Con il cambio al vertice della panchina della SAV Trebaseleghe, la posizione di secondo allenatore è stata riempita da Massimiliano Marzola.

Classe ’69, è un ex della società trebaselicense: ha militato a lungo come allenatore di prima, seconda e terza divisione, under 18, under 16; e come dirigente nella serie B della Silvolley.

Dopo un paio d’anni da giocatore e fin troppi infortuni, iniziò il percorso da allenatore, dapprima come necessità per poi abbracciandolo come una vera vocazione. Ha militato a Oriago e a Mestre, per passare successivamente da San Donà, Paese e Castelfranco, fino a Casale e Mirano.

Per quattro anni è stato anche consigliere FIPAV a Venezia per poi, come nelle migliori storie di figliol prodigo, chiudere il cerchio ritornando nella sua Trebaseleghe a partire dal febbraio di quest’anno. Anche quando era lontano non ha mai perduto di vista il percorso della Silvolley che considera, a tutti gli effetti, una seconda famiglia.

L’arrivo tra i mussi della prima squadra è per Marzola motivo di grande orgoglio e, di certo, la fase delicata che la società sta vivendo dovrà caricarlo di una discreta dose di responsabilità. “Entrare in corsa in un campionato come la Serie A3 è stato un piacere, perché sapevo di poter essere d’aiuto. Ma nessuno stress. Un po’ di fatica certamente, perché le sfide richiedono energia, ma sono proprio le sfide che mi piacciono. L’inserimento è stato semplice: ho trovato persone disponibili, con lo stesso obiettivo comune” – ci ha detto Massimiliano, per poi continuare: “Alcuni giocatori li conoscevo già, altri li ho scoperti strada facendo. Ogni gruppo ha le proprie dinamiche e va rispettato. Mi piace lavorare per migliorare e far migliorare costantemente i miei atleti. Credo molto nel lavoro quotidiano, nella crescita progressiva, nella cura dei dettagli”.

Abbiamo chiesto poi al nuovo vice coach Silvolley un ricordo della sua collaborazione, nella seconda metà degli anni ’90, con un giovane Fabio Balaso, oggi eroe dello sport nazionale.

“Fabio Balaso è nel cuore di tutti, sia a Trebaseleghe sia alla Silvolley. È una persona semplice, molto disponibile. Io ho avuto la fortuna di allenarlo nel momento in cui stava sbocciando e diventando un vero atleta. In quei due anni abbiamo lavorato tantissimo, con grandi soddisfazioni. E ancora oggi, in Nazionale, mantiene quella stessa cultura del lavoro che aveva da ragazzo. In palestra non si risparmia mai: è metodico, costante, maniacale nei dettagli… Una volta, all’epoca, scherzando ma non troppo, gli dissi: – Fabio, non te la prendere, ma da oggi stai a casa almeno 15 giorni, sono stanco di vederti sempre in palestra! ‒ Lui mi guardò serio e mi rispose: ‒ Ma mister, cosa ho combinato? ‒

M sono emozionato e l’ho abbracciato quasi come un figlio. E quando ci vediamo o ci sentiamo, il momento è sempre speciale”.

Come i buoni Doc Brown e Marty McFly che salgono sul treno in corsa che spinge la DeLorean verso il futuro, anche Marzola è saltato sulla locomotiva della Silvolley, che sbuffa verso un finale di campionato difficile ma con la voglia di superare il burrone…

Affiancando una professionista preparatissima come Maria Ilaria Donadi, Massimiliano contribuisce con cuore trebaselicense e solido apporto tecnico al progetto del team del musso Ettore. In bocca al lupo!