L’ultimo pallone resta sospeso per un istante, poi tocca il taraflex e chiude la partita. Gabriel Marini da Costa non fa nemmeno in tempo a realizzare: è suo il contrattacco che vale il 3-0 contro la Stadium Mirandola, è suo il sigillo sull’ultimo turno casalingo della regular season del Belluno Volley. E, soprattutto, è sua una serata che profuma di emozione.
MOMENTO DI GLORIA – Al debutto casalingo in Serie A3 Credem Banca, il diciannovenne schiacciatore si è ritagliato il suo momento di gloria davanti al pubblico della VHV Arena. Due difese strepitose, da applausi, e poi quell’ultimo punto che ha fatto esplodere il palazzetto. Ma dietro il sorriso c’è molto di più. «Dedico il mio esordio interno e la vittoria a mio padre, che non c’è più. E alla mia famiglia, che mi ha sempre supportato – racconta con la voce carica di sentimento –. Grazie anche alla società per aver avuto fiducia in me e a coach Vincenzo Mastrangelo: fin da subito ha capito il mio momento difficile e mi è stato vicino».
CONTRIBUTO – Parole che pesano più dei numeri: «Aspettavo questo momento, non vedevo l’ora di entrare. Ero sceso in campo nella trasferta di Trebaseleghe, ma allora era andata male. E, di conseguenza, mi volevo rifare, anche per dimostrare di poter dare il mio contributo». Il contributo è arrivato, eccome. Soprattutto in difesa, fondamentale in cui ha sorpreso chiunque per tempismo e lettura. «Sono azioni che fanno parte del mio repertorio da beach volley. Sulla sabbia serve grande capacità di interpretare il gioco: ancor prima che l’avversario schiacciasse, avevo capito che la palla sarebbe finita in quella zona. È tutto istinto».
ATTESA E FELICITÀ – Istinto e tanto altro. Perché sul match point, nel momento in cui ha adagiato a terra il pallone della vittoria, un vortice di sentimenti lo ha inondato: «Il punto finale? Nemmeno lo ricordo per l’emozione». Il Belluno Volley, già sicuro del secondo posto, cercava risposte dopo il ko in Sardegna. Le ha trovate in una prova solida e concreta contro Mirandola. E le ha trovate pure negli occhi lucidi di un ragazzo che, in pochi scambi, ha trasformato l’attesa in felicità: «Ora si continua a spingere e a lavorare. Spero di poter aiutare la squadra». La stagione entra nel momento decisivo, tra Coppa Italia e, dalla seconda metà di marzo, playoff. E in un collettivo che punta in alto, c’è spazio per le storie che scaldano il cuore. Quella di Gabriel Marini da Costa è appena cominciata.








