After Hours, la SuperLega di notte
Fusaro, Balaso, Vitelli, Plotnytskyi, Frascio, Trillini e Cavuto ospiti della ventiquattresima puntata di After Hours
I successi di Perugia e Verona nei match inaugurali delle Semifinali Play Off, l’orgoglio e la voglia di riscatto di Piacenza e Civitanova, il trionfo dell’ultima Milano targata Piazza in CEV Challenge Cup. Ma anche l’importanza di testarsi in un ruolo diverso dal solito, il ritorno di un Campione del Mondo nella sua Nazionale e la vittoria della Del Monte® Supercoppa A2 da parte dell’Abba Pineto a scapito del Gruppo Consoli Sferc Brescia.
Sono stati questi alcuni dei temi principali della 24esima puntata della sesta stagione di After Hours, la SuperLega di notte, in onda ogni domenica alle 21.30 in esclusiva, gratuitamente, sulla piattaforma DAZN e in differita sul canale YouTube di Lega Pallavolo Serie A.
Ospiti della puntata numero 24 sono stati Lucio Fusaro (Presidente Allianz Milano), Fabio Balaso (Cucine Lube Civitanova), Marco Vitelli (Rana Verona), Oleh Plotnytskyi (Sir Susa Scai Perugia), Diego Frascio (Vero Volley Monza), Stefano Trillini (Abba Pineto) e Oreste Cavuto (Gruppo Consoli Sferc Brescia).
LE DICHIARAZIONI

Lucio Fusaro (Presidente Allianz Milano)
Il trionfo-bis in CEV Challenge Cup – La prima che abbiamo vinto era quasi inaspettata e non c’erano spettatori, fu vissuta senza una vera e propria festa. Questa è stata eccezionale, l’abbiamo vissuta a Milano in un palazzetto di 5.000 posti pieno. È stata il coronamento di un’annata difficile, nella quale ci siamo ritrovati a fronteggiare una mole di infortuni mai vista prima.
Un infortunio dietro l’altro – Quando Rotty si è infortunato, stavamo facendo un torneo serio a una settimana dal campionato. Avevamo vinto al sabato contro una squadra titolata per 3-0. Da quando si è infortunato non ha più messo piede in campo. In quello stesso scontro si è fatto male il palleggiatore, Kreling, ed è stato fuori quattro giornate. Poi Otsuka si è infortunato al retto addominale ed è stato fuori due mesi, praticamente un campionato. E poi l’ultima “disgrazia” seria è stata quella di Checco Recine che si è “fracassato” il tendine d’Achille. Ho proposto di fare la prossima trasferta direttamente a Lourdes, per proteggerci.
I sorrisi del presidente – Ho questo carattere, penso di non aver alzato la voce. Poi di fronte a una situazione di questo genere, è evidente che devi saperla fronteggiare e pensare che devi riuscire a fare le cose lo stesso. Abbiamo seguito una linea, quella di concentrarsi sulla Challenge Cup. Poi abbiamo schierato come al solito molti ragazzi giovani, alcuni come Ichino protagonisti di un’ottima stagione.
Cosa lascia Roberto Piazza – Di mestiere compro e vendo aziende e ho sempre pensato che nelle aziende la figura più importante sia l’Amministratore Delegato. Nel caso dello sport, Piazza è come un Amministratore Delegato della mia società. È stato sette anni con noi, comprensibile che quando andrà via lascerà dei ricordi di un certo genere, soprattutto perché è una persona eccezionale in campo e fuori.
Dal campo alla presidenza – Sono Presidente di una holding con un’ottantina di aziende, nel video di presentazione dico: “Io ero un giocatore di pallavolo”. Qualcuno dirà: “E chi se ne frega!”. In realtà però la seconda frase dice: “E da quello sport ho imparato che non vinci da solo, non prendi la palla a centrocampo, scarti tutti e fai gol, ma hai bisogno di tutti i tuoi compagni”. Questa è la cosa più importante che ho imparato dalla pallavolo e ho portato nella mia vita professionale. E questo mi fa molto piacere.
La chicca storica – Il 6 aprile 1976 Milano tornava in Serie A e io facevo parte di quella formazione.
Falasca nuovo coach di Milano – Ormai si può dire chi sarà il nuovo coach: Guillermo Falasca.
L’aneddoto su Reggers – Qualcuno dice: “Se ne andrà Ferre”. Per certi versi sono “contento” che vada via, anche se come Presidente mi dispiace. Quando l’abbiamo preso, ero un po’ perplesso perché chiedevo: “Ma quali belgi giocano a pallavolo? Sono rinominati per essere campioni nel ciclismo!”. Lo prendemmo come riserva di Dirlic, poi Dirlic si fece male e Reggers entrò in campo ed è diventato quello che è oggi. Ricordo che Nimir quando venne da noi faceva l’alzatore o Paolo Porro che ha debuttato con noi e adesso è al livello che tutti noi vediamo. E anche nei prossimi anni la filosofia sarà questa, non sono nelle condizioni di potermi permettere certi giocatori, ma posso prendere i giovani, lanciarli, portarli avanti e raccogliere bei risultati, compreso quello di quest’anno.
Il mercato – Siamo, credo, l’unico Paese che ha i contributi sui giocatori. Se tratto un giocatore a 100 a me costa quasi 200. In Turchia se gli offrono 200, questo guadagna 200. Una situazione che sfavorisce i giocatori che giocano in Italia. Peraltro, mi chiedo quale pensione porterà mai a casa Yuki Ishikawa quando avrà 70 anni, dei contributi che stiamo versando adesso per lui. I turchi sono “aggressivi”, anche perché quando siamo andati a giocare in Coppa ad Ankara lo sponsor era Ziraat, la banca nazionale dell’agricoltura. Quando ci sono queste spinte, è evidente che il campionato diventa sempre più importante.
Pronostico scudetto – Ho visto Gara 1 di entrambe le partite, ma il campionato si vince all’ultima palla dell’ultimo set.
Marco Vitelli (Rana Verona)

Compleanno con vittoria – È stata una bella partita e ho festeggiato bene, ma ce ne aspettano altre difficili.
L’emozione della Semifinale – Per me non era la prima volta, già con Milano avevo giocato due Semifinali Scudetto. L’abbiamo vissuta con una partenza un po’ altalenante, ma dopo siamo riusciti a esprimere il nostro gioco e portare a casa la partita, che nei Play Off è quello che conta.
100% in attacco – Non c’è nulla da dire a un alzatore come Christenson. Siamo una squadra che in attacco viaggia sempre a buone percentuali, quando la ricezione arriva. Anche con Cortesia c’è un buon feeling, così come con Nedeljkovic: dobbiamo solo farci trovare pronti.
Il ritorno di Zingel – È un centrale molto completo, a muro, in attacco e in battuta. Quest’anno ha avuto un problema al ginocchio, ma ora è rientrato, speriamo che continui a offrire questo tipo di prestazioni e aiutare la squadra.
Soli e il terzo set – Secondo me non gli è piaciuto perché non abbiamo espresso il nostro miglior gioco. Sappiamo che nei Play Off se vogliamo andare avanti dobbiamo sempre tenere il livello alto, magari ci sono azioni del terzo set che non hanno convinto il coach. Riguarderemo la partita e ci dirà cosa non gli è piaciuto. Sappiamo di essere una squadra che può dare tanto ma dipende da noi.
Riguardare le partite – Guardiamo sia la fase break sia la fase cambio palla, riguardiamo tutta la partita per capire dove migliorare.
Verona e l’abitudine agli alti livelli – Sicuramente è un dato di fatto che pochi giocatori abbiamo giocato questo tipo di partite, lo dice in spogliatoio come nelle conferenze stampa. Mozic non era mai arrivato in Semifinale Scudetto, come Keita e Darlan. Io l’ho fatta due volte, mentre per esempio Staforini non penso ci sia mai arrivato. Credo che Soli si riferisca a quello. Chiaro che abbiamo al contempo delle potenzialità per cui possiamo essere artefici del nostro destino, perché siamo in grado di esprimere un gioco di altissimo livello.
Verso Gara 2 – La Lube cercherà di esprimere un servizio migliore, rispetto a quanto fatto a Verona. Poi giocando ogni tre giorni non puoi cambiare il modo di giocare tatticamente.
Diego Frascio (Vero Volley Monza)

Test da schiacciatore – Mi volevano provare anche come schiacciatore in vista dell’anno prossimo, per vedere come andava. Ci sono stati alti e bassi soprattutto in ricezione, ma son contento, son cose che mi fanno crescere. A me piace giocare, non è importante in che ruolo.
I periodi di stop – Sicuramente il fatto di non giocare per un paio di settimane influenza la prestazione, soprattutto all’inizio, senti di aver perso l’abitudine.
I muri di Beretta – Beretta anche in allenamento dà il massimo, sempre, e anche in settimana fa tantissimi muri. Poi sfida noi giovani ed è bello tosto da superare. È una grandissima persona, ha fatto sentire anche noi più piccoli parte del gruppo, per noi è importante e lui è bravissimo a far questo.
Imparare da Padar – Ho provato ad apprendere il più possibile da Padar, che ha fatto una stagione bellissima, è stato bravissimo in tutte le partite. Sapevo che sarei rimasto in panchina se lui avesse giocato bene, ma potevo solo imparare. Mi ha insegnato tantissime cose. Anche se non ho trovato tantissimo spazio, ho imparato molto da lui e sono contento di aver avuto un compagno del genere.
Il lavoro sulla ricezione – In questi anni ho sempre lavorato in ricezione, la mattina lavoravo con gli schiacciatori, per cui non era una cosa sconosciuta. Certo, è diverso ricevere palloni da una spara-palloni e non da un battitore. Ma mi sono sempre allenato in ricezione e Monza mi ha sempre monitorato da questo punto di vista.
Il riferimento tecnico – Io ho un giocatore nel cuore, che è Osmany Juantorena, che l’anno scorso ho avuto la fortuna di avere come compagno di squadra e in trasferta come compagno di stanza. Fin da quando ero piccolo è stato il mio punto di riferimento.
Le sedute video – A me guardare i video mi fa solo imparare tantissimo, anche solo guardando s’impara, sia la mia partita sia quella degli altri.
Massimo Eccheli – È fondamentale che un allenatore pretenda il massimo dai propri giocatori e ci sta anche arrabbiarsi. L’errore che lo fa “arrabbiare”? La svogliatezza.
Fabio Balaso (Cucine Lube Civitanova)

Qualcosa in più – Se giochiamo a questo livello non basta, però abbiamo anche visto che se mettiamo qualcosina in più non siamo molto distanti dal livello di Verona. La serie può essere ancora lunga e possiamo far vedere che la Lube è ancora viva e vuole dire la sua.
Medei e la lucidità – Ci è mancata in diverse occasioni la lucidità giusta per fare lo step che ci manca per avere continuità nel nostro gioco. Adesso sono arrivate le partite che contano, come in Champions, dove non siamo riusciti a trovare continuità.
Cosa serve in Gara 2 – Nella parte tecnica, ci servirà avere più continuità col nostro servizio. Come si è visto in Gara 1, sappiamo fare molto bene con la nostra battuta e si vedono i risultati. Così come sbagliando molte battute consecutive, o non mettendo in difficoltà l’avversario, diventa molto complicato giocare. Specie se di fronte hai palleggiatori capaci di gestire molto bene la loro squadra. Serve più continuità soprattutto in questo fondamentale.
Bentornato Oleh – Bella notizia il ritorno di Plotnytskyi con la nazionale ucraina, per fortuna non c’era quando l’abbiamo affrontata noi.
La metamorfosi della Lube – Sono un po’ sorpreso anch’io, perché non è cambiato così tanto dall’anno scorso. Potevamo avere più continuità, ora spero si possa concludere nel migliore dei modi e poi ripartire con la nuova annata.
Oleh Plotnytskyi (Sir Susa Scai Perugia)

Serie lunga – Concordo con Lorenzetti, abbiamo giocato bene e vinto ma è ancora tutto aperto. Ci dobbiamo aspettare un’altra Piacenza sul suo campo.
Lucida gestione delle difficoltà – Abbiamo fatto un passo avanti in questa cosa. È il terzo anno che lavoriamo con Angelo Lorenzetti e ci sono cose che diventano più semplici da capire, anche con uno sguardo. Poi ognuno di noi è migliorato e siamo migliorati anche come squadra. Quando il gioco non va come vogliamo, non c’è panico in campo, sappiamo di poter recuperare. Una volta capito che possiamo farlo, sappiamo di poterlo fare ancora.
Futuro a Perugia – Vediamo, seguite i social ufficiali di Perugia…
Il ritorno in Nazionale – Quest’anno tornerò, avevo detto addio perché era più semplice per tutti. Si parlava di me anche quando non c’ero, invece di concentrarsi sui giocatori presenti.
Stefano Trillini (Abba Pineto)

Annata da incorniciare – Sinora è stata un’annata molto, molto positiva: abbiamo vinto la Coppa Italia, a cui abbiamo dato seguito con la conferma della Supercoppa in casa. Finora è stato un ottimo anno.
L’intesa con Catone – Ci “sopportiamo” benissimo, mi piace fare i complimenti pubblici a Catone. Ci troviamo molto bene fra di noi, questo aiuta a superare i momenti difficili. Con Catone c’è intesa, ma gran parte del merito è suo, è bravo a distribuire a tutto la squadra. In una partita ho preso l’MVP e ho ringraziato lui dicendogli: “Grazie per far prendere l’MVP anche a me…”.
Oreste Cavuto (Gruppo Consoli Sferc Brescia)

Panchina corta – In Serie A2 è così per tutte le squadre. Però il sestetto “B” durante la settimana ci aiuta, ci dà una mano a preparare la partita nel 6 contro 6. Credo sia più un problema di continuità nostra. Abbiamo in parte dimostrato di aver migliorato questo aspetto con otto vittorie di fila e il miglior punteggio nel girone di ritorno.
La Supercoppa – A Pineto è stata partita un po’ complicata, era una bolgia, io la sentivo particolarmente visto che giocavo “in casa”. Onore a Pineto, noi dovremo essere più cinici in certi momenti e sfruttare il servizio, che ci ha aiutato nella seconda parte di stagione.
L’Abruzzo e la Serie A – Credo sia importantissimo avere una Serie A2 che sta raggiungendo risultati così importanti. Ricordo di partite incredibili quando Pineto era in A1, come il 3-2 sulla Sisley Treviso a Roseto degli Abruzzi. C’era il Palazzetto che scoppiava, ieri mi è sembrato di rivivere le stesse emozioni. Anche per i giovani il movimento si era spento dopo le annate in Serie A, per cui sono contento per l’Abruzzo (anche se un po’ meno per me). Non c’è solo il calcio.
Rossini e l’obiettivo SuperLega – Fra mille difficoltà siamo riusciti a uscirne di squadra, con orgoglio, perché vogliamo raggiungere l’obiettivo. Per Totò è più importante, perché sarà l’ultimo anno da giocatore e vuole chiudere in bellezza.








