C’è chi guida dalla cabina di regia a suon di palleggi. Chi con attacchi roboanti. E chi con l’esempio silenzioso delle difese impossibili e delle ricezioni capaci di reggere l’equilibrio di un’intera squadra. Nel Belluno Volley, il volto di questa solidità porta il nome di Nicolò Hoffer, libero e fra i punti di riferimento di un gruppo che si prepara ad affrontare l’ultimo derby veneto della stagione regolare: domenica 1 febbraio (ore 18), a San Donà di Piave, contro la Personal Time.
AGGIUSTAMENTO TATTICO – La fotografia più recente è quella della sfida sfuggita di mano, alla VHV Arena, contro la capolista Conad Reggio Emilia: «Il livello richiesto per arrivare in fondo a questo campionato è molto alto – analizza – ma non dobbiamo farci problemi, né interrogarci troppo su come raggiungerlo. Siamo lì, vicini. Ora è necessario solo riorganizzarsi e recuperare le energie. Poi, qualora in futuro affrontassimo ancora Reggio, basterà adottare qualche aggiustamento tattico».
GAP – L’ex Brescia riavvolge il nastro. E torna col pensiero a sabato scorso: «Ci hanno messo in difficoltà su una fase del gioco che ultimamente avevamo sempre interpretato al meglio, come il cambio palla. In più, abbiamo faticato in ricezione». L’analisi è chiara e asciutta, ma non scalfisce le certezze del collettivo: «Il gap tra noi e la Conad non è così marcato. Nell’ultimo faccia a faccia hanno espresso un’ottima pallavolo e sono cresciuti rispetto all’andata. Tuttavia, non è il caso di disperare, anzi».
RISORSE – Ora lo sguardo si sposta sul taraflex di San Donà, dove i rinoceronti se la vedranno con una Personal Time in crescita. «Mi aspetto una partita impegnativa, a maggior ragione fuori casa e in un palazzetto complicato – avverte Hoffer –. Affronteremo una compagine che ha ritrovato fiducia ed è stata rafforzata grazie all’innesto di un nuovo opposto come Cavasin. Scordiamoci la formazione vista a Belluno lo scorso novembre: dovremo prendere questo impegno con la massima serietà e mettere in campo tutte le nostre risorse, anche per crescere come squadra».
FIENO IN CASCINA – La parola chiave non può che essere “continuità”: «Ogni tappa di Serie A3 è fondamentale per affacciarci nelle migliori condizioni possibili alla fase finale». E il percorso si intreccia pure con la Coppa Italia, in cui i biancoblù hanno già raggiunto la semifinale. Ma anche qui Hoffer frena ogni distrazione: «La coppa è il primo dei nostri obiettivi stagionali. In questo momento, però, non dobbiamo proiettarci sulla competizione parallela al campionato, bensì continuare a lavorare con il focus rivolto alla regular season. E cercare di mettere in cascina più fieno possibile».
RADICI – Classe e carattere, ma anche radici che parlano la stessa lingua delle Dolomiti. Nato a Soave, in provincia di Verona, Hoffer è cresciuto in Trentino e, all’ombra del Serva, ha trovato una dimensione familiare. «Arrivo dalle montagne anch’io, qui mi sento a casa. È il mio habitat naturale. Senza considerare che mi trovo benissimo con coach Vincenzo Mastrangelo, con i compagni e una società davvero molto seria. Nessun dubbio, qui ci sono le carte in regola per portare a termine un lavoro di alto profilo e provare a raggiungere gli obiettivi prefissi all’inizio dell’annata».








