After Hours, la SuperLega di notte
Giannelli, Podrascanin, Falaschi, Scopelliti, De Santis e Lisi ospiti della ventinovesima puntata di After Hours
La cavalcata vincente di Perugia verso lo Scudetto, il terzo della sua storia e l’attesa per la Final Four di Champions League, in programma il prossimo weekend a Torino. L’orgoglio della finalista dei Play Off Scudetto, Civitanova. La promozione in SuperLega Credem Banca di Tinet Prata di Pordenone e il duello per la salita in A2 tra Reggio Calabria e Belluno. Ma anche l’importanza di trovare un equilibrio tra vita e risultati, il valore dell’esempio quotidiano, e l’annuncio del ritiro dall’attività agonistica di Marco Falaschi.
Non solo spunti agonistici, ma anche emozioni profonde nella 29esima puntata della sesta stagione di After Hours, la SuperLega di notte, in onda ogni domenica alle 21.30 in esclusiva, gratuitamente, sulla piattaforma DAZN e in differita sul canale YouTube di Lega Pallavolo Serie A.
Assieme a Marco Falaschi (Yuasa Battery Grottazzolina), ospiti della puntata numero 29 sono stati Simone Giannelli (Sir Susa Scai Perugia), Marko Podrascanin (Cucine Lube Civitanova), Simone Scopelliti (Tinet Prata di Pordenone), Saverio De Santis (Domotek Reggio Calabria) e Federica Lisi.
LE DICHIARAZIONI
Marco Falaschi (Yuasa Battery Grottazzolina)

Il futuro e l’annuncio – Non c’è un modo giusto o sbagliato di dire le cose. Intanto ho deciso di dirlo qui, come se fosse a casa mia, perché After Hours è la casa della pallavolo e la pallavolo è casa mia. Lo dico col cuore. Ed è quest’ultimo che mi ha dato un segnale e mi ha detto che devo terminare l’attività agonistica. Probabilmente sarò in giro, ma non più con una maglia da gioco.
Visualizza questo post su Instagram
Lo Scudetto alla squadra migliore – Credo abbia vinto la squadra migliore. Ritengo che Perugia abbia avuto tutte le carte in regola per riuscirci, per rosa e struttura. È una squadra fatta per vincere e lo ha fatto. Nel mezzo c’è stata la parentesi di Verona, che ha sorpreso un po’ tutti, perché fino a metà campionato ha giocato veramente bene, poi alla lunga è venuta fuori Perugia con tutto il suo repertorio. Onore a Perugia, ma onore anche alla Lube che ha eliminato una Verona che tutti davano già in Finale. E lo ha fatto superando una serie di problemi che si erano riflessi nel sesto posto finale nella Regular Season.
L’esperienza nelle partite importanti – Secondo me in Semifinale Civitanova ha speso tanto per ribaltare la serie con Verona, anche se non credo siano arrivati scarichi: in Finale Scudetto le forze le tiri fuori. Forse è mancata un po’ di abitudine a giocare queste partite, ma direi che Perugia ha giocato meglio a pallavolo. Anche in Gara 3, quando era sotto 1-0 e 20 a 14 nel corso del secondo set, continuavo a puntare su Perugia: ha dimostrato di stare lì nei momenti difficili ed è quello che più serve in queste serie.
Forzare o non forzare – C’è sempre più l’esasperazione della battuta. Eppure, fa strano vedere, in Gara 3, che Ben Tara ha fatto il break quando ha gestito un po’ di più la battuta, permettendo ai suoi di rientrare e vincere il set e poi la partita. Inoltre, rispetto al passato, emergono sempre più le grandi doti fisiche.
Il giusto mezzo – L’allenatore a volte deve essere come un padre, a volte un generale che bacchetta e cerca di far capire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Lorenzetti ha detto una cosa sacrosanta: bisogna stare vicini ai ragazzi ma non troppo.
Boninfante e le voci di mercato – A me darebbero fastidio, ma siamo professionisti e si va avanti. Si cerca di far passare prima possibile il fastidio che a volta dura una settimana, a volte due e a volte un mese. Però ogni giorno c’è allenamento e ogni tre giorni, spesso, la partita. Lui è stato molto bravo quest’anno, ha fatto un grande passo avanti.
La Final Four di Champions League a Torino – L’ostacolo più complicato per Perugia? Io intanto arriverei in Finale, poi vediamo… Zawiercie ha appena vinto lo Scudetto in Polonia, battendo il Lublin. La squadra che ha eliminato Civitanova tanto scarsa non era. Ma anche lo Ziraat è una bella squadra, in Turchia stanno investendo tanto sia nel maschile sia nel femminile, ma speriamo che Perugia possa trionfare, lo speriamo tutti per la pallavolo italiana, perché lo merita Perugia e lo meritiamo tutti.
Simone Giannelli (Sir Susa Scai Perugia)

Complimenti a Civitanova – Sono contento dell’epilogo, non è mai scontato vincere in Italia. Nei Play Off non abbiamo perso neppure una partita, ma è stata molto dura, anche contro Civitanova che ha fatto veramente qualcosa di incredibile. La Lube ha fatto un’annata così così, soffrendo un pochino, ma è riuscita a uscirne. Come società e giocatori, Civitanova riesce sempre a tirar fuori il meglio da tutti i componenti che ha.
La gestione dei momenti difficili – È il terzo anno che questo gruppo è insieme e tutti i gruppi si costruiscono nel tempo. In questo ciclo abbiamo avuto vari momenti in cui abbiamo imparato da esperienze che sono andate male, che sono andate bene o che sono andate bene ma nelle quali c’era qualcosa che non ci era piaciuto. Siamo stati bravi a interpretare quello che è successo, grazie ovviamente Lorenzetti e alle sue letture straordinarie, insieme al suo staff. Siamo stati bravi a rimetterci in gioco, migliorando sempre qualcosa, come la gestione dei momenti sul punto a punto, specie quando c’erano cose che non andavano bene a livello tecnico. Abbiamo imparato a soffrire e lo abbiamo fatto anche nell’ultima partita davanti al nostro pubblico, quando le cose stavano iniziando ad andare malino’ Come l’anno scorso, quando eravamo 2-0 con Civitanova, Bottolo in battuta ha iniziato a tirare ai 130 all’ora sulle righe, Loeppky pure. L’anno scorso non eravamo stati in grado di rispondere, quest’anno invece sì. Un passo avanti che abbiamo fatto.
Colaci, non è ancora finita – Ho condiviso tanto con lui fra Trento, Perugia e Nazionale: sono stato felicissimo di vederlo vincere lo Scudetto ancora una volta, da protagonista e ricevendo un premio come Credem Banca MVP delle Finali Scudetto più che meritato. Siamo stati tutti felicissimi per lui, fare quello che sta facendo alla sua età è qualcosa di pazzesco. Certo, non salta, glielo dico sempre. Lui è un visionario, è incredibile. Ha detto: “Vinco lo scudetto e mi ritiro”. Se lo merita, ha avuto una carriera straordinaria, ha un grande palmares e ha garantito una costante presenza anche fuori dal campo, per tutti i gruppi con cui ha giocato. Sono orgoglioso di aver condiviso una parte della mia carriera con lui. Ma non è ancora finita…
Secondi tocchi preziosi – Contro squadre che battono molto forte, quando la palla viaggia a certe velocità in certi punti del campo ed è difficile ricevere bene, i secondi tocchi fanno la differenza. Passi dal buttare la palla di là al costruirti un gioco tuo, essere padrone del tuo destino. Questo ci ha aiutato.
L’estate di Simone – Prima c’è la Champions League, poi si vedrà…
A Falaschi – In bocca al lupo a Marco: ha avuto una carriera importante e lunga, dimostrando tanto anche negli ultimi anni, ovunque tu sia andato.
L’equilibrio fra vita e risultati – Nella mia vita ho sempre cercato un equilibrio tra risultati e vita quotidiana. Penso che spesso si stia troppo a guardare l’epilogo, se vinci o se perdi, e giudicare tutto in base a quello, perché la società è fatta così e ai bambini si raccontano solo le storie dei grandi giocatori di tutti gli sport che hanno vinto mille trofei. Io sono sempre stato più orientato a capire come arrivare e come valorizzare il mio percorso. Reputo superficiale basare le emozioni solo in base all’andamento di un campionato di pallavolo. Anche quando vinco, dopo le partite, cerco sempre di evitare commenti troppo euforici, sono più contento di quello che faccio ogni giorno assieme ai compagni e alle persone cui voglio bene e che mi sostengono, senza pensare a tutte le cose che si dicono quando si vince.
Marko Podrascanin (Cucine Lube Civitanova)

Brava Perugia – Per noi quest’anno è stato costellato di alti e bassi. Nel rush finale abbiamo fatto il massimo, entrando in Finale e confermando un posto in Champions League per il prossimo anno. Ho fatto i complimenti di cuore a Perugia, hanno meritato di vincere avendo dominato dalla prima all’ultima giornata. Nei Play Off hanno vinto tutte le partite. A me piace la frase “Le finali non si giocano, si vincono”. Ma stavolta non c’è stata storia, loro hanno meritato di vincere e noi dobbiamo accontentarci del secondo posto.
Con Zawiercie momento peggiore – Concordo con Beppe Cormio, sulla Champions League avevamo puntato veramente tanto. In Regular Season siamo arrivati sesti, in Champions League, contro lo Zawiercie, potevamo fare qualcosa in più che perdere due partite per 3-0, soprattutto quella in casa.
La differenza con Perugia – La differenza l’ha fatta l’esperienza di giocare partite importanti, nelle quali ogni palla conta. È un gruppo che da qualche anno sta vincendo tutto e anche quest’anno sono stati la squadra da battere. A noi è mancata la lucidità nel finale di alcuni set in Gara 2 e Gara 3. Lì rimane il rammarico, ma anche se avessimo vinto una partita credo che Perugia avrebbe chiuso la serie alla quarta gara.
Discussioni e unità – È stato un anno difficile e siamo stati veramente bravi perché le cose negative le abbiamo tenute nello spogliatoio. Abbiamo risolto tra uomini tante discussioni, sia fra noi sia con la società. Solo il 10% della negatività è venuta fuori. Per tutto l’anno non abbiamo espresso mai il livello di gioco che volevamo ma abbiamo messo in campo unità, bravura e la voglia di dimostrare che la Lube è una grande società.
L’equilibrio tra vita e risultati – Quanto ha detto Simone Giannelli è una parte importante del nostro sport, si sente che da anni lavora con Lorenzetti: questa è la sua mentalità. Mi sento fortunato a essere stato allenato per tre anni a Trento da Angelo, ho imparato molte cose, non solo pallavolisticamente ma anche relative ad aspetti più profondi della vita e dell’amicizia. L’esempio che diamo a compagni, tifosi e figli è molto più importante che vincere uno Scudetto o alzare una Coppa. Quando sai che sei di buon esempio per tutti, sei felice.
Futuro da scrivere – Nei Play Off ho dimostrato quello che mi sentivo dentro e mi mancava un po’ da mesi, questo mi fa riconsiderare il mio futuro.
Simone Scopelliti (Tinet Prata di Pordenone)

Sul ritiro di Falaschi – Mi spiace che non saremo avversari l’anno prossimo. Ma è stato un onore giocare assieme a Castellana Grotte, anche se per un anno solo e in una stagione un po’ sfortunata.
Promosso in SuperLega – È stata una serie incredibile, non avremmo mai pensato di poterla chiudere in tre gare. Qualche infortunio di Pineto ha sicuramente pesato sul risultato, ma siamo arrivati a questi Play Off determinati e in forma. E voglio ringraziare compagni, staff e società tutta perché ci hanno fatto arrivare a fine stagione, quando contava, in uno stato di forma invidiabile. L’anno scorso non c’eravamo riusciti, dopo aver dominato un campionato di A2. Quest’anno, perciò, la vittoria ha ancora più valore.
La tensione e l’orgoglio – C’era tanta tensione, soprattutto perché siamo arrivati spesso a un passo da questo obiettivo, facendo bene durante la stagione per poi veder sfumare il sogno all’ultimo. Non ci aspettavamo di vincere 3-0 e giocare così bene la serie, come tutto il percorso Play Off. Ha vinto la società, hanno vinto i tifosi, i giocatori. Nei campionati minori la pallavolo è sempre stata uno sport di provincia. Qui c’è gente che ha giocato in questa società e ora è passata a livello dirigenziale, gente che non ha mai mollato e ha investito su di noi: essere cittadino di Prata, ora, è ancora più bello.
La prossima stagione – Sarebbe bello continuare, ci sono dinamiche particolari da considerare, perché la vita non è solo pallavolo. Potrebbe esserci un accordo, valuteremo con la società se proseguire o meno. Per me sarebbe un onore.
Un in bocca al lupo a Reggio Calabria – Non mollate, perché siete forti e lo avete dimostrato. Poi chi gioca per la propria terra ha sempre una marcia in più, voi avete l’onore di farlo.
Saverio De Santis (Domotek Reggio Calabria)

La sconfitta a Belluno e “quel” secondo set – Loro sono una grandissima squadra, siamo stati avanti nel secondo set ma ci hanno rimontato e ne sono usciti vincitori loro. Da lunedì torniamo in palestra per dare quel qualcosa in più che ci permetterà di raggiungere un sogno, desiderato da Reggio Calabria, da me e dai miei compagni.
Belluno al top a muro e in difesa – Loro hanno preparato la partita molto bene, ci hanno toccato tante volte a muro e hanno difeso bene, sono una squadra molto quadrata. Noi potevamo dare qualcosa in più in tutti i fondamentali; loro sono stati migliori di noi in questa occasione.
Federica Lisi
La prima tifosa di Alessandro Bovolenta – Avere un figlio che gioca è quasi come se giocassi tu. Ho avuto l’adrenalina da diversi giorni prima del ritorno della Finale di CEV Cup, sapevo quanto ci tenessero lui e la società, ma anche noi da casa siamo partiti in modalità ultras con magliette e trombette. Piacenza è una seconda casa, quindi ho ritrovato tanti amici. E adesso si riparte, dopo le belle esperienze andiamo dove ci porta il cuore.
Sport, comunità e futuro – Oltre a stare assieme, ci tengo ad aiutare qualcuno attraverso questi tre giorni. Da soli si può fare poco o niente, assieme si può fare tutto. Dopo aver aiutato la Romagna alluvionata, mi sono affiancata agli Angeli del Fango di Ravenna. E quest’anno abbiamo sposato il tema della dislessia. Sto vivendo da tempo questa che non è né una problematica, né una diversità (ma c’è ignoranza perché se ne parla poco) organizzando delle situazioni per stare assieme e portare la tematica a livello nazionale.
Il Bovelix di luglio a Marina di Ravenna – Dopo sette anni, su richiesta dai miei figli, ho ripreso in mano questa festa della pallavolo, un incontro di tutti gli amici che lo sport ha la fortuna di darti. Ma non ci si vede mai, per cui decidiamo una data per rivederci tutti insieme. C’è bisogno di far sentire valori come la famiglia, gli amici e l’amore che ci lega.








