After Hours, la SuperLega di notte
Boninfante, Eccheli, Catania, Grande, Santuz, Garnica e Gamba ospiti della ventisettesima puntata di After Hours
La brillante stagione di Piacenza con il successo in CEV Cup e la conferma dei talenti più cristallini, la lungimiranza di Padova, Monza e Cisterna sulle giovani promesse, la Milano che verrà. Ma anche una panoramica sulle Finali Scudetto, il rapporto fra budget e classifica, la qualificazione di Prata di Pordenone alla Finale Play Off di A2 in attesa di Pineto o Aversa.
Si è parlato di questi temi, ma non solo nella 27esima puntata della sesta stagione di After Hours, la SuperLega di notte, in onda ogni domenica alle 21.30 in esclusiva, gratuitamente, sulla piattaforma DAZN e in differita sul canale YouTube di Lega Pallavolo Serie A.
Ospiti della puntata numero 27 sono stati Dante Boninfante (Gas Sales Bluenergy Piacenza), Massimo Eccheli (Vero Volley Monza), Damiano Catania (Allianz Milano), Candido Grande (Cisterna Volley), Stefano Santuz (Sonepar Padova), Fernando Gabriel Garnica (Virtus Aversa) e Kristian Gamba (Tinet Prata di Pordenone).
LE DICHIARAZIONI
Dante Boninfante (allenatore Gas Sales Bluenergy Piacenza)

Consapevolezza di gruppo – Le emozioni quest’anno sono state tantissime e forti. Ho ringraziato lo staff tecnico e sanitario perché abbiamo vissuto una stagione travagliata, però siamo stati bravi a non far mai pesare ai ragazzi problemi o assenze, dando loro fiducia come ad inizio anno l’avevamo data a quelli che dovevano giocare un po’ di più. Questo ci ha aiutato a mantenere la rotta dritta e ha dato un po’ di consapevolezza in più sulle qualità tecniche e morali del gruppo.
Fotografia di Simon – Il primo approccio con Simon, la scorsa estate, è stato questo. Gli ho detto: “Tu quest’anno farai il capitano”. E lui “No, non ho mai fatto il capitano, poi devo parlare, incitare i ragazzi…”. E io: “Però se dovessimo vincere qualche coppa, sarai tu a doverla alzare!”. Si è calato perfettamente nel ruolo. Dicevano che fosse eccezionale da allenare, ma avendolo in squadra ho potuto apprezzare anche che persona eccezionale sia. Fino al suo recupero ci è mancato tanto in campo, ma non ha fatto mai mancare il suo apporto: veniva a bordo campo a raccogliere i palloni, per stare lì con gli altri.
Lo stile calmo – Cerchiamo di essere dei giusti comunicatori e secondo me con la calma il messaggio arriva prima. È normale avere attimi di nervosismo. Durante gli allenamenti sono diverso. Si riprende quando bisogna riprendere, quando bisogna arrabbiarsi ci si arrabbia. Ma in partita lo stile è quello, non tanto per essere alla Liedholm, quanto per dare una mano in più ai ragazzi.
Gruppo coeso – Soprattutto nei momenti di difficoltà legati agli infortuni, il gruppo si è unito tanto. Tante volte viene dato merito all’allenatore, ma devi avere la fortuna di trovare un gruppo di persone che stanno bene fra di loro. Il nostro non è un gruppo perfetto fatto da giocatori eccellenti, ma di persone che hanno accettato i propri difetti e hanno saputo aiutare i compagni.
I centrali di Piacenza – Quando abbiamo cercato Comparoni, arrivava da un campionato da titolare e da protagonista a Grottazzolina. Gli ho spiegato che avrei avuto piacere ad averlo con noi, ma davanti aveva Simon e Galassi. E lui in maniera molto umile ha detto: “Vengo volentieri, darò il mio contributo anche solo per qualche punto e voglio esserci”. Su di lui avevamo fiducia indiscussa. Quando si è fatto male Simon, ha dimostrato il suo valore. Quando poi Seddik si è dovuto fermare per un problema alla schiena, il mercato ci proponeva solo di andare solo su qualche giovane. Abbiamo individuato in Iyegbekedo un’ottima alternativa, è arrivato molto volentieri – dal France Avenir, una sorta di Club Italia francese di A2 – e ha giocato titolare anche contro Perugia, facendo un’ottima partita. Quello dei centrali è stato un settore falcidiato, però abbiamo avuto la possibilità di vedere in campo ragazzi molto validi. E il resto della squadra li ha aiutati alla grande.
Su Verona-Civitanova – Non parlerei di calo di Verona. Mi aspettavo una crescita della Lube. Rispetto all’anno scorso, quest’anno hanno giocato senza Chinenyeze e senza Lagumdzija. Ma la squadra l’anno scorso aveva dimostrato di giocare bene queste sfide intense e alla fine hanno meritato.
La conferma di Mandiraci – Lui ha altri due anni di contratto, bisognava solo resistere agli “attacchi” dei club turchi. Per poter avere il più forte giocatore turco in casa si sono sbizzarriti. Ma il ragazzo è contento da noi e continuerà da noi, sicuramente anche l’anno prossimo. Un ragazzo che crescerà ancora, ha capacità di apprendimento molto rapide, vuole vincere, vuole stare al top e sicuramente i Play Off con Modena e Perugia, la Coppa Italia, l’amore che c’è stato per lui e i palazzetti pieni, fanno venire voglia di restare.
Due aggettivi per Bovolenta e Porro – Bovolenta si è confermato, avevo aspettative alte per lui, lo definirei “maturo”. Un ragazzo che ha lavorato, ha ascoltato e si è sempre messo in discussione. Porro è stato una scoperta ed è ancora da scoprire, ha ancora margini di miglioramento, deve capire che può fare ancora di più, ce l’ha nelle corde.
Damiano Catania (Allianz Milano)

La Milano che sarà e l’eredità di Piazza – C’è da ricostruire, abbiamo preso comunque giocatori importanti per il futuro. Di Piazza, del lato umano porterò con me la passione e l’ossessione che ci mette. Dal punto di vista personale, la sicurezza in me stesso. Lui studia molto, quindi ci aiuta nelle fasi della gara. Certo, qualche volta sbaglia anche lui, non è Nostradamus.
La Nazionale – Per me è una grande emozione, come per tutti, essere a disposizione e avere l’obiettivo di giocare per quella maglia. Poi l’obiettivo si ferma alla decisione che prenderà il coach. Io provo a dimostrare quanto valgo in campo, poi posso solo incrociare le dita, tutti vogliono far parte di questo gruppo fortissimo: siamo l’Italia e giochiamo per grandi obiettivi.
Battitori e liberi – Per me uno dei top che è passato da qua è Leon, attualmente direi Plotnytskyi e Darlan. Chi vorrei avere accanto a me, come libero, in una Finale olimpica, con uno di questi tre contro al servizio sull’ultimo punto? Direi sicuramente Perry, di Modena. In caso di battuta nostra, invece, direi Laurenzano di Trento: siamo una bella coppia di pazzi.
Il rapporto con Milano – Io vengo da Catania, città abbastanza caotica, anche se non grande come Milano. Milano offre tutto, se vuoi cercare un po’ di movida e divertimento lo trovi facilmente.
L’estate – Sarà organizzata in base a un’eventuale chiamata della Nazionale, altrimenti si punta sempre a un viaggio in Asia.
Perugia e Civitanova – Quest’anno Perugia ci ha veramente annientato, abbiamo giocato un po’ solo in casa loro. Con la Lube siamo riusciti a fare punti, in Regular Season sono stati altalenanti, ora si sta vedendo una costanza diversa, un qualcosa in più che prima non avevano. Si sono “incendiati”. Secondo me sarà una sfida ad armi pari, bella. Bisogna vedere se Perugia sarà al completo. Ma occhio a Civitanova.
Massimo Eccheli (allenatore Vero Volley Monza)

Grande Trento e brava Monza – Trento su due partite ha strameritato di vincere. Tra l’altro è una delle due/tre squadre con le quali quest’anno non siamo per nulla riusciti a giocare. Molto organizzati, molto attenti a tutto, hanno sempre lasciato pochissimo spazio. A noi manca qualcosa rispetto a inizio anno, credo non ci sia stata storia. Però la stagione è stata positiva per due ragioni: abbiamo risposto alle aspettative della società, che ci chiedeva di salvarci senza problemi e far crescere i giovani, e all’obiettivo che ci siamo dati come gruppo-squadra, ovvero arrivare ai Play Off. Poi con Perugia abbiamo disputato due buone partite ed è stata una bella esperienza per tutti noi.
Puntare subito su Frascio… – È stata un’ipotesi che ci ha stuzzicato alla fine della scorsa stagione. Ma venivamo da una situazione in cui avevamo rischiato grosso e non volevamo puntare subito su una serie di scommesse. Già avevamo cambiato l’alzatore, che comunque ha saputo prendere per mano la squadra, e non volevamo rischiare anche nell’altro ruolo: avevamo paura di andarci a infilare in un tunnel pericoloso. È anche vero che abbiamo preso un giocatore che era una mezza scommessa, non avendo Krisztian Padar quasi mai giocato in campionati europei e avendo quasi trent’anni. Poi le circostanze ci hanno portato a fare questa scelta, ora abbiamo qualche elemento in più per costruire la squadra del futuro con una scommessa che è molto meno scommessa.
Frascio e l’opzione schiacciatore – In questi tre anni ha sempre lavorato nel fondamentale di ricezione, anzi nella stagione delle tre finali ha giocato dei set in Challenge Cup come schiacciatore. Il suo vero esordio in prima squadra è stato da schiacciatore.
La caduta di Verona con Civitanova – Credo che la Lube abbia acquisito parecchia fiducia e autostima nella serie con Trento, dopo una Regular Season con alti e bassi. Hanno trovato un balance e una quadra. A Verona forse hanno ripetuto troppo spesso di non essere sufficientemente esperti per quel tipo di situazione, forse si sono creati un po’ di sfiducia rispetto alle possibilità che avevano, fermo restando che a tratti quest’anno hanno espresso una pallavolo stellare. Probabilmente in effetti, su una serie così lunga, dove devi giocare tante gare ad altissimo livello, non erano prontissimi.
La Finale Scudetto – Sarà una serie tirata, vedo Perugia un po’ più favorita e non solo perché giocherà eventualmente una gara in più in casa, ma perché ha dimostrato una squadra estremamente solida nell’organizzarsi subito. Tutte le volte che ha avuto una problematica o perso una partita importante, ha avuto la forza di rialzarsi nella consapevolezza di essere una squadra molto forte con tanti ragazzi che giocano insieme da tempo, trovando anche soluzioni non preventivati all’inizio. Da questo punto di vista, vedo Perugia più attrezzata. Di contro la Lube è nel suo momento migliore, gioca una pallavolo di altissimo profilo, forse un po’ legata in attacco a un solo giocatore. Ma contro Verona ho visto Loeppky giocare in maniera molto importante in tutti i fondamentali, a partire dal servizio. Sarà sicuramente una bella Finale.
Giovani con vista Monza – Confermiamo l’altro 2008, Mapelli, un opposto che ha fatto anche qualche entrata in queste gare. Vogliamo tenere l’età media abbastanza bassa. E poi un alzatore americano che pare possa arrivare. Nel settore giovanile c’è un altro ragazzo molto interessante, che potrebbe essere il quarto schiacciatore. Questi sono i giovani sui quali cercheremo di far crescere e rendere sempre più performanti e adeguati alla categoria.
Candido Grande (Direttore Sportivo Cisterna Volley)

Verso la prossima stagione – La squadra è quasi completata, manca solo qualche tassello per chiudere la panchina.
Fanizza e la crescita a Cisterna – Credo che la nostra sia una piazza molto tranquilla, dove si lavora bene e l’abbiamo visto anche quest’anno, anche se abbiamo un po’ sofferto per conquistare la salvezza, ma l’abbiamo fatto con una squadra giovane e un allenatore molto giovane che si affacciava per la prima volta in SuperLega. Fanizza lo seguivamo da tre anni, l’anno scorso l’abbiamo portato dietro a Baranowicz, a dicembre abbiamo deciso insieme a Falasca di giocare il 2025/26 con Fanizza titolare. E abbiamo continuato su questa idea.
Classifica e budget economici – Secondo me la classifica riflette i budget, non credo ci sia una squadra che si trovi lassù e abbia speso meno.
Stefano Santuz (Direttore Generale Sonepar Padova)

Il roster 2026/27 – Abbiamo quasi finito tutto il lavoro, almeno per la parte relativa ai titolari. Stiamo integrando la rosa, pescheremo parecchio dal nostro settore giovanile, ma siamo a buon punto.
Motivi d’orgoglio – Quelli che mi rendono più orgoglioso sono quelli usciti dal nostro settore giovanile, come Bottolo, Balaso e Scanferla, arrivati da noi giovanissimi. Porro è rimasto qui due anni, dopo aver fatto il settore giovanile da un’altra parte. Speriamo di continuare a produrne ancora molti.
Classifica e budget economici – In linea di massima la classifica delle prime otto squadre riflette i budget. Non conosco i conti precisi delle squadre, ma credo che forse Verona abbia speso un po’ più rispetto a Trento. Nella parte bassa, noi e Cisterna potremmo essere sulla stessa fascia di budget, considerando il costo della prima squadra. Poi uno può avere più costi sulla gestione dell’impianto o sul settore giovanile.
Il futuro di Cuttini – Rimane? Dovreste chiederlo a lui, ha un contratto con noi e ho lavorato con Jacopo per costruire la squadra per il prossimo anno e continuiamo a lavorare insieme.
Nozze d’argento – Il prossimo anno sarò qui di sicuro. Mi piace molto lavorare in questa società, ha valori che condivido, mi lascia lavorare in totale autonomia seguendo le indicazioni di massima e di sviluppo che ogni società deve avere e ogni proprietà deve dare, non penso ci sia un altro posto in Italia dove si possa lavorare in questo modo.
Fernando Gabriel Garnica (Virtus Aversa)

In ballo per la Finale – Ogni volta è come la prima. Vincere, stare lì, lottare per raggiungere la Finale con un gruppo di ragazzi che ha vissuto un anno molto difficile, in lotta con infortuni e situazioni complicate… avere portato questa serie a Gara 3 è una soddisfazione. Sono il nono giocatore più anziano di sempre in Serie A e sento ancora tanta voglia di andare avanti. Provo ad arrivare sul podio.
Livello su – È cresciuto tantissimo il livello della Serie A2, se uno guarda cosa è successo l’anno scorso in cui si lottava dal quarto posto in giù, quest’anno i primi tre posti si sono decisi all’ultima giornata, il quarto e il quinto con un turno d’anticipo, mentre a due giornate dalla fine cinque o sei squadre lottavano per non retrocedere. Questo è un bene per la pallavolo.
Kristian Gamba (Tinet Prata di Pordenone)

Il 3-2 su Brescia e la Finale Play Off – È stata una partita emozionante, come in Gara 1 i set sono stati indirizzati già dall’inizio. È stata una serie decisa soprattutto sul servizio. In casa loro siamo riusciti a battere bene, non siamo riusciti a ripeterci in casa, ma quando arriva una squadra con le spalle al muro ha sempre un’energia diversa. Bisogna sapersi immedesimare in quello stato d’animo per affrontare bene la partita. Quello che è successo al tie-break succede una volta a stagione se va bene, è stato un mezzo miracolo, dal 13-10 in battuta il nostro schiacciatore ha fatto due ace e un mezzo ace, ha tirato su la partita in modo spettacolare. Poi Prata è un palazzetto molto caldo, la gente vive per la pallavolo, gli spalti sono vicini, vedi i tifosi negli occhi, è una parte più che integrante di quello che facciamo.
Aversa o Pineto – Arrivati a questo punto, le squadre sono temibili tutte. Se dovessi scegliere, sceglierei Aversa semplicemente perché l’abbiamo battuta più volte. Pineto è la squadra che si è dimostrata più forte, ha già vinto qualcosa e noi abbiamo un conto in sospeso con loro… ma con Aversa abbiamo anche il vantaggio del fattore campo.








