La parola a “capitan promozione”

O Capitano! Mio capitano! Scomodiamo Walt Whitman per  Michele Colombini il capitano della seconda storica promozione in Serie A.
Un ruolo che Colombini si era ritagliato sul campo ma ancora di più fuori da esso con un comportamento esemplare e con una leadership silenziosa riconosciuta da tutto il gruppo. Oggi Colombini non è più un giocatore di Massa ma il cuore è rimasto con questa società.
Allora capitano ti allontani dalla Fonteviva ma non molli il colpo?
“Giocherò ad Acqui Terme, nel Girone A della Serie B. Ho pensato di smettere come ha deciso Gigi Ragosa ma proprio non ce la faccio. L’intento iniziale era di proseguire il rapporto con Massa e con il patron Vullo e l’allenatore Masini abbiamo provato a trovare una soluzione valida che mi consentisse anche di lasciare spazio al mio lavoro. Non ce l’abbiamo fatta e mi dispiace molto. Ho conquistato la Serie A2 UnipolSai da capitano ma non la gioco e questo mi fa arrabbiare tantissimo ma la soluzione di Acqui è buona, trovo un tecnico che mi apprezza e degli amici nella rosa e soprattutto posso ancora giocare”.
Massa però ti rimane nel cuore? “Massa è stata un’esperienza meravigliosa e non solo per la promozione. Con Vullo e Masini si è creato un rapporto che va oltre i tre anni di pallavolo. Mi era stato proposto anche un cambio di ruolo pur di avermi nel gruppo e questo mi ha onorato. Chissà, forse, in un futuro prossimo potrò rientrare con un ruolo diverso, da dirigente e dare una mano ad una società che sento molto vicina ma adesso voglio giocare”.
Da capitano della promozione come giudichi la squadra che Vullo e Masini hanno messo assieme per affrontare la Serie A?
“Ottima, una squadra creata con un criterio intelligente. Un mix tra giovani ed esperti. C’è un palleggiatore giovane ma con un’esperienza importante e con doti importanti. Una diagonale di attaccanti di livello, perché De Marchi, Bolla, Silva sono veramente forti. Al centro c’è il “vecchio” Nannini che farà da chioccia a due elementi giovani e con esperienze importanti e come opposto hanno preso un ragazzo che ha l’incognita di arrivare da un campionato e da un paese diverso ma che è un ragazzo intelligente e di grandi qualità umane e quindi si sta inserendo alla perfezione. L’aspetto umano è fondamentale nella costruzione di una squadra. L’esperienza dell’anno passato è un esempio lampante. Con tutti i ragazzi dell’anno passato siamo rimasti in contatto e lo rimarremo ancora. Non abbiamo avuto grandi momenti di difficoltà ma certo il nostro rapporto ci ha aiutato a superarli ed in torneo come quello di quest’anno potrà essere un fattore importante”.
I compagni dell’anno passato ti chiamano ancora capitano. Che qualità deve avere un capitano per essere riconosciuto come tale dai compagni? “Non conta tanto quanti punti fai in partita. Il capitano, per come lo vuole Andrea Masini, è un esempio dentro e fuori dal campo. E’ un ruolo importante che nasce anche e soprattutto dal riconoscimento dei compagni e nella Fonteviva di quest’anno ci sono diversi giocatori che possono avere tali qualità”. Per chiudere, nella storia della Pallavolo Massa tu rimarrai, assieme a Riccardo Fenili, uno dei capitani della promozione in Serie A. Che effetto ti fa? “Già essere accostato ad un giocatore come Fenili è un onore. E’ una soddisfazione che non mi toglierà nessuno è una cosa che mi porterò dentro. La maglia dell’anno passato l’ho ancora bella piegata nel cassetto e lì rimarrà a ricordo di una esperienza straordinaria”.