After Hours, la SuperLega di notte
Fanini, Sbertoli, Anzani, Porro, Orduna, Reggers e Pinali ospiti della ventiduesima puntata di After Hours

 

La vittoria in Gara 5 a Modena e la qualificazione di Piacenza alle Semifinali Play Off. Le vele spiegate di Verona e l’ambizione di essere destinazione e non solo passaggio. L’ottovolante di Civitanova, ostacolo (già indigesto) dei veneti in Semifinale. E poi le complicate stagioni di Trento e Milano, l’equilibrio necessario fra individualità e collettivo, il guanto di sfida di Porto Viro a Pineto per i Play Off Serie A2 Credem Banca.

Di questi temi, ma anche di lauree e maschere (protettive), sguardi di rimprovero e abbracci tra fratelli, si è parlato nella ventitreesima puntata della sesta stagione di After Hours, la SuperLega di notte, in onda ogni domenica alle 21.30 in esclusiva, gratuitamente, sulla piattaforma DAZN e in differita sul canale YouTube di Lega Pallavolo Serie A.

Ospiti della puntata numero 23 sono stati Stefano Fanini (Presidente Rana Verona), Riccardo Sbertoli (Itas Trentino), Simone Anzani (Valsa Group Modena), Paolo Porro (Gas Sales Bluenergy Piacenza), Santiago Orduna (Cucine Lube Civitanova), Ferre Reggers (Allianz Milano) e Giulio Pinali (Alva Inox 2 Emme Service Porto Viro).

LE DICHIARAZIONI

Stefano Fanini (Rana Verona)

Stefano Fanini (Rana Verona)

Stagione fantastica – È una stagione incredibile, ci sentiamo un po’ come al ballo delle debuttanti, sono situazioni nuove per Verona e ce le stiamo godendo con tanto entusiasmo. Siamo riusciti a conquistare il primo trofeo italiano della nostra storia. Al di là dei successi sportivi, però, c’è un clima incredibile. Abbiamo in questo momento il pubblico più numeroso d’Italia con 4.400 persone di media, un coinvolgimento nella città che è incredibile, non smetterò mai di ringraziare a uno a uno in tifosi e i partner che si stanno avvicinando a Verona. C’è un percorso di crescita che dà emozione. 

Il docu-reality “Mai molar” – Ha numeri pazzeschi, milioni e milioni di visualizzazioni. È un docu-film che riguarda il volley, che parte dalla nascita e si incentra principalmente sulla scorsa stagione, ma è uno spot per tutto il nostro movimento. Vedere quello che succede dietro le quinte, le emozioni di ragazzi che non sono abituati ai grandi palcoscenici, dà loro voce, fa sentire le loro sensazioni, come si vive una partita dalla settimana che la precede al post gara: tutte sensazioni che siamo riuscite a trasmettere. Abbiamo inserito anche atleti di altre squadre, affinché fosse uno spunto per parlare di pallavolo e di un campionato – quello di SuperLega – che ritengo ancora il più competitivo al mondo. 

Verona come “destinazione” – Stiamo pensando a goderci questa stagione, poi siamo abituati a veder giocatori andare e venire. Fa parte del nostro sport. Credo che l’equilibrio più importante sia avere le idee molto chiare e avere ragazzi che siano determinati a giocare per la tua squadra. Come negli anni scorsi c’è stata qualche partenza che ci è dispiaciuta, ma anche conferme eloquenti. Da quattro anni e mezzo siamo nel panorama della pallavolo italiana e stiamo ottenendo dei successi incredibili. E il primo anno abbiamo avuto come top scorer di SuperLega un certo Rok Mozic: tutti lo volevano ma noi siamo riusciti a tenerlo con noi. Stiamo facendo un percorso importante, abbiamo giocatori di grande valore: avremo sempre atleti competitivi e questo posso garantirlo. Abbiamo annusato il sapore della vittoria e ci piacerebbe riuscire a rimanere a livelli importanti anche nei prossimi anni. E ci fa piacere che Verona sia un punto d’arrivo e non di passaggio per molti atleti.

  

 

Riccardo Sbertoli (Itas Trentino) 

Riccardo Sbertoli (Itas Trentino)

La laurea e il prosieguo – Ho voluto fare una tesi su quanto sia importante, a livello globale, nel mondo del lavoro ma anche specificamente nel nostro, la capacità di istruirsi, fare formazione a 360°, quanto possa aiutarci come persone. Ho voluto sviluppare questo con focus sia sull’individuo, sia sulle imprese. Il mercato dei talenti parla della mobilità internazionale dei “lavoratori qualificati” e di come si muovono nel mercato globale e di come le imprese lottano per mantenerli. Ora sto cercando di capire come proseguire, compatibilmente con gli impegni con Trento. 

Su Modena-Piacenza – Mi dispiace per Simone Anzani, ma credo che in Gara 5 abbia meritato Piacenza di pochissimo. Le partite di questa serie sono state tutte molto belle, mai scontate, piene di ribaltoni. 

La stagione di Trento – È stato un continuo metterci una pezza, tirare il più possibile nella “speranza che…”, cercare di mettere un po’ d’ordine. Però quando rientrava qualcuno, veniva a mancare qualcun altro. Da dentro ti sentivi che veniva scombussolato qualcosa ogni volta che stavi riuscendo a trovare una direzione. 

Complimenti a Paolo Porro – Mandiraci è stato fortissimo in Gara 5, ma io guardo molto a quello che fa un palleggiatore. Complimenti per tutta la stagione, da amico e non da palleggiatore dico a Paolo Porro che quest’anno ha giocato bene e con grande continuità. Mandiraci e Gutierrez sono dei grandi attaccanti, ma li ha saputi servire in maniera notevole. 

Cosa rimane – Concordo che non sempre quando si perde si impara qualcosa. Avevamo capito presto che la stagione sarebbe stata difficoltosa nella quotidianità. Abbiamo avuto la fortuna di avere i ragazzi delle giovanili che ci hanno dato una grossa mano, ma è inevitabile che qualcosa viene a cambiare negli allenamenti. Io ho cercato di concentrarmi su me stesso e nel modo migliore in cui potessi essere me stesso in questa situazione. A volte non è stato facile, perché ti senti di prenderti qualche responsabilità in più ma devi capire fino a quando e fino a dove. Spero sia l’ultima stagione travagliata, ma non ne sono sicuro. E se posso aver imparato qualcosina, dovesse risuccedere, avrò anche un’esperienza pregressa cui far riferimento. 

I rumour di mercato – Fanno parte del gioco. Certo, non possiamo decidere il periodo in cui vengono fuori. Se un giocatore o una società hanno l’opportunità di firmare un contratto vantaggioso, non è che si aspetta perché c’è la stagione in corso. Poi fa parte anche delle dinamiche giornalistiche. Io non penso che le prestazioni di un giocatore siano così influenzate nel momento in cui viene fuori la notizia, ma magari più nel periodo precedente, quando un giocatore deve confrontarsi con il fatto di dover essere ceduto o sapere di dover cambiare squadra. È un aspetto cui non possiamo essere indifferenti, dobbiamo imparare a gestirla. 

Le nuove regole e il palleggio del libero – Fra le regole proposte, il libero che può palleggiare è quella che mi piace di più. Ma altre sono davvero inguardabili, vogliono stravolgere tutto. Sulla questione cambi non saprei, ma la regola del pallonetto spinto può generare enorme confusione. Prima non si poteva fare o era a discrezione dell’arbitro, ora si può fare praticamente tutto, ma c’è il rischio che vogliano cambiare ancora: così si rischia di mettere in crisi il sistema pallavolo, ogni anno cambiare qualcosa per me è esagerato.

 

 

 

Simone Anzani (Valsa Group Modena) 

Simone Anzani (Valsa Group Modena)

La delusione di Gara 5 – È andata come non ci aspettavamo. Ci abbiamo provato in tutti i modi, ma dall’altro lato c’era una squadra che ha trovato una giornata incredibile in battuta, soprattutto con le “bocche di fuoco” Mandiraci e Gutierrez. E non siamo riusciti a contrastarli. Come ho detto ai ragazzi a fine partita bisogna essere orgogliosi di quanto fatto durante tutto l’anno. Abbiamo una delle squadre più giovani e la crescita che hanno fatto alcuni ragazzi dall’inizio alla fine è stata incredibile. A Tizi-Oalou, che negli spogliatoi aveva gli occhi lucidi a fine partita, ho detto: “Si impara più da queste sconfitte che da altre”. Se riuscirà a vedere questa non come una delusione ma sotto forma di crescita, giocherà molte di queste partite. 

Mandiraci – Mandiraci è stato incredibile. E quando batteva lungo non facevamo neppure in tempo a spostarci… Bisogna solo fare applausi a Piacenza, hanno preparato bene la partita, noi ci abbiamo provato ma non è bastato. 

La maschera protettiva – Sarà la mia compagna fino alla fine della stagione, purtroppo non posso rischiare di prendere una pallonata sul naso dopo aver preso la ginocchiata. 

Chi vince lo scudetto – “Spero” Verona, per cambiare un po’ rispetto alle solite Perugia, Trento e Civitanova…

 

 

 

Santiago Orduna (Cucine Lube Civitanova) 

Santiago Orduna (Cucine Lube Civitanova)

Lo 0-3 in Champions con Zawiercie – Abbiamo combinato un bel “disastro”, speriamo di rifarci. Sarà difficile, tosta, specialmente in Polonia dove hanno vinto una dozzina di partite di fila. In casa non siamo riusciti a esprimere il gioco che di solito esprimiamo. Poi loro nel primo set hanno fatto il 70% in attacco, nel secondo set sono saliti all’82%. Se guardi quei numeri, pensi: “Come fai a vincere?”. Ci sarà da lavorare per metterli più in difficoltà. 

Singoli e collettivo – La stagione scorsa ci si aspettava di fare bene, ma non quanto in effetti abbiamo fatto, raggiungendo una Finale Scudetto dopo aver eliminato Perugia, vincendo la Coppa Italia e arrivando fino alla Finale di Supercoppa, giocatasi a Trieste. Un’annata con scommesse che hanno dato risultati positivi. Confermarsi è più difficile. Abbiamo fatto fatica, ci sono stati tanti fattori che hanno influito. Non posso entrare nei dettagli, ma sembra che a un certo punto siamo diventati una squadra individualista perdendo di vista il gruppo. Ma siamo comunque in corsa in Champions League e in Semifinale Scudetto e proviamo tutti assieme a raggiungere gli obiettivi. 

La calma di Paolo Porro – Ricordo un’amichevole, quando lui era Nazionale Under 19, e pensai già che fosse bravo. Mi piace la velocità che imprime al gioco e a volte mi sorprende la tranquillità con cui lo fa. Sempre sereno, mai esaltato. Capita che mura il fratello, l’altro lo guarda in faccia e lui impassibile… vabbè, Paolo, hai Simon alle spalle e male che va ti copre lui. 

Perdere o imparare – Siamo professionisti, competitivi, a nessuno piacere perdere. Si può pensare: “Cosa ho imparato da questo per fare meglio in futuro?”. Però, poi, se perdi, perdi. 

La sfida di stare in panchina – Non è semplice per uno che ha sempre giocato e dato la priorità a giocare. Ma davanti alla possibilità di venire a Civitanova, in questo ruolo, ho accettato perché volevo questa sfida ed ero sicuro di poter dare il mio contributo nel gruppo. Mi dicevano che avrei fatto fatica, certo: è successo perché mi piace stare in campo, mi diverto a giocare, mi piace la partita, mi piace la sfida e mi piace competere. Però aver trovato un certo riconoscimento del gruppo dei ragazzi e dare il mio contributo in allenamento o quando mi è toccato giocare, è una soddisfazione anche per un giocatore fuori dal campo. Spero di avere ancora la possibilità di giocare, ma credo di aver messo qualcosa in più nella mia valigia di giocatore.

Come si batte Verona? – La prima cosa è provare a uscire subito dalla battuta di Darlan, che è quella che ci ha messo più in difficoltà in assoluto. Credo che in questo momento noi dobbiamo pensare tanto al nostro gioco e a quello che dobbiamo fare noi. Sappiamo che in casa abbiamo un’arma in più. Verona è una squadra contro cui ci piace giocare, hanno giocatori competitivi che ti mettono subito nella sfida e anche noi ne abbiamo. Credo che sarà una bella serie e credo che in Supercoppa siano stati molto bravi a giocare di squadra: è stata una di quelle partite che porta a casa chi vince il primo set. Christenson è uno dei migliori al mondo nel ruolo, sta facendo giocare la squadra in modo spettacolare. In attacco hanno un potenziale, da Keita, Mozic e Darlan ai centrali. Sarà importante viverla punto a punto e avere il giusto carattere per affrontare queste partite: dobbiamo entrare molto aggressivi, lucidi e uniti.

I rumor di mercato – Arrivano le voci, ma non sono uno che ci sta troppo dietro. Ma è anche vero che possono destabilizzare una squadra e far sì che alcuni giocatori non rendano al massimo. A me è successo a Monza, a gennaio, di sapere che sarebbe arrivato Kreling. L’importante in queste situazioni è la chiarezza. Al me giocatore interessa comunque giocare bene, oltre al fatto di voler vincere sempre; devo farlo anche perché poi mi toccherà trovare squadra.

 

 

 

Paolo Porro (Gas Sales Bluenergy Piacenza) 

Paolo Porro (Gas Sales Bluenergy Piacenza)

La testa giusta – Siamo contentissimi, non eravamo in un periodo al top e reduci da tanti tie-break. Siamo andati con la testa giusta a Modena per fare il nostro gioco e riprenderci dalla sconfitta casalinga di domenica scorsa in casa, in una partita da vincere, che siamo riusciti a mettere da parte. 

Abbraccio al fratello – È stato un momento emozionante. Io sono felicissimo, un po’ dispiaciuto per Luca, soprattutto dopo che ha giocato in maniera spettacolare la stagione e questa serie contro di noi. Ma hanno una bellissima squadra e potrà rifarsi tranquillamente.

Mandiraci e i 9 ace – Contro Modena ci è stato di grande aiuto, dai nove metri ha spaccato la partita in tutti i set che abbiamo vinto. Non avevo mai visto nove ace nelle partite che ho giocato sinora. 

Sbertoli e Orduna – Sbertoli ha leadership da capitano e in palleggio ha migliorato in maniera esponenziale il livello di precisione e di gioco. In Orduna mi rivedo di più, anche perché è più piccolino come me, sappiamo che fatica si fa. 

 

 

Ferre Reggers (Allianz Milano) 

Ferre Reggers (Allianz Milano)

Bilancio stagionale – Ci sono stati tanti problemi, ma quello che potevamo fare l’abbiamo fatto al meglio. Siamo usciti ai Play Off contro una Verona fortissima e giocando due partite benissimo e l’ultima non male. Abbiamo provato a dare tutto, per tutto l’anno, e se mercoledì in Challenge Cup vinciamo, questa stagione sarà stata un successo. Conosco questi tutti dell’Aalst, sono tutti miei amici ma questo non vuol dire che io non abbia la stessa fame di vincere.

Futuro a Perugia? – È sempre stato il mio sogno giocare in una squadra così, per me è la squadra più forte del mondo.

Il “veggente” Piazza – Non ho parole per descrivere quanto mi abbia aiutato. Lui ha un modo incredibile di vedere la pallavolo, capisce tutto ma dieci minuti prima. Mi ha insegnato tante cose, non solo a livello di tecnica, ma di comprensione della pallavolo. Il primo anno ho pensato: “È un mago, non è normale”. A volte, però, quando ora scommettiamo dove va una palla, una volta su dieci vinco anch’io.

 

 

 

Giulio Pinali (Alva Inox 2 Emme Service Porto Viro) 

Giulio Pinali (Alva Inox 2 Emme Service Porto Viro)

Play Off centrati – Stiamo bene, non ci aspettavamo di arrivare ai Play Off, dopo un inizio di stagione difficile in cui abbiamo cercato continuità e feeling fra di noi. Ci siamo riusciti, anche con l’innesto di un giocatore straniero come Klobucar. Ora stiamo girando bene e secondo me potremo fare qualcosa di buono anche ai Play Off. 

I rapporti con Modena – Modena ha fatto una bella serie, giocando belle partite. Mi spiace che siano usciti. Sono in contatto con loro, spesso torno lì in estate, ci sono buoni rapporti. 

Da Cuneo a Porto Viro – Andare via è stata una scelta consapevole, volevo ritagliarmi uno spazio in più da titolare, visto che l’anno scorso a Cuneo ho avuto alti e bassi fisici nella ripresa dall’infortunio. A Porto Viro potevo curarmi di più personalmente e sono contento della scelta che ho fatto. 

Il calo di Prata – Prata ha una squadra molto forte, già da un po’, secondo me ha avuto un calo mentale. Con la sconfitta in casa in Finale di Coppa Italia hanno un po’ perso la testa, poi magari ci saranno stati dei problemi personali all’interno della squadra. 

Pineto “avvisata” – Si direbbe che il pronostico ci sia sfavorevole, ma siamo stati fra i migliori nella seconda parte di Regular Season. E se riusciamo a mantenere quel livello, ce la giocheremo anche ai Play Off con Pineto.