Tinet alza il muro con il “mulo”: in posto 3 arriva Nicolò Katalan

Nuovo arrivo a centro rete. Il ventiduenne triestino, proveniente dalla A3 di Sabaudia va ad affiancarsi a Matteo Bortolozzo. “Sono competitivo e spero di dare una mano alla mia nuova squadra per raggiungere assieme obiettivi sempre più importanti”

Arriva un “mulo” per il muro! Niente a che vedere con i simpatici quadrupedi, ma solo un gioco di parole per definire il giovane triestino (che nella città dell’Alabarda vengono appunto chiamati “muli”) che si aggiunge allo scacchiere di Coach Paolo Mattia. Si tratta di Nicolò Katalan, classe ’98 e 2 metri di altezza, che dopo aver fatto la trafila delle giovanili allo Sloga Trieste, con il quale ha esordito anche in Serie B, ha intrapreso la carriera professionistica giocando per due anni in A2 con la Monini Spoleto e la scorsa stagione in A3 a Sabaudia.

Ben arrivato a Prata! Cosa ti ha spinto a preferire la proposta di Sturam rispetto ad altre opportunità?

“La motivazione principale che mi ha convinto ad accettare la proposta della Tinet è che l’ho sempre vista come un’ottima società sin da quando, ormai quattro anni fa, ho avuto il piacere di incontrarla da avversario con lo Sloga, la mia squadra del tempo, in serie B. Penso che questa società punti sempre più in alto e le mie aspettative sono di riuscire a dar un buon contributo per il raggiungimento di obiettivi sempre più grandi.”

Che effetto ti fa tornare a giocare in regione?

“Di certo tornare a giocare in regione fa il suo effetto, dopo tre anni passati lontano da casa questo riavvicinamento alla mia Trieste e agli affetti più cari renderà quest’anno una felice nuova esperienza.”

Hai già sentito Coach Mattia?

“Non conoscevo coach Mattia ma sin dalla prima telefonata che abbiamo avuto mi ha fatto una bellissima impressione, non vedo l’ora di poter iniziare a lavorare insieme a lui.”

Se dovessi definirti come giocatore quali termini useresti?

“Direi che sono un giocatore competitivo, che ama lavorare duro e che lotta fino all’ultimo punto.”

Com’è stato, da atleta, gestire il lockdown e un periodo di inattività e lontananza dalla palla così lungo?

“Il lockdown, da atleta, è stato veramente un colpo basso da dover gestire. Siamo passati dall’allenarci ogni giorno all’esser, giustamente, obbligati a restare a casa ma nonostante le poche attrezzature e l’impossibilità di utilizzare un pallone si è comunque trovato il modo per tenersi in forma. Ciò non toglie che ho sentito veramente tanto la mancanza della pallavolo.”

Com’è Nicolò fuori dal campo?

“Nicolò fuori dal campo è un ragazzo tranquillo, a cui piace leggere e che studia Statistica.”