Il Belluno Volley stacca il pass per la finale playoff di Serie A3 Credem Banca, al termine di una maratona pallavolistica, chiusa con il successo al Golden set contro l’ErmGroup Altotevere San Giustino. E, dentro una sfida così lunga e logorante, emerge la storia di Nicolò Hoffer: il libero che ha stretto i denti, ha accorciato i tempi di recupero e si è rimesso al centro della scena.
SFIANCANTE – «È stata una gara sfiancante, tostissima. Come quella d’andata – racconta a fine match -. San Giustino è una squadra che lotta su ogni pallone, ci ha messo in difficoltà dal primo all’ultimo scambio. Abbiamo avuto il merito di portare l’inerzia dalla nostra parte, anche se poi nel terzo e quarto parziale gli umbri hanno reagito. Alla lunga, bravi noi a rimanere ben presenti con la testa. E con il cuore, perché alla fine le gambe giravano un po’ meno…».
DOPO L’INFORTUNIO – Una fotografia perfetta di un confronto tiratissimo, in cui il sestetto di coach Mastrangelo ha dovuto attingere a tutte le proprie risorse per emergere. Anche a quelle meno visibili, come la tenuta mentale nei momenti decisivi. E proprio la presenza di Hoffer in campo rappresenta, di per sé, un segnale. Perché il libero arrivava da un infortunio al polpaccio rimediato nei quarti di finale, a Mantova. Uno stop che rischiava di compromettere il finale di stagione: «È stato un periodo duro. Pur nella cattiva sorte, abbiamo potuto sfruttare una settimana di pausa, senza la quale avrei perso pure la gara d’andata in Umbria. Ho avuto tempo di lavorare in palestra e, lo scorso 25 aprile, mi sono sentito subito molto bene».
PRUDENZA – Il piano iniziale era prudente. La realtà, invece, ha raccontato altro: «In un primo momento c’era l’idea di interpretare solo il fondamentale della ricezione, invece sono sempre rimasto in campo. Giocare undici set dopo l’infortunio non è stato uno scherzo, ma mi sono allenato in partita», aggiunge con un sorriso.
POSTA IN PALIO – Cinque set all’andata, sei al ritorno. Undici capitoli di un duello che ha richiesto energie fisiche, lucidità, spirito di sacrificio. E motivazioni personali: «Volevo tornare bene perché la posta in palio era troppo importante. Penso di avere ancora qualcosa da dimostrare, se è vero che, nella scorsa annata, ho perso due finali su tre. E sono contento di avere l’opportunità di giocare un’altra sfida decisiva». Ora quella sfida è realtà. Il Belluno Volley è nell’atto conclusivo, dove affronterà la Domotek Reggio Calabria. E ci arriva con una certezza: il gruppo. «La qualificazione è meritata ed è fatta di tante, piccole cose. A cominciare dal cuore: lo mettiamo sempre, in ogni occasione. E lo abbiamo dimostrato pure stavolta, nonostante le difficoltà. Ora vogliamo concludere al meglio».








