After Hours, la SuperLega di notte
Berruto, Battocchio, Morato, Lorenzetti, Lami, Polo e Boninfante ospiti della venticinquesima puntata di After Hours

Il ribaltone di Civitanova nella Semifinale Scudetto con Verona (serie sul 2-1 per i cucinieri), il pass di Perugia per la Finale, gli effetti della legge “Palestre Aperte”, raccontata dal suo promotore, l’ex CT azzurro Mauro Berruto. Ma anche le annate in chiaroscuro di due tecnici che hanno conquistato la salvezza (con Cuneo e Cisterna), le difficoltà e la capacità di riproporsi al vertice dopo un lunghissimo stop e l’umiltà di accettare un ruolo pur sapendo di essere destinati a giocare poco.

Si è parlato di questi e tanti altri temi nella 25esima puntata della sesta stagione di After Hours, la SuperLega di notte, in onda ogni domenica alle 21.30 in esclusiva, gratuitamente, sulla piattaforma DAZN e in differita sul canale YouTube di Lega Pallavolo Serie A.

Ospiti della puntata numero 25 sono stati Matteo Battocchio (MA Acqua S.Bernardo Cuneo), Daniele Morato (Cisterna Volley), Angelo Lorenzetti (Sir Susa Scai Perugia), Adi Lami (DS Rana Verona), Alberto Polo (Sonepar Padova), Mattia Boninfante (Cucine Lube Civitanova) e il Deputato Mauro Berruto.

 

LE DICHIARAZIONI

 

Matteo Battocchio (MA Acqua S.Bernardo Cuneo)

Matteo Battocchio

I “più” e i “meno” della stagione – C’era l’esigenza di centrare la salvezza e per le squadre neopromosse non è così semplice. Noi l’abbiamo raggiunta, di fatto, prima di metà gennaio. Quest’anno abbiamo lavorato per il risultato e il risultato, alla fine, è arrivato. La parte negativa è una cosa molto personale, che non ha nulla a che vedere con il cammino che abbiamo fatto. Lo sport è fatto di risultati, ma credo che al di là dei risultati ci siano delle cose importanti che smuovono le persone da dentro e nel mio caso è stato una componente negativa.

Gli aspetti personali – Quando hai a che fare con l’altro – che sia un compagno di squadra, un dirigente, un membro dello staff – devi partire dall’idea che l’altro è “altro” e non sei tu. Partendo da questa premessa, non penso di essere un genio della pallavolo, né di avere chissà quale capacità: mi piace lavorare con le persone, crescere con loro come persona. Per tutta una serie di situazioni, questa è una cosa che mi è mancata molto. Era una cosa cui eravamo preparati, con la società ne avevamo parlato questa estate, sapevamo sarebbe stato un anno particolare, per un discorso di eterogeneità di gruppo, età ed esperienze dei giocatori che componevano la squadra. Eravamo pronti ed era una sfida da affrontare in nome di un obiettivo più grande, che Cuneo mantenesse la categoria. In nome di questo, siamo scesi a “compromessi”. Quello che mi ha fatto riflettere e tracciare una linea è che certi compromessi su che persona essere non sono disposto a farli. E non sono disposto a farmi dire da nessun giocatore su che allenatore devo essere.

Differenze generazionali – Credo che sia dall’antica Grecia che si parla dei “giovani d’oggi”. E quindi credo che i “vecchi di oggi” dell’antica Grecia, del Medioevo e del 2026 hanno ancora dei problemi nell’accettazione dei giovani d’oggi e del fatto che il loro tempo sta passando. Ma per quanto mi riguarda il tema è quello della concezione dell’altro.

Su Verona e Civitanova – A fine gara due, sentivo l’intervista di Aleksandar Nikolov che diceva: “Io te lo dico, andiamo là, tiriamo al massimo, se entra vinciamo”. Non c’è stato solo quell’aspetto, anche se nel tie-break alla fine della gara stati gli ace a fare la differenza a livello prettamente numerico. Sono due squadre che puntano tantissimo sul servizio. E in Gara 3 è mancato un po’ di estro in attacco a Verona, una loro caratteristica importante nella stagione. In regia hanno un giocatore è sempre riuscito a fare viaggiare tutti quanti.

I rumour di mercato – Credo che ci siano dei giocatori che hanno piacere di venire a Cuneo e penso che, per la realtà di Cuneo, sia un qualcosa di molto positivo.

 

 

Daniele Morato (Cisterna Volley)

Daniele Morato

I “più” e i “meno” della stagione – Il plus è aver raggiunto l’obiettivo di mantenere la categoria. Inoltre, abbiamo fatto crescere i giovani, che era il secondo obiettivo. L’aspetto negativo è che nelle mie quattro stagioni in Serie A questa era la più importante, gli obiettivi sono stati raggiunti ma sento di aver fatto a livello personale la mia peggiore stagione. Tuttavia, so da dove ripartire.

Esame di coscienza – L’obiettivo era salvarsi, farsi conoscere dentro questo ambiente e provare a rimanerci dentro con le proprie idee e metodi. Non sempre ci sono riuscito, soprattutto per timore mio personale, perché società e giocatori sono stati più che disponibili. Non sono un urlatore seriale, ma a volte un po’ di pugno duro ci vorrebbe. Ho sempre la fiducia massima in ogni giocatore. Quando ad esempio non fa un tuffo o fa un’alzata sbagliata, penso che sappia già che abbia fatto quell’errore e non vado a insistere troppo. Un giocatore a questo livello sa quando fa un errore grave e io non voglio rincarare la dose, ma alcune volte avrei dovuto farlo. Questo aspetto me lo sono rimproverata, ma ho iniziato con una linea e non ho voluto ribaltarla a stagione in corso. Ho apportato qualche aggiustamento.

Differenze generazionali – Ho avuto la grande fortuna di avere giocatori esperti che si facevano il “mazzo” più dei giovani. Questo mi ha aiutato. Quest’anno ho avuto la fortuna di crescere, come allenatore e come persona, nella gestione di una squadra di atleti fortissimi che sono stati Campioni e lo sono tuttora. Mi hanno fatto notare, però, che a volte il pugno duro serve.

Su Verona e Civitanova – Probabilmente da parte di Verona c’è stato qualche errore di troppo; quindi, presumo che Soli non sia soddisfatto. Alla fine, Civitanova ha battuto meglio e probabilmente ha avuto più coraggio in qualche frangente. Se metti dentro la battuta e hai coraggio su qualche palla alta, si creano i presupposti che ti danno la mentalità per portare a casa i set.

 

 

Adi Lami (DS Rana Verona)

Adi Lami

Sconfitte, errori ed inesperienza – Non siamo contenti per il risultato della partita di sabato né per quello della partita di mercoledì. Due gare che la nostra squadra ha giocato senza mettere la massima attenzione. Due sfide dove l’errore l’ha fatta da padrone, abbiamo fatto disastri che non avevamo accumulato neppure durante l’intera stagione. Ha ragione il coach: questa squadra ha necessità di farsi le ossa, di fare esperienza, ci sono giocatori che questa serie di Semifinale la vivono per la prima volta, sono ragazzi che vivono la pallavolo con intensità emotiva, con tanta dedizione e di conseguenza anche questo ha influito nella serata di sabato. Capita raramente che si perda in casa dopo che si è condotto 2-0, senza nulla togliere a Civitanova che ha meritato perché è stata più cinica di noi.

La mancata chiamata di Bottolo – Al quinto set, arrivi ad un livello di adrenalina altissimo. Forse Bottolo a livello “etico” non ha fatto benissimo ma ci sta, sei al quinto set e la partita la vuoi vincere. Adesso vogliamo fare i puristi, però se fosse capitato al contrario, saremmo stati probabilmente ingenui noi, però mi viene da dire che non si tratta di una cosa gravissima. Probabilmente la situazione doveva essere gestita un po’ meglio da parte della coppia arbitrale, che ha perso troppo tempo. Ma non è nulla di trascendentale: insomma, è stata una palla toccata.

Lo step successivo – È stata una stagione straordinaria, abbiamo vinto il nostro primo trofeo a Bologna in un weekend che conserveremo tutti nella mente. Battere 3-0 Perugia, in Semifinale, non capita tutti i giorni. Così come aver vinto contro Trento, anche se priva di un giocatore importantissimo quale Alessandro Michieletto. Poi abbiamo raggiunto la Finale di Supercoppa, siamo arrivati secondi al termine della Regular Season. Abbiamo superato questo grande scoglio dei Quarti che non capitava a Verona da un bel po’ di tempo. Questo è lo step superiore che stiamo facendo.

Il docu-film “Mai Molar” – È un investimento importantissimo da parte del nostro partner sponsor Rana, che crede in questo progetto e continua anche in questa stagione. Le telecamere sono state puntate quotidianamente sui giocatori, sullo staff, sulla società per raccontare il dietro le quinte di quello che è accaduto in questa stagione. Rimarrà la stagione delle prime volte.

 

 

Angelo Lorenzetti (Sir Susa Scai Perugia)

Angelo Lorenzetti

La gestione delle difficoltà – È un gruppo che sta insieme da un po’ di tempo, ci si prova anche attraverso gli errori fatti. Un gruppo che, in questi anni, è arrivato all’ennesima Finale. La Finale delle manifestazioni è la torta, poi serve la ciliegina. Di Finali ne sono sfuggite tre, un percorso virtuoso di cui sono orgoglioso, fiero e soprattutto grato alla società nei confronti.

Dito contro, mai – Quella del dito contro è un’arte di chi si vuol parare … chiaro, no? Io non mi devo parare da niente, devo migliorare, devo divertirmi, devo capire i miei giocatori. Sono cambiato molto, per questa squadra in meglio e il “dito contro” è veramente uno sport che non mi piace frequentare.

Loser e Ishikawa – Loser ha dovuto operarsi al menisco, sta rispettando i tempi e se va tutto bene ci vogliono in tutto due mesi. Ha ricominciato a fare qualche saltino. Ma è un lottatore e più passa il tempo e più e più ci sarà, però l’infortunio è stato importante e non è giusto accelerare i tempi. Ishikawa? Non è al 100%, ma per certi tipi di infortuni è meglio operarsi. Si tratta di una recidiva, meglio andare con cautela, è un po’ più avanti rispetto a Loser, ma non è ancora pronto per giocare.

Argilagos, la dura vita del secondo di Giannelli – L’esperienza di quest’anno con Bryan è stata un’esperienza fra le più belle della mia carriera. È bravo, ha una capacità di apprendimento incredibile. Quando la società mi dice: “Telefona a questo giocatore per farlo venire”, ma quando di solito telefono non vengono mai. Quando i procuratori mi hanno chiesto: “Qual è il progetto per Bryan?”. Ho risposto: “Cosa volete sapere? Quanto gioca? Mai”. Però ho detto che se vuole venire in “università” è il benvenuto. E lui incredibilmente ha detto di sì ed è stata un’esperienza veramente bella.

I complimenti a Boninfante – Vedere giocare come ha giocato Piacenza quest’anno, guidata da Boninfante cui un giorno dicevo: “Dante, smetti di giocare, vieni a fare l’allenatore” è stato veramente un orgoglio. Non volevo giocare contro, ma non era possibile evitarlo.

 

 

Mattia Boninfante (Cucine Lube Civitanova)

Mattia Boninfante

L’impresa di Verona – Sapevamo che per provare a passare il turno dovevamo fare una vittoria in trasferta e siamo felici di averla ottenuta e di come è arrivata. Da quando sono a Civitanova, è stata la prima volta che recuperiamo una partita dal 2-0. E questo è un gran segnale soprattutto perché farlo in un campo come quello di Verona, con una squadra così, non è facile. Siamo felici di questo però adesso dobbiamo mantenere la calma, perché ne manca ancora una e quindi dobbiamo pensare a cosa fare per vincerla.

Come nasce un’impresa – Come ha detto il coach, per vincere una partita di questo tipo devi dare tutto. Ti serve una grande parte tecnica e tattica. Perché è normale in una partita così con un avversario di questo tipo andare in difficoltà, perché sono una squadra di alto livello. E soprattutto se vai sotto 2-0 devi anche dare tutto dalla parte mentale, devi sopportare quello che loro fanno bene perché i punti che fanno non sono sempre colpa nostra, anzi, molti dei punti se li costruiscono bene loro. La partita nel primo set è stata difficile, eravamo sotto 14-6 ma sentivamo che c’era qualcosa di diverso in campo. Siamo rimasti in partita. Il secondo set, nonostante l’abbiamo perso, è stato diverso, l’abbiamo condotto per gran parte ma alla fine ci hanno superato loro. Poi negli altri tre siamo riusciti a chiuderli.

Super Podrascanin – Quello che ha fatto negli anni, quello che ha dimostrato, parla per lui. Sabato è stato di grande aiuto, perché tra attacchi e muri ci ha dato una bella presenza al centro che ci ha aiutato a vincere, quindi c’è stato veramente utile.

Giocare sempre – Ci sono cose buone e cattive nel giocare sempre. La cattiva è che nessuno ti garantisce niente, non è che se giochi bene una partita la partita dopo parti con qualche punto in più. Allo stesso modo, se giochi male hai sempre la partita dopo per fare meglio, per capire su cosa lavorare.

La grinta di Mozic – È giusto così, è una Gara 4 di Semifinale. Adesso sarà strano, per una partita così importante, avere così tanto tempo. In genere fra le gare tre, quattro e cinque, quelle dove si decide tutto, ci sono stati sempre solo tre giorni, mentre stavolta avremo una settimana. Bisogna rimanere calmi, c’è una settimana prima di sabato prossimo. È giusto che loro vengano con tutta la grinta, come ce la metteremo noi e i tifosi; quindi, sarà una Gara 4 bella da vedere.

 

 

Alberto Polo (Sonepar Padova)

Alberto Polo

Un anno intenso – Un anno vissuto intensamente, perché tornare a giocare e farlo ogni tre giorni fra novembre e dicembre è stato intenso, però sono molto contento.

Gli obiettivi di Padova – La società ci ha sempre chiesto solamente di salvarci, idem il nostro allenatore. All’interno dello spogliatoio quando abbiamo avuto due occasioni, con Monza, sia di entrare in Coppa Italia che di entrare nei Play Off, ci abbiamo provato. Però non abbiamo mai avuto quella pressione che, magari, ci avrebbe potuto aiutare per fare qualcosina in più. C’è il rammarico di non essere riusciti a entrare nei Play Off perché potevamo tranquillamente farcela, ma con i “se” e con i “ma” non si fa nulla.

Ritrovare ritmi, velocità e intensità – Io mi sento il giocatore che ero l’ultimo anno a Piacenza. Quest’anno tutti mi fanno i complimenti e apprezzo, però so quello che posso dimostrare ancora. In un anno fai fatica a recuperare quattro anni di inattività. Cerco di migliorarmi quotidianamente in qualsiasi fondamentale, poi con la squadra è ovvio che allenandosi tutti i giorni si migliora a vicenda. Penso di essere ancora un po’ indietro.

Futuro – Non so ancora dove andrò l’anno prossimo. Sicuramente la squadra in cui andrò può aspettarsi un giocatore che ha ancora voglia di dimostrare molto e questo, a prescindere dall’età o da altri fattori, credo sia la qualità che forse ogni giocatore dovrebbe avere. Il volere dimostrare, a prescindere da qualsiasi cosa, chi si è e cosa si vuole fare.

Chi vince lo Scudetto – Perugia parte favorita, ma se Civitanova passa il turno può dare fastidio: può essere una serie abbastanza aperta.

 

 

Mauro Berruto (ex CT Nazionale Italiana)

La legge “Palestre Aperte” – È una proposta di legge che ho depositato al mio insediamento, nell’ottobre del 2022. Le proposte di legge di iniziativa parlamentare diventano legge in una percentuale inferiore al 5%, ma quando arrivano dall’opposizione la percentuale diventa “zero virgola”. Questa lo è diventata martedì scorso, poche ore prima dell’inizio di Bosnia-Italia di calcio e la conseguente polemica fra sport professionistici e dilettantistici. Soprattutto per il volley, la necessità di luoghi per le società medio-piccole passa per l’utilizzo di impiantistica pubblica, rappresentata dalle palestre scolastiche. Molti, commentando la legge, hanno detto: “Da noi si fa così da sempre”. Ma questo rapporto funzionava se il dirigente concedeva la palestra e spesso accadeva in maniera abbastanza arbitraria. Poteva succedere che in un Comune tutto funzionasse perfettamente, mentre in quello a fianco sportivi e cittadini non potevano accedere in orario extra-curricolare alla palestra, che è un luogo pubblico. Questa legge mette fine a questa faccenda, permette alla scuola di riservarsi tutte le attività ritenute opportune anche in orario extra-curricolare qualora queste attività facciano capo al piano triennale dell’offerta formativa, ma tutto il resto va automaticamente nella disponibilità del proprietario: Comune, Provincia e Città Metropolitana – che a quel punto determina con le convenzioni l’assegnazione alle società sportive.

Gli effetti “collaterali” del testo di legge – Il primo: laddove le palestre erano concesse, il consiglio di istituto si riuniva dopo l’inizio dell’attività sportiva, mentre ora la comunicazione deve arrivare al Comune entro il primo giorno del calendario scolastico. Il secondo: le palestre potranno essere utilizzabili anche quando la scuola è chiusa, ad esempio nei mesi estivi. Il terzo: fino a oggi, per le società sportive era impossibile anche solo piantare un chiodo. Ora invece le società senza scopo di lucro potranno proporre interventi di ammodernamento e qualificazione della palestra scolastica al proprietario. Se l’intervento è riconosciuto come utile, in maniera simmetrica all’investimento viene generata la possibilità di assegnare la palestra gratuitamente anche in un periodo a lungo termine.

Sport super partes? – Politicamente non lo è e lo dimostra l’ultima vicenda del calcio. Ma sono successo cose in maniera trasversale su un piano più alto, in termini di politiche che determinano le vite dei cittadini.

Le Semifinali Scudetto – Vado sempre a vedere statistiche e risultati. Mi hanno confermato quanto era nei pronostici. Perugia ha gestito molto bene queste tre gare, con un piglio importante. Rimane aperta, molto aperta una serie bellissima (Verona-Civitanova) e non escludo che arrivi all’ultima gara, perché Verona ha giocatori che in una singola partita possono fare prestazioni molto importanti.

Cosa gli manca – Mi mancano i ritiri, il momento in cui per tre settimane o un mese riesci a stare in un unico posto, concentrarti su un unico tema, mangiare nello stesso ristorante in un certo modo, vivere la dimensione del tempo focalizzata su ciò che stai facendo.

La gioia di una medaglia e quella di una legge – Punti di connessione? Assolutamente no. Due anni fa, a ottobre, passò la modifica dell’articolo 33 delle Costituzione. Ma è inutile che io cerchi di riprodurre quello che ho avuto la fortuna di vivere grazie alla pallavolo e allo sport. Me la tengo stretta e non cerco di replicarla. Nella politica c’è la bella sensazione di essere un po’ utile.