After Hours, la SuperLega di notte
Cormio, Bovolenta, Milijkovic, Di Pinto, Sanguinetti, Laganà e Sighinolfi ospiti della ventiseiesima puntata di After Hours

L’approdo di Civitanova in Finale Scudetto, le “scintille” verbali e la pace con Verona, l’attesa di Piacenza per il ritorno della Finale di CEV Cup, i successi di Trento e Modena nelle Semifinali dei Play Off 5° Posto. E poi i calendari “congestionati”, la rimpatriata del ventennale-scudetto a Macerata e il duello infinito fra Reggio Calabria e Reggio Emilia in Serie A3.

Si è parlato di questi e tanti altri temi nella 26esima puntata della sesta stagione di After Hours, la SuperLega di notte, in onda ogni domenica alle 21.30 in esclusiva, gratuitamente, sulla piattaforma DAZN e in differita sul canale YouTube di Lega Pallavolo Serie A.

Ospiti della puntata numero 26 sono stati Giuseppe Cormio (Cucine Lube Civitanova), Alessandro Bovolenta (Gas Sales Bluenergy Piacenza), Adriano Di Pinto (Itas Trentino), Giovanni Sanguinetti (Valsa Group Modena), Domenico Laganà (Domotek Reggio Calabria), Nicholas Sighinolfi (Conad Reggio Emilia) e Ivan Milijkovic.

LE DICHIARAZIONI

 

Giuseppe Cormio (Cucine Lube Civitanova)

Le difficoltà in Regular Season – Ci sono state difficoltà lo scorso anno e si sono ripetute quest’anno, soprattutto nella fase iniziale, nel perdere punti sui campi di squadre che sulla carta non dovrebbero starti davanti. E, quindi, dovrebbe essere più agevole vincere. Ricordo una funesta settimana con una doppietta “meravigliosa” di sconfitte fra Monza e Padova. Lì abbiamo ribadito una nostra caratteristica dell’anno scorso, quella di patire molto sui campi delle squadre che in classifica ci stanno dietro. L’anno scorso siamo comunque riusciti ad arrivare al terzo posto, ad avere un Quarto di Finale più agevole e la tranquillità di fare la Champions prima. Quest’anno ci siamo complicati la vita, concludendo sesti. Siamo stati però ripagati dalla fortuna, perché trovare Trento senza Michieletto e l’ultima partita senza Lavia è un vantaggio notevole.

Otto Finali in nove campionati – Il dato è importante, testimonia la qualità e il carattere di questa squadra. In alcune di queste stagioni ci si è arrivati quasi a motore spento, mi è capitato fra il 2018 e il 2020 di domandarmi come potessimo perdere, perché era una squadra mostruosa fatta di campioni. Ma devo dire che trovo più soddisfazione adesso, ogni volta che questa squadra trova un risultato importante fa spalancare gli occhi. Per questo pretendo che loro giochino col cuore e non dando per scontato il risultato come successo a Monza e Padova, perché in questo campionato se non giochi al massimo perdi anche contro squadre che in classifica ti stanno dietro.

Le frasi di Gargiulo dopo la vittoria – Lui è solare perché è di Sorrento, cresce come i buoni limoni e le buone arance di quella zona. È pieno di succo, ma se vai a scavare a volte è un po’ acerbo. Come in questo caso in cui ha perso un po’ la diplomazia, ma è un ragazzo che sa incassare e sa dare con ironia.

Mozic “perdonato” – Gara 3 è stata una partita gestita male dai direttori di gara, concedendo cose che il regolamento non ammette. Al di là di questo, la polemica successiva nasce da una dichiarazione di Rok Mozic che ha parlato troppo presto. Quando si è presi dall’adrenalina, e nessuno lo sa meglio di me che sono un istintivo, rischi di dire cose che cinque minuti dopo non diresti più. A Rok, che è un ragazzo solare, buono e molto intelligente, ho detto che ha fatto qualcosa che non avrebbe fatto se si fosse fermato a ragionare due minuti. Gliel’ho detto sabato prima della partita, credo abbia capito, ma nessuno deve pensare che si sia comportato male: queste cose succedono e, almeno nel nostro sport, finiscono quando termina la partita. La vena polemica c’è sempre stata nelle Semifinali e nelle Finali, ma la stima reciproca fra dirigenti e giocatori non è stata intaccata.

Le “giustificazioni” – Voglio trovare delle “giustificazioni” all’andamento della squadra, anche se io stesso ci credo poco. La prima è la giovane età del gruppo e di qualche giocatore importante. Un esempio: Mattia Boninfante. Da giocatore al debutto in una grande platea, da una parte si riesce a dare il massimo, dall’altra gli si perdona qualcosa. Ma l’anno successivo ci si aspetta un salto di qualità. Questo vale per Mattia, vale ovviamente per Nikolov e in tempi non sospetti è stato importante anche per Bottolo, che ha fatto quasi due anni di panchina prima di “esplodere”. Poi ci sono state situazioni di mercato che hanno dato fastidio. Quando i turchi, i giapponesi o i polacchi ci impongono un avvio di mercato a novembre, o entri nel ballo o rimani a sedere. Questo ci ha penalizzato nel fare gruppo. Ne abbiamo parlato, ci siamo visti e rivisti, io non sono un dirigente che entra nello spogliatoio e alza la voce e vuole comandare. Parlo pochissime volte col gruppo e quando lo faccio cerco di fare parlare il gruppo. Abbiamo fatto anche ricorso all’aiuto di una professionista, che potesse darci indicazioni semplici e un aiuto che è stato importante. Eravamo con l’acqua alla gola, avevamo fallito tutti gli obiettivi di quest’anno, ma c’è stata una reazione, agevolata da una buona sorte che è stata sfruttata al meglio.

I calendari – Il calendario non dipende tanto da noi, a meno che non si pensi di cambiare formula, ma mi sembra che questi Play Off dimostrino che la formula è giusta. Tante volte si è pensato ai due gironi o al calendario a orologio, ma noi dobbiamo giocare di meno per far fare sempre più i “propri comodi” a chi comanda il volley internazionale, che non abbrevia mai i propri tempi e minaccia di occupare anche uno spazio da metà dicembre a metà gennaio, nei prossimi anni. Siamo molto preoccupati.

Trattenere i campioni – A questa preoccupazione si aggiunge quella economica, perché l’Italia è un Paese non in ottima salute da questo punto di vista, mentre ci sono alcune realtà come quella turca, polacca, giapponese, e fra un po’ anche quella russa, che hanno possibilità diverse. Siamo in “trincea”, dobbiamo difendere i nostri campioni ma a volte la difesa è impari, si tratta spesso di proposte doppie di quelle che possiamo fare. Siamo grati agli atleti, soprattutto italiani, che sono rimasti sempre fedeli alla nostra SuperLega, speriamo che la tendenza continui altrimenti ci troveremmo un campionato sminuito nei suoi valori e non deve sorprendere nessuno. Non so quale può essere la contromossa, perché credo che gli sforzi che vengono fatti oggi dai proprietari di tutte le società della SuperLega siano sforzi massimali. Ho perso dei giocatori cui non ho potuto dire di no, è difficile di fronte a certe offerte. Peraltro, bisogna avere un buon rapporto coi procuratori, perché se uno vuole portarti via un giocatore sotto contratto ci riesce con l’aiuto della Fivb e con poche decine di migliaia di euro.

I transfer internazionali – Non è stata ancora ufficializzata quella che è la regola basilare in tutti gli sport, per pensare di avere in casa un capitale giocatore che hai acquistato: mettere sullo stesso piano la durata del contratto che l’atleta ha con il club con la durata del transfer internazionale. Per Aleksandar Nikolov, ogni anno devo andare dalla Federazione bulgara a chiedere quel transfer. Se Nikolov e la sua federazione, parlandosi, decidessero di non concedere alla Lube quel transfer internazionale, il giocatore pur avendo il contratto con la Lube sarebbe libero. Io credo che questa sia un’incongruenza molto facile da poter constatare e che limita molto la volontà di investimento a medio e lungo termine.

 

 

Alessandro Bovolenta (Gas Sales Bluenergy Piacenza)

La finale di CEV Cup – Abbiamo fatto l’ultima seduta di pesi, mancano due allenamenti e poi la Finale di ritorno, mercoledì 22.

Giornate difficili – Sono state due settimane difficili, per l’infortunio di Mandiraci nella Semifinale di ritorno di CEV a Lubiana. Vedere un giocatore del genere che esce dal campo per problemi fisici ci ha scombussolato e ha un po’ influenzato il modo di giocare. Poi è rientrato in gruppo, noi abbiamo ricaricato le batterie e sapevamo di dover dimostrare qualcosa. Ora è bello essere in questa situazione qua (3-0 esterno nell’andata della finale CEV, ndr), ma dieci giorni fa il momento non era così facile.

Il “termometro” della piazza – A Piacenza da inizio anno c’è sempre stato un bell’ambiente, non c’è mai stato un momento in cui si è detto “stiamo andando male” o “stiamo andando benissimo”. Siamo sempre stati sulla cresta dell’onda, abbiamo preso i punti che dovevamo prendere, perdendone solo qualcuno per strada.

Il calendario pieno – La Presidente Curti ha fatto qualche dichiarazione sulla settimana di partite una dietro l’altra e io concordo con lei. Quest’anno ho iniziato a capire come “gira” il campionato con l’Europa, se manca un giocatore importante si fa difficile, ci è mancato Mandiraci nella settimana delle Semifinali ed è stato scottante per tutti, sia a livello emotivo sia per lo stare in campo come gruppo. La stagione la prendiamo com’è, se la chiudiamo con la Coppa è da incorniciare.

Benvoluto – Non voglio male a nessuno e spero non ci siano troppo persone che mi vogliono male. Punto molto sul rapporto umano, sentire persone che parlano bene di te è fondamentale. Ciò che rimane è questo.

 

 

Adriano Di Pinto (Itas Trentino)

Niente alibi dall’infermeria – Pure Mendez ha preso una pallonata, speriamo bene… Scherzi a parte, il lavoro maggiore quest’anno è stato dietro le quinte per recuperare tutti, più che in campo. Abbiamo portato avanti la stagione con grande dignità, sarebbe stato facile cedere ad alibi fin troppo facili, ma siamo andati avanti ancora più uniti nel lavoro. Sappiamo che se non si lavora non si ottiene quanto si può ottenere tutti assieme. Lavia è rientrato in campo, già questa è una piccola vittoria, mentre Michieletto sta migliorando ma sappiamo che per lui è il percorso è ancora lungo.

L’esito di Civitanova-Verona – Avevo intuito che potesse finire così, perché quando ti trovi a giocare una partita così importante in casa della Lube, ci puoi rimettere le “penne”. Non tanto per demeriti di Verona, quanto perché Civitanova in casa ha un’altra marcia. L’impresa l’hanno fatta a Verona e forse quella è stata la partita su cui bisognerà riflettere tecnicamente. Inizialmente pensavo che Verona potesse andare in Finale, poi a un certo punto è cambiato tutto, la Lube ha iniziato a giocare benissimo e Verona ha perso un po’ di certezze.

Mendez visto da vicino – Mendez non è un allenatore, è un’esperienza di vita che dovrebbero fare tutti. Per i giocatori, lo staff, la società. È una continua sorpresa, ogni giorno ha un’idea, ha domande a cui devi essere prontissimo a rispondere. Il gioco è cercare di anticipare quello che lui chiederà. Qualche volta spero di averlo interpretato bene. Non solo ha una conoscenza della tecnica, ma la sua forza è aver lavorato su questi fattori con tantissimi campioni e in tantissime parti nel mondo. È importante sia quello che trasmetti sia la risposta dei ragazzi, per capire quello che si può fare o no. A oggi non è più facile trovare ragazzi che sono disponibili a lavorare così tanto. Non per cattiveria o perché non hanno voglia, ma perché c’è sempre meno l’abitudine a dedicarsi a momenti di tecnica analitica, fatta con calma e pazienza, bisogna sempre giocare “di corsa”, ma così è difficile avere ragazzi preparati. Anche con i settori giovanili, siamo arrivati a grandi risultati, ma la capacità di stare in allenamento è un po’ da ricostruire. Oggi non ci possiamo permettere di avere sempre grandi campioni, bisogna un po’ “costruirceli” ma non ne escono fuori continuamente.

Pronostico Scudetto – A Trento, ogni volta che si arriva in un momento caldo diciamo sempre “Sì ma poi la Lube è la Lube”. Perciò tanto facile non sarà per Perugia, che sulla carta sarebbe quella che ha i favori del pronostico. Ho gli stessi dubbi che avevo prima di Verona-Lube.

 

Giovanni Sanguinetti (Valsa Group Modena)

La vittoria su Milano – Milano è sempre una squadra insidiosa, nonostante le assenze ha un sistema di gioco consolidato. Noi vogliamo fare una coppa europea e vincere questo Play off 5 Posto, per noi era importante vincere in casa, siamo stati bravi a gestire momenti di imprecisione. Potevamo vincere in tre set, ma è stata una prestazione positiva.

14 volte in doppia cifra – Come squadra in generale abbiamo disputato una Regular Season di altissimo livello. Grazie alle caratteristiche di squadra, ho avuto gioco facile nel fare più punti. Ha aiutato anche una grande linea di ricezione e questo aiuta nel far attaccare i centrali. È stato un anno positivo, ma avrei preferito una Semifinale: ci siamo andati vicini. Rimpianti? Sono stati più i meriti di Piacenza che i nostri demeriti. La classifica era un po’ bugiarda, un solo punto di distanza ma secondo me loro avevano qualcosa in più.

 

Domenico Laganà (Domotek Reggio Calabria)

La serie promozione e la Supercoppa – È stata una serie bellissima, finita a Gara 5, anche se strana perché, a parte la prima partita, ognuna ha vinto in casa con 3-0 netti.  Il 3-2 della Del Monte® Supercoppa A3 è stato l’epilogo perfetto.

Play Off al via – Iniziano i Play Off con Acqui Terme, che abbiamo già affrontato l’anno scorso. È bello festeggiare, abbiamo vinto la Coppa e la Supercoppa ma forse sono stati più bravi loro, perché la promozione è l’obiettivo principale dopo una stagione di sacrificio. Non voglio però sminuire i due trofei vinti, ce li siamo meritati, così loro hanno meritato la promozione.

L’infortunio di Mancinelli in Gara 5 dello spareggio – Al secondo punto della partita si è rotto menisco e crociato, aveva fatto un percorso straordinario. Non è stato giusto per lui, come non lo è per nessuno, finire la stagione in questo modo. Ho dedicato la vittoria a lui, è stato un guerriero, spero di averlo ancora in squadra con me perché come compagno è stato fantastico.

Giocare con Saitta – È fantastico perché ti gestisce alla grande, ha sempre una parola di conforto, è un campione anche nel non aver mai fatto pesare il fatto di aver giocato tanti anni in SuperLega. Ma tutti i miei compagni stanno dando tutto per questa maglia, per me è facile da reggino ma quest’anno sono stato fortunatissimo perché ho dei compagni che questa terra la sentono loro.

Opposti sugli “scudi” – Mi aspetto gli opposti fra i migliori marcatori, perché l’opposto attacca sei rotazioni su sei. Noi abbiamo Lazzaretto che è molto servito, un punto di riferimento, ma l’opposto in quasi tutte le squadre è quello che attacca di più. Peraltro, faccio ancora i complimenti a Mian, se avessero vinto loro sarebbe stato MVP, 40 punti in partite del genere non sono così frequenti.

 

 

Nicholas Sighinolfi (Conad Reggio Emilia)

Festa promozione e la settima sfida – Quanto abbiamo festeggiato? Forse un po’ troppo… No, non è vero, abbiamo dato il massimo anche in Supercoppa. Per il resto non avrei mai potuto sperare di meglio per la nostra squadra e direi anche per la loro: è stato “figo”.

Ci vediamo in A2 – Ai ragazzi di Reggio Calabria auguro con tutto il cuore di salire, perché se lo meritano. Sono dei “guerrieri”, hanno lottato fino alla fine, noi l’abbiamo spuntata ma loro sono una squadra veramente forte che merita di salire.

L’esperienza in Belgio – Mi è rimasta una medaglia d’oro dello Scudetto (vinto con il Maaseik nel 2017/18) e l’aver conosciuto Rychlicki prima che fosse “figo”. È stato bello, consiglio a tutti di fare un’esperienza all’estero, ti lascia qualcosa. Non ho giocato molto quell’anno lì, ma è stato bello, è stato un’ottima alternativa all’Erasmus. Sarei rimasto volentieri.

La prossima stagione – Dovrei rimanere, manca la firma ma dovrebbe arrivare. Mi aspetto una stagione a battagliare, perché vorrei evitare che si retroceda di nuovo. Vorrei far capire a chi arriva che si viene qua a lottare e non a “svernare”. C’è stata una promozione in SuperLega nel 2022: io ero dall’altra parte della rete, alla prossima vorrei essere di qua.

Gli opposti “on fire” in Superlega, A2 e A3 – Non mi sorprendono i dati sulla grande presenza degli opposti fra i migliori marcatori. Noi abbiamo Chevalier che è una bella bocca di fuoco, ma anche Mian, a ragion veduta attaccava molto più degli altri.

Ivan Milijkovic

Ricordi di Lube – Sono passati vent’anni dal primo scudetto. Arrivai nel 2000, allora si parlava di “Inter della pallavolo” vista la quantità degli investimenti che veniva fatta all’epoca. Nel 2006 la società vinse il suo primo scudetto. All’epoca c’era la Sisley che non riuscì a vincere il quarto titolo consecutivo, ma noi siamo stati bravi a Pesaro a portare a casa la vittoria.

Il raduno del 9 maggio – Con i giocatori di allora ci è sembrato giusto celebrare quella stagione, siamo arrivati al momento in cui tutti – anche chi vive Oltreoceano – hanno detto di sì. Ci raduneremo a Macerata, dove fu festeggiata la prima storica vittoria.

Problemi e orizzonti – Sono 25 anni che parliamo delle stesse cose, società che si lamentano, leghe che si lamentano, federazioni dietro di loro, transfer, pagamenti. E vedrete che ora andranno a peggiorare delle cose, ci sarà una rivoluzione dove i genitori capiranno che i figli riusciranno a ottenere il diploma di un’università americana, guadagnando più soldi di quello che possono guadagnare in Europa.