After Hours, la SuperLega di notte
Boninfante, Mozic, Polo, Massari, Rychlicki e Alletti ospiti della seconda puntata di After Hours

Il primato di Verona a punteggio pieno e il “borsino” delle favorite (con Perugia su tutte), il peso delle aspettative su Civitanova, il rinnovato entusiasmo di Modena e l’importanza di vincere anche senza l’obbligo di brillare per chi vuole salvarsi (come Padova), con la SuperLega Credem Banca che ha visto andare in archivio la 4a giornata di Regular Season. Ma anche la nuova avventura polacca di Kamil Rychlicki con lo Zaksa di Andrea Giani, con l’euforia per l’oro mondiale con l’Italia ancora addosso, e la difficoltà ad appendere le scarpe al chiodo dopo una vita sui campi: “citofonare” Aimone Alletti.

Questi sono solo alcuni dei numerosi temi toccati nella seconda puntata della sesta stagione di After Hours, la SuperLega di notte, live ogni domenica alle 21.30 sui social di Lega Pallavolo Serie A e di Dazn, con Andrea Zorzi e Andrea Brogioni.

Ogni lunedì sarà pubblicata, nella newsletter e sul sito della Lega Pallavolo Serie A, una news con le principali dichiarazioni degli ospiti, a beneficio degli organi di stampa e dei media.

Ospiti della seconda puntata sono stati Mattia Boninfante (Cucine Lube Civitanova), Jacopo Massari (Valsa Group Modena), Alberto Polo (Sonepar Padova) e Rok Mozic (Rana Verona), oltre ai già citati Kamil Rychlicki e Aimone Alletti.

 

LE DICHIARAZIONI

 

Rok Mozic (Rana Verona)

Rok Mozic

Il primato – Abbiamo fatto una bella partita contro Trento. Siamo molto contenti e sì, siamo in testa, ma è ancora lunga. Noi vogliamo imparare tante cose per stare nelle prime tre-quattro: è il nostro obiettivo, ma non sarà facile perché il livello è altissimo, tutte le squadre in SuperLega possono darti problemi e noi dobbiamo pensare partita per partita.

Sold-out a Verona – Con Trento è stato bellissimo. Da quando sono a Verona avevamo fatto già un paio di sold-out, ma purtroppo le partite non erano andate bene. Domenica è arrivata la prima vittoria col palazzetto pieno, c’era tanta soddisfazione in campo, ma anche fra la gente che è venuta a vederci. Siamo molto contenti perché da due anni non vincevamo con Trento; quindi, è stata una vittoria importante per noi.

Darlan – È un ragazzo molto interessante: è 1 metro e 93 per 107 kg. Lo conosciamo bene avendolo incontrato con le Nazionali. Tira delle “bordate” in battuta che hanno pochi eguali: abbiamo anche Keita, ma lui è di un altro livello. Con Trento ha dimostrato il suo valore in campo, è stato molto bravo ad attaccare i palloni e a battere. Siamo contenti di averlo, deve ancora migliorare in difesa e a muro, dove ci può dare una grande mano. È il suo primo anno fuori dal Brasile ed è al primo anno in Italia, uno dei campionati di più alto livello, perciò può migliorare ancora.

Le giocate di Keita – Oggi ha fatto 8 ace, contro ricevitori molto buoni. Oltre a essere fisicamente impressionante, quest’anno sta migliorando anche in ricezione, a muro e nel gioco in generale. In un campionato così difficile, non si può solo attaccare o battere bene, devi curare anche altri fondamentali, come difesa e copertura. Lui sta crescendo e sono contento per questo, per me è uno dei giocatori più forti del mondo.

Christenson – Da tempo volevo giocare con lui e adesso ho questa fortuna. Non è solo un grande palleggiatore, ma soprattutto una persona di grande spessore. Io sono il capitano, ma è lui che con me prova a tenere la squadra sempre attenta, chiedendo di avere pazienza. Sulle sue abilità in palleggio parlano anche le percentuali in attacco, si vede che ci divertiamo in campo. Ma anche come persona posso solo fargli i complimenti, abbiamo fatto un salto di qualità notevole, anche per questo siamo fra le squadre più forti. Siamo consapevoli del nostro valore. Non ci interessa essere favoriti, ma siamo una squadra ambiziosa che vuole arrivare in alto. Lascerei a Perugia, però, il ruolo di favorita.

Il Mondiale e Verona – Non era un problema fisico grave, per fortuna, ma un’infiammazione tendinea che mi condizionava da due anni. Non partecipare al Mondiale è stata una scelta legata al desiderio di non saltare le prime giornate di campionato. Mi spiace non essere andato nelle Filippine, la Slovenia poteva fare qualcosa in più, ma sono contento della mia scelta.

 

 

Mattia Boninfante (Cucine Lube Civitanova)

Mattia Boninfante

Il 3-1 contro Cisterna – Siamo felici perché fare tre punti è sempre bello, ci consentono di avanzare in classifica, anche se siamo ancora, ma è importante portare a casa più punti possibile. Non è stata una partita brillantissima da parte nostra, ci siamo complicati la vita ma siamo stati bravi a non farci distrarre e rimanere concentrati su quello che c’era da fare.

Aspettative maggiori – Abbiamo qualcosa in più da dimostrare perché, dopo esserci espressi ad alti livelli per tutto l’anno scorso e aver ottenuto risultati importanti, siamo cresciuti di “status”. Molti giocatori che l’anno scorso erano alle prime esperienze, si sono affacciati a un livello che ha creato delle aspettative maggiori.  È una delle prime cose che ci siamo detti quando siamo ci siamo riuniti tutti: c’è da convivere con questa novità.

Il possibile “calo” dei nazionali – Li ho trovati molto carichi, in fiducia, sono reduci da un’estate culminata da un gran Mondiale. Il calo dipende da persona a persona, ma è fisiologico. C’è chi arriva ancora con energia ed entusiasmo e chi lo accusa subito, è difficile passare dalla Nazionale al club così velocemente.

Loeppky a riposo – Sta bene, non ha problemi. È stata una scelta del coach per dare un po’ di campo a Poriya, che è cresciuto molto e ha dimostrato grandi potenzialità.

L’intesa con Nikolov – Finché va come sta andando, non è una brutta scelta servirlo, anche perché credo sia tra coloro che ha realizzato più punti in campionato (alle spalle solo di Reggers), attaccando tanto. Possiamo essere meno dipendenti da lui, perché abbiamo qualche scelta in più in tutto il roster, ma lui è un giocatore incredibile per cui è giusto che attacchi tanto.

I giovani palleggiatori e la SuperLega – Tizi-Oualou? L’ho affrontato nelle nazionali giovanili. Le difficoltà maggiori per un giovane in SuperLega? Saper riconoscere le situazioni: credo sia normale che un palleggiatore di 28-30 anni lo sappia fare meglio, avendone vissute molto di più. E poi la precisione, allenandola per più anni aiuta ad averla anche quando la palla scotta.

L’ambientamento di Kukartsev – Si sta ambientando bene, anche in città con la moglie e il figlio piccolo. È sempre molto positivo, sia in allenamento sia quando entra in partita. Ha gran voglia di lavorare, è un valore aggiunto per noi.

 

 

Alberto Polo (Sonepar Padova)

Alberto Polo

Il 3-1 su Grottazzolina – È stata la partita che ci aspettavamo. A prescindere dal giocar bene o meno, era importante portare a casa la vittoria e i tre punti. Siamo ancora in una fase di crescita che durerà tutto l’anno. Al momento l’importante è vincere.

I quattro anni che “mancano” – Allenarsi da solo è un po’ dura, sto bene anche se quattro anni di stop non è possibile recuperarli nel giro di pochi mesi. È più una questione fisica. Gioco con gente super allenata, che un mese fa ha giocato il Mondiale… Mi ricordo il giocatore che ero e penso che tornerò a quei livelli, ma non riuscire a fare le cose che sapevo fare è un po’ stressante. Sono al 65-70% rispetto a ciò che ero, con la preparazione ho recuperato molto, ma negli ultimi metri ci vuole qualcosina in più. Ho fatto un percorso per “sopportare” certe situazioni. Ho parlato con Lavia a Trento, mi ha detto: “Sto capendo cosa hai provato”. Bisogna essere forti di testa, solo il tempo ti aiuta.

L’importanza della battuta – Dobbiamo per forza migliorare in battuta. Oggi chi batte meglio vince. Con Cuneo abbiamo fatto 25 errori, ma con la float abbiamo girato la partita, ma non sempre funziona. Oltre la battuta, dobbiamo diminuire il numero di cavolate: siamo in SuperLega, ci sono squadre contro cui una copertura non fatta o un pallone non preso pesano il doppio. Per il resto, c’è entusiasmo.

Polo e la Nazionale – Sono felice per loro, è un gruppo stupendo, fatto di ragazzi giovani. L’Italia è la squadra più forte insieme alla Polonia, quindi è giusto così.

Tanti centrali forti – Le squadre prendono centrali e liberi italiani, poi in Nazionale va chi che sceglie De Giorgi. Per me ogni stagione deve andarci chi rende di più. Bene che ci sia un po’ di sana competizione.

Orioli – Lui per me è un talento, gli manca ancora un po’ di convinzione nei propri mezzi, perché non si rende conto di quanto potrebbe essere forte. Un po’ alla volta sta venendo fuori, non è mai facile il primo anno da titolare. Quando entri in corsa hai meno aspettative, invece quando parti titolare tutta la stagione la gente pretende. Non è facile, ma ha veramente del gran talento ed è una persona stupenda.

Zoppellari e Todorovic – Il primo anno in Italia è difficile per tutti, perché gli avversari ti studiano. A Todorovic servirà un po’ di tempo, ci sono allenatori bravissimi a studiare il gioco dei palleggiatori. Zoppellari è cresciuto molto a Perugia e sicuramente ci potrà dare una grandissima mano, come sta già facendo.

Verona favorita – Verona è fisicamente la squadra più dotata. Potrebbero avere una certa pressione, e secondo me dovrebbero vincere loro lo Scudetto.

 

 

Jacopo Massari (Valsa Group Modena)

Jacopo Massari

La sconfitta – Dobbiamo essere in parte in soddisfatti per essere riusciti a tener testa a Perugia per buona parte della partita. Non possiamo però esserlo per il risultato e per non essere riusciti ad accelerare come nel set che abbiamo vinto.

L’energia di Modena – C’è una buona energia, i ragazzi che sono arrivati hanno portato un atteggiamento positivo. Arrivare alla partita con Perugia con una certa situazione di classifica era una cosa che volevamo. Poi sappiamo quanto è importante avere il PalaPanini pieno. Sia fuori, sia dentro il campo c’è una buona atmosfera.

Tizi-Oualou – Sono piacevolmente colpito, è un ragazzo con grande carattere, lo ha dimostrato: quando la squadra ha avuto un calo, ha fatto break importanti in battuta. E in situazioni difficili ha fatto scelte non semplici eseguendole bene. Ha grande voglia di lavorare, dedicandosi anche nei giorni di riposo della squadra. È segno di fame e di voglia di arrivare. Poi è in evoluzione: a 19 anni, per un palleggiatore al primo anno in Italia, la crescita può essere esponenziale. Ha “poca paura” e questo si sente all’interno del gruppo.

Pardo Mati – Sembra un giocatore più navigato rispetto alla sua età. È al secondo anno in SuperLega e la scorsa stagione ha iniziato a giocare a dicembre, ha grandissime potenzialità e sta crescendo. Anche lui è uno che lavora molto. Ora sta avendo più continuità in campo e questo fa sì che possa crescere ancora. Poi ci sono partite come quelle contro Perugia in cui cala la battuta e giocare contro una squadra che ha sempre la “palla in testa” diventa complicato. Ma sono partite che fanno parte del percorso.

Il cambio al timone societario – Qualcosa è cambiato: avere un presidente di Modena ha permesso di fare riavvicinare la città. A prescindere da chi ci fosse prima, negli ultimi anni la città si era un po’ allontanata. Iniziando un nuovo percorso, ora si stanno mettendo mattoncini per far sì che ci sia un progetto in una visione di lungo periodo.

Un Giuliani diverso – È cambiato perché il gruppo è cambiato, si è adattato a ragazzi più giovani che hanno necessità diverse.

Prospettive future – Ho finito un Master del Politecnico di Milano questa estate. Spero di giocare qualche altro anno, ma non volevo arrivare alla scelta di giocare per forza perché non avevo pensato al “dopo”. La parte manageriale la sento più mia rispetto a un futuro da coach, sto studiando per approfondirla. Non è detto che sarà nella pallavolo, valuterò possibilità anche in altri ambiti sportivi.

 

 

Kamil Rychlicki (Zaksa – POL)

La vittoria del Mondiale – Sono ancora vive tutte queste emozioni che abbiamo vissuto nelle Filippine. Mi hanno dato una certa fiducia e una motivazione che porto ancora ancora con me e rimarranno ancora per un bel po’.

La famiglia della Nazionale – Mi sono sentito sin dall’inizio come in una famiglia, conoscevo gran parte dei ragazzi già da prima avendo giocato con loro a sia Trento sia a Perugia. Il gruppo ha fatto la differenza, perché si è lavorato meglio e si è dato qualcosa in più.

La scelta della Polonia – Non è un ritorno a casa, perché la mia casa è in Italia, però è vero che i miei genitori sono tutti due polacchi, che da piccolo seguivo tanto la lega polacca in TV e avevo l’idea di giocare un anno in Polonia. Poi io ho sempre cercato e cerco sfide nuove: sono le sfide che ti fanno crescere come giocatore e come persona. Ho trovato il momento giusto per provare questa nuova sfida, sento di aver fatto la scelta giusta.

Le favorite della SuperLega – Civitanova gioca con tre schiacciatori, idea molto interessante, poi dobbiamo vedere come la attuerà. Concordo sul fatto che Perugia, come ogni anno, sia la favorita per il titolo. A Trento serve un po’ di tempo per trovare il ritmo giusto. E Modena ha una squadra giovane con un gran potenziale, potranno creare problemi anche alle Top 3.

L’inno di Mameli – Me l’ha fatto imparare la mia fidanzata, un “buon allenatore”, ma è con piacere che in Nazionale l’ho cantato e l’ho portato dentro di me.

 

 

Aimone Alletti

Verona – In estate Verona è stata sulla bocca di tutti per lo squadrone che stava allestendo. E sta confermando le aspettative. Sarà un cliente scomodo. Bisognerà vedere come si comporterà quando conterà di più, ma i giocatori sono abituati a partite di un certo calibro, bisognerà essere presenti mentalmente.

La lotta Scudetto – Modena mi piace molto, è una squadra giovane e rivoluzionata, sta riportando quell’entusiasmo che negli ultimi anni era andato diminuendo. Piacenza ha cambiato tanto. Entrambe partono mezzo gradino sotto. Perugia per me rimane la favorita, c’è grande voglia di rivalsa dopo la stagione scorsa. Poi metto Trento, dove sta pesando l’assenza di Lavia, uno dei migliori schiacciatori al mondo, quindi Verona e Lube.

Chi lotterà per salvarsi – Vedo molta uniformità nella seconda metà della classifica. Direi Cuneo, Padova, Grottazzolina, Cisterna e forse Monza. Sarà una bella lotta. Cuneo ha giocatori di esperienza, a partire da Zaytsev e Baranowicz, abituati a navigare in zone più serene. Non sottovaluterei l’effetto pubblico. Al momento Grottazzolina è quella più in difficoltà, ma dopo quanto fatto lo scorso anno non mi sento di sottovalutarla.

La Bulgaria al Mondiale – Mi ha sorpreso l’esperienza in giocatori così giovani, giocavano davvero da squadra collaudata. Una nazionale consapevole della propria qualità. Poi avere i fratelli Nikolov aiuta.

Nuova vita – Ho deciso di continuare a giocare vicino casa. Ho cambiato ruolo, ora gioco schiacciatore.