l palleggiatore classe 2007: «Milano, una sfida che non vedo l’ora di vivere».

Allianz Milano apre un nuovo capitolo del proprio futuro annunciando l’ingaggio del giovane palleggiatore Simone Porro, talento classe 2007 pronto al suo esordio in SuperLega.Un innesto che guarda lontano, ma che si inserisce anche nel solco di una storia già scritta in famiglia: Simone segue infatti le orme del fratello maggiore Paolo Porro, oggi protagonista in maglia azzurra alla VNL e già regista di riferimento del club milanese fino alla stagione 2024/25, prima del passaggio a Piacenza. Un legame che si intreccia con la recente tradizione della società, che proprio a Milano ha visto crescere e consacrarsi giovani palleggiatori di alto livello, come Riccardo Sbertoli e Paolo Porro, dei quali Simone è chiamato a raccogliere, almeno idealmente, l’eredità, arrivando giovanissimo in un contesto di altissima competizione.

Per Porro si tratta di un passaggio importante dopo le esperienze tra Serie A2 e giovanili di alto livello, in un percorso che lo ha visto emergere come uno dei prospetti più interessanti del volley italiano, nonostante un’ultima sfortunata stagione a Siena, iniziata soltanto a gennaio a causa dell’iniziale e provvisoria mancata idoneità fisica durante le visite mediche.



Simone Porro è considerato un talento predestinato della pallavolo italiana. Tre fratelli in SuperLega rappresentano davvero un unicum e anche negli altri sport si tratta di casi eccezionali: nel calcio i fratelli Pellegrini (Luca, Davide e Stefano) negli anni Ottanta e oggi gli Esposito (Salvatore, Sebastiano e Francesco Pio), seppur mai contemporaneamente in Serie A; i cinque Sentimenti, ormai quasi un secolo fa; nel basket gli Alibegović e i De Nicolao; nel canottaggio Giuseppe, Carmine e Agostino Abbagnale; nella pallanuoto Francesco, Andrea e Carlo Di Fulvio. A onor del vero, nella pallanuoto ci sono stati anche i quattro fratelli Postiglione: Stefano, Marco, Antonello e Nino.


Tornando ai Porro, con Paolo e Luca (già campione del mondo) attuali protagonisti in azzurro nella VNL, ci sono un paio di curiosità che forse non tutti ricordano legate a Simone. Nel 2019, durante la storica vittoria dell’Italia Under 19 ai Mondiali, con Paolo capitano e palleggiatore, il dodicenne Simone si fece notare come “baby telecronista” della diretta streaming organizzata dalla Colombo Volley Genova. Il suo commento tecnico ricevette anche una menzione sulla Gazzetta dello Sport. Dal microfono al campo, ha poi confermato il suo talento. Nel 2023 ha vinto l’Europeo Under 17 da MVP e miglior palleggiatore, affermandosi come uno dei prospetti più interessanti del movimento italiano. Nello stesso anno ha conquistato anche il titolo italiano Under 20 di beach volley in coppia con un altro giovane talento del palleggio, Bryan Argilagos.

Per Simone Porro si apre ora la sfida della SuperLega con la maglia di Allianz Milano, in un gruppo guidato da coach Guillermo Falasca e con la presenza di un punto di riferimento esperto come Santiago Orduna, chiamato a condividere il ruolo e a trasmettere esperienza al giovane regista.Abbiamo chiesto al nuovo giocatore di Allianz Milano le sue prime impressioni.



La prima domanda è d’obbligo: non sei il primo Porro e neanche il primo Porro palleggiatore ad arrivare a Milano e in SuperLega. Cosa ti ha detto tuo fratello Paolo?

«Paolo mi ha parlato molto bene di Milano, della società e dell’ambiente. Lui conserva ricordi bellissimi dei suoi quattro anni lì e questo per me è stato un punto importante. Le sue parole hanno avuto un peso, mi hanno dato sicurezza e motivazione in più per scegliere questa strada».


Per te sono giorni importanti anche fuori dal campo, con la maturità. Hai già scelto un percorso universitario da abbinare alla SuperLega? Che cosa ci racconti di Simone fuori dalla pallavolo?

«Sì, è un periodo intenso perché sto affrontando la maturità. Sto studiando molto e voglio chiudere bene questo capitolo. Dopo vorrei proseguire con un percorso universitario in psicologia, una materia che mi affascina tanto. Mi interessa soprattutto la parte legata alla mente e alla gestione delle persone, ma chiaramente l’impegno dovrà essere tutto compatibile con i ritmi della pallavolo di alto livello».


Hai già avuto modo di parlare con coach Guillermo Falasca? Che obiettivi vi siete dati per la prossima stagione?

«Sì, ci siamo già confrontati. L’obiettivo principale per me è crescere, soprattutto dopo una stagione in cui non ho potuto esprimermi al meglio. Sono molto motivato, ho tanta voglia di lavorare e di migliorare ogni giorno. Non vedo l’ora di iniziare».



Dividerai il ruolo con un veterano come Santiago Orduna, che ha già fatto crescere altri giovani palleggiatori, come Boninfante a Civitanova. Cosa ti aspetti da questo rapporto?

«Per me sarà una grande opportunità. Orduna è un palleggiatore che stimo molto e dal quale posso imparare tantissimo. Spero di poter assorbire più consigli possibile, sia in allenamento sia in partita. Sarà un percorso di crescita importante».


Un ultimo messaggio ai tifosi di Allianz Milano?

«Non vedo l’ora di entrare a far parte di questa famiglia. Ho sempre visto il tifo da fuori e ora sarà diverso. Voglio conoscere i tifosi e vivere il palazzetto insieme a loro. Li aspetto al palazzetto».