After Hours, la SuperLega di notte
Travica, Zaytsev, Gargiulo, Russo, Lavie, Buchegger e Di Tommaso ospiti della ventottesima puntata di After Hours
La rimonta di Perugia sul campo di Civitanova e il 2-0 nella serie della Finale Scudetto, il “ritratto” dei rispettivi patron e di due tifoserie altrettanto appassionate tramite il racconto di due doppi ex, l’allungo di Modena contro Trento nella Finale Play Off 5° Posto Credem Banca. Ma anche la “magia” che ha portato Coppa CEV e Semifinale Scudetto a Piacenza, il lungo percorso di recupero di Daniele Lavia, il colpo di Prata di Pordenone sul campo di Pineto nella Finale Play Off A2.
Focus sull’attesa Finale Scudetto ma non solo, nella 28esima puntata della sesta stagione di After Hours, la SuperLega di notte, in onda ogni domenica alle 21.30 in esclusiva, gratuitamente, sulla piattaforma DAZN e in differita sul canale YouTube di Lega Pallavolo Serie A.
Ospiti della puntata numero 28 sono stati Dragan Travica (Gas Sales Bluenergy Piacenza), Ivan Zaytsev (MA Acqua S.Bernardo Cuneo), Giovanni Gargiulo (Cucine Lube Civitanova), Roberto Russo (Sir Susa Scai Perugia), Daniele Lavia (Itas Trentino), Paul Buchegger (Valsa Group Modena) e Simone Di Tommaso (Abba Pineto).
LE DICHIARAZIONI
Dragan Travica (Gas Sales Bluenergy Piacenza)

Perugia nei momenti che contano – In Gara 2 delle Finali Scudetto Civitanova ha avuto una grande occasione. Stava giocando la versione migliore della pallavolo che sa esprimere in queste situazioni contro una Perugia che secondo me sta entrando in forma nel momento più importante della stagione. Poi è girata la partita e qualcosa si è spento in casa Lube, mentre Perugia ha fatto quello che non aveva fatto in un primo set che l’aveva vista molto fallosa, con un cambio palla stranamente macchinoso e difficoltà di incidere in battuta. Queste squadre quando sentono la pressione del risultato tirano fuori qualcosa in più. Perugia ha dimostrato di essere vincente nella sua storia recente proprio perché ha questa differenza rispetto ad altre squadre top.
Piacenza, stagione da incorniciare – Abbiamo lavorato benissimo come gruppo, staff e tifosi. Di fronte a una marea di difficoltà più o meno gravi, unirci è stata la chiave di volta della nostra stagione. Ho vissuto tantissimi bei gruppi, punto tanto sullo spirito di gruppo e devo dire che quest’anno è stato uno tra i più belli della mia carriera. È difficile trovarsi così bene con tutti. Mi sono divertito da morire nelle trasferte, in spogliatoio, in campo, negli allenamenti, nelle cene, nei momenti di svago. Un gruppo di giovani seri e disciplinati, che avevano voglia di stare in palestra e migliorarsi con i propri caratteri e con i propri difetti: ci siamo sempre accettati e questo ci ha fatto migliorare. E poi c’era uno staff sempre molto positivo, molto competente anche nel lavoro fisico, nel recupero tra una partita e l’altra. Sono felicissimo di aver vinto la Coppa CEV perché era l’unica che mi mancava e questo gruppo mi ha fatto vivere una stagione veramente speciale.
Il pubblico di Perugia – Per me il pubblico di Perugia è numero uno, non ha eguali. Da avversario e da giocatore di Perugia dico che il loro è il miglior palazzetto in cui giocare.
Giulianelli e Sirci, patron “focosi” – Anche Giulianelli è un “bel vulcano”. Quando io e Zaytsev abbiamo giocato assieme alla Lube, era carico. Lo ricordo come un presidente molto incisivo, molto vulcanico, che prendeva la parola spesso e volentieri, soprattutto nei brutti momenti, come del resto fa Sirci. A volte è un bene, a volte un male, ma sono quelli che investono ed è giusto che facciano quello che vogliono, soprattutto nei momenti in cui c’è qualcosa che non va.
Gara 3 della Finale Scudetto – Secondo me la serie si chiuderà a Perugia.
Finché ce n’è… – Sette/otto anni fa giocavo a Padova, in un’amichevole a Schio vidi passare Zlatanov e Papi che da lontano mi dissero: “Drago, gioca, gioca…”. Ora mi ripetono le stesse cose: “Gioca, finché ti reggono le ginocchia. Anche con due antidolorifici al giorno, gioca”. Hanno ragione perché siamo fortunati, stiamo in un ambiente sportivo, abbiamo più tempo libero di una persona che lavora “in ufficio”. Certo, poi cambi città spesso e non volentieri, ma i vantaggi sono tanti; quindi, ascolterò il loro consiglio e finché l’altro ginocchio regge continuerò a giocare.
Futuro – Se dovessi rimanere nel mondo della pallavolo mi piacerebbe fare il dirigente, direi Direttore Sportivo o Team Manager: in quel lato del gruppo squadra mi sentirei competente. Non farei l’allenatore, non mi sento portato. L’anno prossimo? Rimango a Piacenza, come da contratto.
Ivan Zaytsev (MA Acqua S.Bernardo Cuneo)

Gli scudetti con Lube e a Perugia – Entrambi sono arrivati contro Perugia, uno al Pala Evangelisti che ora è Pala Barton Energy, e l’altro vinto in casa con una grande festa e la marea rossa della Lube che ha invaso tutta la città. Emozioni bellissime, come lo è stato lo Scudetto vinto a Perugia.
Pubblico e decibel – Anche a Cuneo c’è un bel numero di decibel, anche se non si combatte per gli Scudetti e non si ambisce ancora ai livelli di Perugia e Lube. Fra Perugia e Civitanova ci sono tante similitudini perché la gente è veramente pazza per la pallavolo in entrambe le piazze, seguono i risultati della squadra. La squadra deve entusiasmare il pubblico, noi siamo un po’ come attori a teatro: se fai una bella performance il pubblico ti segue e il palazzetto si “infiamma”.
Gara 2 fra Civitanova e Perugia – È stata una partita molto tesa, mi è piaciuto il modo in cui la Lube è entrata in campo: si vedeva che erano focalizzati, che credevano davvero in un tentativo di reazione dopo una Gara 1 complicata. La partita è girata nel finale del secondo set, quando all’improvviso tutti hanno commesso qualche errore di troppo. Non è stato più che altro un aspetto tecnico, quanto mentale. Giocare contro una Perugia così solida, così precisa, così cinica, così ben organizzata, è veramente difficile per chiunque. Dal 18-14 del secondo set Perugia è stata molto più quadrata, più attenta ad aggiustare delle imprecisioni, comprese le poche di un Giannelli che mi è piaciuto tanto nella gestione della partita. Perugia ha in più un Ben Tara che sta facendo una serie di finale straordinaria. Nella Lube una menzione di merito ad Eric Loeppky, che ha giocato una serie di semifinale di livello e anche in Gara 2 è stato il più costante; Nikolov e Bottolo, invece, hanno avuto dei momenti di calo che hanno pesato nel corso della partita.
Giulianelli e Sirci – Sono persone emotive ed estremamente vere e sincere, che hanno pochi filtri quando ti devono dire qualcosa. Quando Giulianelli entrava nello spogliatoio chiedendo silenzio, c’era da abbassare le orecchie e rimanere ad ascoltare. Sono persone che amano questo sport e investono: avercene di presidenti così…
Pronostico per Gara 3 – L’inversione di tendenza a partire dal finale di secondo set fa parte di un approccio mentale diverso tra le due squadre. Gli equilibri si sono spostati tanto domenica e quindi è molto probabile che in Gara 3 sarà sicuramente difficile per la Lube, per quanto i Play Off siano serie emozionali e non scontate. Se qualche giorno fa avevo detto che, a livello percentuale, Perugia era avanti 51-49, ora direi 90-10.
Perugia al top fisicamente – Stanno bene entrambe le squadre, di Perugia saltano all’occhio una qualità e una costanza maggiori anche in virtù del risultato, ad esempio qualche murata di Ben Tara che ha toccato tanti palloni nel finale del secondo set. Ma Ben Tara può essere impressionante così come possono esserlo Nikolov o Gargiulo. Entrambi i preparatori stanno svolgendo un ottimo lavoro.
Futuro – Giocherò finché ne avrò, altri quattro o cinque anni a meno che non succedano cose strane. Ma per il momento sto sfogliando la margherita.
Giovanni Gargiulo (Cucine Lube Civitanova)

Il blackout sul 18-14 – Loro hanno cominciato a spingere un po’ di più, noi probabilmente abbiamo mollato. Eravamo in vantaggio anche nel secondo set, ma ci è mancato qualcosa. C’è da fare un plauso a Perugia perché sono rimasti aggrappati alla partita, ma probabilmente noi gli abbiamo dato una grossa mano.
La bravura di Perugia nel rimanere in partita – Perugia è una squadra che è abituata a giocare finali, non è mai da dare per morta. Non hanno mai lasciato andare la partita, hanno approfittato del momento in cui noi invece abbiamo avuto un attimo di calo e sono rimasti lì riuscendo a ribaltare il risultato. E gli altri set hanno seguito più o meno lo stesso copione.
Muro a secco – Stanno ricevendo bene, poi Giannelli con la palla in testa è difficile da leggere. Si fa quello che si può. Se poi ci si mette anche Russo che “mi usa”, diventa tutto più complicato.
Civitanova e i Play Off, questione di mentalità – Come diceva Lavia non abbiamo fatto una Regular Season ai soliti livelli di Civitanova, incontrando molte difficoltà durante l’anno. Ma, come dice Nikolov, una volta che si arriva ai Play Off Civitanova si trasforma. Anche se i giocatori cambiano nei momenti importanti c’è un cambio di marcia a prescindere da chi veste questa maglia.
Roberto Russo (Sir Susa Scai Perugia)

18 giorni senza giocare – Essendo abituati durante tutta la stagione a giocare ogni tre giorni, passare più tempo in palestra non è stato proprio difficile, ma una situazione nuova. Lo staff ha gestito bene i carichi e la durata degli allenamenti e il tempo passato in palestra è servito per prepararci al meglio.
L’ultima Finale Scudetto di Colaci – È sempre il Max Colaci che conosciamo, dentro un po’ gli dispiace anche che sia l’ultima, però è molto concentrato per provare a vincere queste sue ultime competizioni.
Sorridere, sempre – L’atteggiamento fa tanto, se fai fatica a livello tecnico e poi abbassi la testa diventa difficile. A questi livelli non puoi perdere tempo a esser triste, anche a Civitanova in alcuni momenti c’erano facce un po’ “giù”, ma se ritrovi il sorriso tutto viene da sé.
Ben Tara in grande spolvero – Lui è un grande lavoratore, in sala pesi fa cose che noi umani non siamo in grado di capire. Quando tocca la palla ancora sta salendo, questo a volte in qualche partita è stato un difetto, perché a volte ti passano sotto le ascelle, però domenica ha dato una grandissima mano.
Il ritorno di Loser dall’infortunio – È forte, c’è poco da dire. Secondo me prima dell’infortunio era il centrale più forte del campionato. Si stava allenando da un po’ e sicuramente per questo finale di stagione ci potrà dare una mano.
Daniele Lavia (Itas Trentino)

Finale Scudetto di alto livello – Non mi piace molto guardare le Finali degli altri, meglio giocarle: non esserci mi rode. Il livello è da Finale, sono due squadre incredibili che hanno meritato di giocarla. Civitanova ha fatto un campionato non proprio al suo livello, ma nelle partite che contavano si è dimostrata la solita Civitanova. Perugia invece è stata costante tutto l’anno.
Mendez – Marcelo è una è una persona d’oro, fuori dal campo è sempre disponibile in qualsiasi veste. Quando parte il fischio d’inizio però cambia atteggiamento e viene fuori la sua passione argentina. Però è il suo metodo, sicuramente mette grinta nell’allenamento e ti fa stare sempre concentrato.
I troppi infortuni – È stata una stagione sfortunata, a partire dal mio infortunio in estate. Questo non ha aiutato Michieletto, perché con entrambi a disposizione avremmo potuto fare qualche giro di riposo in più. Poi si è fatto male anche lui. Continuo a dire: “Non vedo l’ora che finisca la stagione perché ogni allenamento può succedere qualcosa”. Però sono contento, perché dagli allenamenti riusciamo a portare qualcosa a casa, ognuno mette grinta e presenza.
Riprendere il ritmo – Sono stato fermo cinque mesi, poi sono tornato un mese e mezzo e sono stato fermo altri 20 giorni. Quando stai fermo tanto tempo, prendere il ritmo è sempre difficile. Sto lavorando tanto sia a livello fisico sia a livello tecnico e son contento di come sto procedendo. Sarà lunga? Amen. La pazienza non mi manca, così come la voglia di tornare ai miei livelli.
Il lavoro mentale – A livello mentale ho fatto un lavoro incredibile. Sono stato veramente male, dopo l’infortunio alle dita non sapevo se sarei tornare a giocare. Ho lavorato tanto a livello personale e fisicamente ho fatto un grande lavoro aerobico, il mio preparatore mi ha fatto fare moltissimi chilometri.
Gara 2 dei Play Off 5° Posto – Sarà una battaglia, sappiamo che loro battono forte, lo hanno già dimostrato in Gara 1. Noi non abbiamo la nostra miglior linea di ricezione, però cerchiamo di mettercela tutta. Loro sono avvantaggiati in casa loro, col loro pubblico, però non gliela regaleremo.
Il potenziale in battuta – Negli ultimi anni ci sto lavorando tanto e si vede, prima il mio obiettivo era non sbagliare, ora non mi pongo limiti. La gioco più sulla precisione, sulle variazioni. Lo stop non mi ha aiutato però continuo a lavorare.
I trascorsi con Di Tommaso – Io e Simone avevamo veramente un ottimo rapporto da compagni di squadra e a vederlo come allenatore per me è strano. In realtà spesso lui si allenava perché doveva allenare me. E poi giocavamo una pipa di alto livello… eravamo belli carichi.
Perugia-Civitanova: pronostico per Gara 3 – Civitanova è una grande squadra, anche se non ha fatto un ottimo campionato e nei Play Off ha incontrato prima noi ai Quarti, che stavamo vivendo un momento non semplice (per giocarti queste partite devi avere tutta la squadra al 100%) e in Semifinale Verona che è arrivata un po’ scarica. Per allungare la serie dovevano giocarsi bene Gara 2, credo che Perugia chiuderà il discorso in Gara 3, non dico nettamente ma quasi.
Programmi e Nazionale – Per tutto maggio saremo a Trento ad allenarci. De Giorgi vuole lasciarci questo periodo libero. Credo che inizierò più avanti per la “seconda tappa”. Ma sono stato fermo troppo tempo, voglio ricominciare.
Paul Buchegger (Valsa Group Modena)

Il lavoro sul servizio – Giuliani mi ha dato la libertà di tirare. A inizio set chiede di fare tante variazioni o puntare su un giocatore, mentre a me ha chiesto di fare la mia miglior battuta.
Il peso del pubblico di Modena – È stata una stagione positiva, meglio di quanto ci aspettassimo all’inizio e di quanto si aspettasse il pubblico. Siamo stati bravi a “conquistare” subito il pubblico, sappiamo che a Modena i tifosi ci tengono e ogni tanto si arrabbiano con la squadra. Abbiamo creato un buon rapporto con loro ed è stato veramente bello giocare al PalaPanini. Speriamo di concluderla bene.
Su Ben Tara e Giannelli– Secondo me Ben Tara sta giocando bene in attacco, ha una buona connessione con Giannelli. In battuta ogni tanto soffre un po’, forse anche lui deve pensare di meno e tirare più forte.
Gara 3 delle Finali Scudetto – Sarà difficile per Civitanova vincere a Perugia in Gara 3, dovranno giocare veramente bene per “girare” questa Finale.
Lottare per la salvezza – Quando vinci due partite in un anno è veramente tosta, si crea malumore, ti guardi a destra e sinistra cercando colpevoli. È difficile non mollare. A Catania avevamo un bel gruppo, ma si fa difficile quando perdi 15 partite di fila.
Prossimo anno a Verona, ma… – Vorrei prima finire bene con Modena, parlare di Verona è ancora troppo presto.
Simone Di Tommaso (Abba Pineto)

L’1-3 con Prata – Noi abbiamo iniziato molto male, Prata il contrario. Venivamo da una serie lunga ai Quarti di Finale, una serie lunga da tre in Semifinale, mentre Prata era stata brava a chiudere Quarti e Semifinali in due gare, quindi è venuta qui sicuramente con un po’ più di freschezza. Questo però non è sufficiente per giustificare il nostro approccio al match, sotto lo standard che dobbiamo garantire se vogliamo portare avanti la serie e dire la nostra. Dispiace perché in casa avevamo avuto sempre un impatto importante almeno da un punto di vista agonistico, poi alcune cose tecnicamente le aggiustavamo nel corso della partita. Stavolta siamo mancati sia da un punto di vista agonistico sia da un punto di vista tecnico. Questo ha dato il là a Prata per giocare in scioltezza. Abbiamo avuto modo di rientrare nel match vincendo il secondo set, anche nel quarto eravamo avanti di diversi punti ma non siamo stati al livello. Partire con una vittoria sarebbe stato importante, facendo rispettare il fattore casalingo, ma pensiamo già a Gara 2.
La carriera da allenatore – Ho accantonato un percorso di alto profilo nel beach volley per entrare nel volley indoor. Nell’ultima stagione a Pineto le cose sono andate molto bene. Questa era la carriera che volevo, ho studiato per essere subito pronto ad allenare appena finita la carriera da giocatore. Sono all’inizio, sono abbastanza giovane, ma ho tanta voglia di continuare a scalare categorie e risultati.
Allik, stagione finita – In Gara 3 dei Quarti di Finale ha riportato la frattura del radio, fortunatamente composta, ma ha un mese di gesso.
Come si vince a Prata – Ci siamo detti tante volte quest’anno che la vittoria indicava qualcosa, ma non ci identificava come imbattibili. Adesso aver perso una partita, offrendo una brutta prestazione, non ci identifica come una squadra in crisi, né come una squadra arrivata. E non identifica Prata come una squadra imbattibile. Ribadisce che Prata è fortissima. In Gara 1 Prata si è dimostrata più forte di noi, ma è una partita, la serie è lunga e dobbiamo cercare di archiviare questa sconfitta come una brutta prestazione che non dice tanto di più. Certo, manca Allik e abbiamo già giocato 37 o 38 partite, oltre ad avere una rosa più corta. Ma se cerchiamo alibi sarà ancora più difficile andare a vincere a Prata.
I modelli – Ho avuto la fortuna di vedere lavorare Lorenzetti e Piazza. Due allenatori che hanno stili differenti, ma io sono giovane, è giusto avere esempi ma anche che rimanga autentico ed esprima il mio modo di allenare.
Come dalla A2 si guarda alla SuperLega – Ho un centrale, Trillini, che sta facendo una grandissima stagione e gli ho fatto vedere dei video di Loser. Ma l’ho fatto anche con i palleggiatori o gli schiacciatori. I ragazzi della mia squadra vedono partite, ho una squadra molto appassionata di pallavolo che segue anche la A3. Molto di quello che abbiamo fatto quest’anno è merito del loro trasporto.








