 3 abbiamo fatto scelte mirate, sapendo anche che Verona ha un palleggiatore fortissimo, siamo stati bravi nel muro-difesa. Sapevamo che con loro dovevamo tenere in ricezione, toccare in maniera positiva a muro e contrattaccare. 

Da Eccheli a Piazza – Piazza ha sempre allenato squadre che giocano bene. Ti fa dare il 100% in tutte le situazioni, anche quest’anno in cui abbiamo avuto tanti infortuni: quei pochi che si allenavano, si allenavano al massimo. Credo che si sia visto in campo: è una squadra che non molla. 

Ambizioni europee – Giochiamo in Belgio mercoledì e poi abbiamo la Finale di ritorno di Challenge Cup a Milano. Ci teniamo molto. 

Il solito Kreling – È un palleggiatore di un talento incredibile, fa viaggiare la palla e gli attaccanti in maniera assurda, soprattutto quando gli attaccanti non riescono a metter giù la palla, lui riesce con il tempo, anticipando con il punto-palleggio riesce a metterli in condizioni tali da metterla giù. 

Reggers “umano” ma non troppo – Ha numeri stratosferici, il gioco è improntato spesso su di lui. La palla deve andare per terra e lui la sa mettere molto bene. 

Palleggiatori “fastidiosi” – Palleggiatori “fastidiosi”? Kreling in allenamento non ti fa vedere la palla, quando ce l’hai contro. Christenson lo definirei studioso, perché studia quando e come ti muovi. Giannelli è un altro “fastidioso”, nel senso di talentuoso.

 

 

 

Matteo Staforini (Rana Verona) 

Matteo Staforini (Rana Verona)

MVP – Sono contento di come abbiamo approcciato la partita. Conosco bene Milano e so bene cosa potessero fare in questa Gara 4. Ci eravamo ripromessi di avere un focus ancora maggiore, perché sapevamo che il pericolo poteva essere veramente alto. Son contento di quello che abbiamo messo in campo soprattutto nella fase break muro-difesa, che di solito non è il nostro forte. Dovevamo alzare l’asticella, con Milano serviva, perché è una squadra che ha evidenziato i nostri difetti. 

Inizio di stagione a Milano – Me la sono vissuta bene, ho sempre cercato di farmi trovare pronto per quello che in quel momento serviva alla squadra. Quando a Milano c’era necessità di fare turni in battuta o un giro dietro per dare qualcosa in più in seconda linea, l’ho fatto senza problemi e ho cercato di divertirmi di più: in qualche allenamento mi è capitato anche di fare il palleggiatore. 

Le maglie dei liberi – A Verona le maglie dei liberi sono quattro: rossa, quella con due verdi, una azzurra e una verde con sfumature rosa. Sono legate a questioni di marketing. 

Personalità – Fin da quando sono arrivato, mi hanno fatto sentire parte del gruppo e dato carta bianca, non mi hanno messo limiti nel fare anche qualcosa di speciale. Appena c’era una situazione su cui confrontarsi erano molto disponibili ad ascoltare anche la mia idea e questo mi ha aiutato a prendere più fiducia. Parlo molto anche con tutto lo staff, con Soli che mi ha dato grandissima fiducia. 

Un grazie – Mi fanno piacere le parole di Fabio Lini, devo ringraziare anche lui se sono potuto andare a Verona nel corso della stagione. Siamo riusciti in poco tempo a trovare la quadra per soddisfare la mia volontà di ritagliarmi spazio altrove. 

Ichino – Tommaso Ichino sta facendo molto molto bene, non era facile entrare in questa maniera. Lo spogliatoio lo ha aiutato molto, ma parliamo di un giocatore completo. Deve fare esperienza, ma ci sono le carte giuste per fare bene in tutti i fondamentali. È giovane ed è necessario lavorare ancora, ma è decisamente futuribile. 

L’entusiasmo della città – Lo riusciamo a vivere ogni volta che giochiamo in casa davanti al nostro pubblico, il palazzetto è pieno e molto caloroso. E anche quando giochiamo in trasferta sono in tantissimi a sostenerci. Mi fa piacere che il documentario “Mai Molar” sulla stagione passata stia andando così bene, speriamo vada bene anche il prossimo. 

Il rapporto con D’Amico – Mi trovo benissimo, così come con Catania che avevo già trovato a Cisterna. Non è importante chi gioca, chi è fuori e nota qualcosa, lo dice senza problemi. C’è una sana competizione ed è bello sfidarsi anche in allenamento. Poi c’è anche la rivalità calcistica fra juventino e interista che ci prende moltissimo…

 

 

 

Nicola Pesaresi (Itas Trentino) 

Nicola Pesaresi (Itas Trentino)

Una stagione “particolare” – È stata una stagione particolare, intensa per via di tanti momenti sfortunati. Però a volte capita, abbiamo provato a fare del nostro meglio e continueremo a farlo ancora. Cosa rimane di positivo? Abbiamo disputato un bel girone d’andata, abbiamo fatto davvero bene, forse oltre le nostre aspettative, visto che eravamo partiti senza Daniele Lavia. Abbiamo giocato la Final Four di Coppa Italia, cogliendo una Finale senza Michieletto e con Lavia appena rientrato. Poi pian piano c’è stato un calando, per via di tanti fattori: un po’ gli infortuni, un po’ un nostro calo, un po’ una perdita di fiducia. Ci abbiamo provato ma non ci siamo riusciti. 

Lavia e Michieletto – Daniele è rientrato, sta bene, ha avuto un problema agli addominali. Forse il suo corpo non era prontissimo al rientro. Alessandro deve rimanere a riposo e poi verificare con lo staff medico come sta andando la microfrattura che ha avuto. 

Attenzioni da libero – Riuscendo a leggere dove vuol palleggiare il palleggiatore avversario, potresti fare meno passi nella posizione di difesa, ma non è così rilevante. Secondo me per un libero, in difesa, la primissima attenzione è la ricezione avversaria, dove finisce la palla. 

Bristot – È un ragazzo sicuramente interessante. Deve lavorare, acquisire esperienza e fare minutaggio anche in campo e non solo lavorare in settimana, iniziare ad affrontare partite. Quest’anno lo ha fatto e in alcuni momenti lo ha fatto anche bene. Sta a lui, col lavoro e l’attitudine giusta, tenere in più partite possibili quel livello. 

I margini di Faure – Lo vedo tutti i giorni, è un gran lavoratore, ha grande energia e secondo me non potrà far altro che migliorare.

 

 

 

Ninni De Nicolo (Gas Sales Bluenergy Piacenza) 

Ninni De Nicolo (Gas Sales Bluenergy Piacenza)

Post sconfitta – Dobbiamo mettere da parte la sconfitta, perché mercoledì abbiamo la CEV Cup. Poi ci sarà tempo per pensare a domenica. 

Cambiamenti – C’è stata una rivoluzione tecnica della squadra, un nuovo progetto improntato su una squadra più giovane e “sbarazzina”. La tranquillità l’hanno saputa dare anche i ragazzi, con il loro atteggiamento in campo e con la loro unione. È sicuramente una squadra che piace, che diverte, ha saputo trasmettere buone sensazioni al pubblico e anche alla società. Ma ha saputo darle anche lo staff e i rapporti tranquilli che ci sono. 

Processo di crescita – A seguito degli infortuni di Simon e Galassi, ci siamo ritrovati a giocare buona parte della stagione con una squadra giovanissima. Anche la partita di ieri sera può rientrare nel processo di crescita che questa squadra sta facendo. Devo dire che quest’anno siamo stati solo sfortunati con i tie-break. In questi Play Off speravo di vincerli. 

Settimana importante – È una settimana abbastanza importante, mercoledì in CEV Cup giochiamo in casa con Lubiana che non è un’avversaria facile. E domenica abbiamo Gara 5 con Modena, che sarà un’altra bella partita. Qualche settimana fa avevo detto che la serie sarebbe stata molto lunga. 

Mandiraci e le “sirene” – Se ci sono mercati come il Giappone, che per cultura sanno rispettare quando un giocatore ha un contratto e cercano giocatori a scadenza, in altre nazioni non è sempre così. Fanno un pressing importante su agenti, giocatori e società. In questo momento la Turchia sta investendo cifre veramente importanti, sia nel maschile sia femminile, e quindi si è soggetti a pressioni. Però esistono gli accordi presi, le promesse fatte, la volontà da ambo le parti: credo che Mandiraci sarà con noi anche la prossima stagione. Per portarlo a Piacenza due anni fa c’è stata una piccola “telenovela”, è uno dei giocatori che ho portato in Italia, ma ce ne sono altri come Flavio o De Falco che è in Giappone. 

La Polonia e il mercato – I polacchi sono forti di loro, perché hanno la fortuna di avere tanti giocatori polacchi. 

Il futuro della SuperLega – Sono fiducioso, perché secondo me c’è la volontà di molte società di far bene, tutti ci stiamo attrezzando con una progettualità diversa per competere con altri campionati che sembrano “incontrollabili”.

 

 

 

Jacopo Massari (Valsa Group Modena) 

Jacopo Massari (Valsa Group Modena)

Un’altra chance – C’è un’atmosfera positiva, ma tranquilla. Sappiamo che i Play Off sono così, non è mai finita. Stavolta per noi era dentro o fuori, desideravamo “tenere in vita” questa serie e ci siamo riusciti. 

Il tie-break perfetto – Quando Piacenza spinge col servizio, è difficile giocare. Ed è ciò che è successo nel quarto set, con due-tre break molto importanti. Abbiamo avuto occasioni per rientrare in gara, ma non le abbiamo sfruttate. Nel quinto set siamo stati bravi a dimenticare tutto e partire come se fosse una finale, del resto era un quinto set di gara quattro e in svantaggio nella serie. Abbiamo sfruttato due occasioni a muro e chiuso con il 75% in attacco. 

L’importanza del cambio palla – La “sfida” della partita di Gara 4 è stata molto incentrata su battuta e ricezione, chi riesce a tenere quando l’altra forza il servizio, se uno riesce a fare cambio palla subito riesce a stare attaccato al set. Entrambe le squadre hanno dimostrato di poter fare break più e più volte.

 

 

 

Riccardo Goi (Consar Ravenna) 

Riccardo Goi (Consar Ravenna)

Il 3-2 a Fano – Siamo molto contenti, sapevamo che sarebbe stata una partita difficile, un po’ per il palazzetto, un po’ perché noi giochiamo per l’alta classifica mentre loro dovevano salvarsi. Importante abituarsi a questo tipo di partite, anche per i Play Off. 

Contro Bonitta – Gli ho detto che l’ho trovato in forma. C’è stata anche qualche schermaglia da partita al tie-break. 

Ravenna trampolino per i giovani – Lo è stata per tanti anni, lo è ancora oggi: è un posto dove si lavora bene, tranquilli, si fanno le cose come devono essere fatte. Tanti ragazzi che sono in SuperLega e in Nazionale lo confermano. Ma penso anche a qualche compagno di quest’anno o giovani che erano con noi l’anno scorso, dal promettente avvenire. 

Manuel Zlatanov – A tutti dico che è un ragazzo raro, bravissimo e poi tecnicamente non sono a doverlo giudicare: le sue qualità sono sotto gli occhi di tutti. Si vede che viene da una famiglia abituata a stare in palestra.

La flessione di Prata – Non me l’aspettavo, perché fino alla Coppa Italia avevano dimostrato di essere un gradino sopra le altre. Ma questo campionato ha dimostrato che il livello è alto ed è difficile giocare contro tutte le squadre. Penso però che si riprenderanno e saranno fra le squadre più difficile da affrontare nei Play Off, perché sono insieme da due anni ma anche per i giocatori che hanno.

Uno sguardo ai Play Off – Potrebbero esserci sorprese: per fare due esempi, Macerata e Lagonegro non sono campi facili dove andare a giocare. La Finale? Per scaramanzia non metto Ravenna e dico Pineto – Prata di Pordenone.

 

 

 

Matteo Pedron (Banca Macerata Fisiomed MC)

Matteo Pedron (Banca Macerata Fisiomed MC)

Il 3-2 su Lagonegro – Le ultime tre partite sono finite al tie-break, sono state decisamente faticose.

Aspettative per Play Off – Non ci si accontenta di partecipare, vogliamo dimostrare che ci possiamo stare e poi i Play Off sono un campionato a parte: mai dire mai. Le finaliste? Dico Pineto e Prata di Pordenone.