L’atleta transalpino: “A Vibo ho trovato una società organizzata e un’atmosfera familiare. Se la Callipo un giorno mi offrisse l’opportunità di vestire la maglia giallorossa non esiterei a coglierla”.

Uno dei palleggiatori più promettenti nel panorama del volley francese in orbita della Nazionale, Kellian Motta Paes classe 2002 (il 24 marzo compirà 19 anni), ha iniziato ad allenarsi con la Tonno Callipo agli ordini di coach Valerio Baldovin.

Kellian è il figlio di Mauricio Paes 57enne allenatore franco-brasiliano, attualmente guida il Tourcoing in Francia e vanta ben 18 titoli vinti in carriera da allenatore, tra cui 8 scudetti equamente divisi tra Paris Volley e Tours Volley-Ball, oltre a Coppe e Supercoppe anche a livello femminile. Nel 2018 si è aggiudicato il campionato giapponese con i Panasonic Panthers ad Osaka.

Buon sangue non mente e l’erede Kellian che rimarrà a Vibo per dieci giorni lo sta già dimostrando: è attualmente in forza al France Avenir 2024, club composto da atleti della Nazionale francese juniores e pre-juniores, che partecipa alla Serie ProB (equivalente alla Serie A2 italiana). Questa selezione si allena e gioca presso il centro nazionale di Montepellier che rientra nel circuito della FF volley. La squadra è stata costruita in proiezione delle Olimpiadi che si giocheranno in Francia nel 2024 come racconta la stessa denominazione France Avenir 2024.

Kellian svolgerà, dunque, uno stage formativo alla Tonno Callipo, possibilità che la Federazione offre ai suoi giovani talenti durante la sosta invernale avvicinandoli a Club della ProA francese oppure esteri. Kellian ha scelto il club calabrese calcando le orme dei suoi connazionali Chinenyeze e Rossard ingaggiati per questa stagione sportiva dal ds giallorosso Ninni De Nicolo.

Abbiamo piacevolmente sfruttato la possibilità di conoscere meglio questo giovane prospetto del volley francese. Innanzitutto per capire le motivazioni e gli spunti di crescita che Kellian spera di trovare in Italia: “L’obiettivo principale – spiega Kellian – è di confrontarmi con giocatori di caratura mondiale in un campionato molto interessante e trarre più insegnamenti possibili. Pensare di poter un giorno venire in Italia per giocare mi emoziona. Sarebbe come disputare le partite di Champions League visto l’alto livello della Superlega”. Il giovane palleggiatore ha già avuto un’esperienza in un altro club di Superlega italiana: “Lo scorso febbraio mi sono allenato con la Power Volley Milano insieme ad un ex compagno di squadra, Ibrahim Lawani. È stato molto bello poter lavorare per qualche giorno con giocatori come Sbertoli, Nimir, Petric e ancora una volta con il mio connazionale Clevenot. È stata un’esperienza molto positiva”.
Per molti atleti il campionato italiano rappresenta un traguardo molto ambito anche per i più giovani: “Sicuramente lo è anche per me. Io ho scelto, e non per mancanza di ambizione, di mettermi prima alla prova nel campionato francese dove apprendere tutte le conoscenze che mi serviranno per arrivare pronto in Superlega”. Figlio d’arte, Kellian ha sicuramente ricevuto il benefico influsso del papà Mauricio che non ha mai risparmiato di dispensare consigli, critiche e talvolta complimenti al figlio: “Fin da piccolo giocavo a pallavolo, andavo a vedere le partite e gli allenamenti di mio padre. Tutto ciò mi ha ispirato molto e mi stimola ancora oggi a provare a diventare un giocatore di pallavolo di alto livello. Mio padre è sempre molto obiettivo con me: sa essere duro quando deve, ma sa anche incoraggiarmi e congratularsi con me quando lo merito”. Il giovane Paes ha avuto modo di assistere all’ultimo match interno della Tonno Callipo contro Ravenna e le sue impressioni sono state positive: “Ho trovato moltissima professionalità e allo stesso tempo un ambiente altrettanto “familiare” nel Club calabrese. Si respira molta armonia e c’è un’interessante atmosfera lavorativa. Tutto ciò incide sicuramente molto anche sul rendimento della squadra. Inoltre sono stato accolto calorosamente sia dai dirigenti che dai giocatori della Tonno Callipo. Conoscevo già Rossard perché faceva parte della Nazionale, ma non lo avevo mai incontrato personalmente. Con Chinenyeze invece avevo lavorato. Penso che sono entrambi dei grandi giocatori”. In quanto a ‘idoli’: “Il mio preferito è Bruno Rezende “Bruninho”, il palleggiatore brasiliano (ex Modena e Lube). Mi ispira enormemente perché ha la capacità di far brillare tutte le squadre per le quali gioca e penso che può farlo per due ragioni: è un grande team-leader ed è un atleta che non si risparmia mai e lavora sodo. Per me queste sono le due qualità più grandi”. Chissà se un giorno il talentuoso Paes approderà al Club vibonese… “Se la Tonno Callipo – sorride – mi offrirà l’opportunità di indossare la casacca giallorossa non esiterò a coglierla”.

UFFICIO COMUNICAZIONE

Rosita Mercatante

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