After Hours, la SuperLega di notte
Gutierrez, Toscani, Costamagna, Giuliani, Russo, Terpin e Biancalana della nona puntata di After Hours
I margini di crescita di Piacenza, i solidi obiettivi di Cuneo, la nuova dimensione di Modena. Ma anche la serenità di Padova, la forza di Verona e Trento e l’attesa per la Finale del Mondiale per Club di Perugia, che nella notte tra domenica e lunedì si è laureata Campione per la terza volta.
Questi i temi principali della nona puntata della sesta stagione di After Hours, la SuperLega di notte, in onda ogni domenica alle 21.30 in esclusiva, gratuitamente, sulla piattaforma DAZN e sul canale YouTube di Lega Pallavolo Serie A.
Ospiti della nona puntata sono stati José Miguel Gutierrez (Gas Sales Bluenergy Piacenza), Alessandro Toscani (Sonepar Padova), Gabriele Costamagna (Presidente MA Acqua S. Bernardo Cuneo), Alberto Giuliani (Valsa Group Modena), Antonino Russo (Consar Ravenna), Jernej Terpin (Tinet Prata di Pordenone) e Francesco Biancalana (Sir Sicoma Monini Perugia).
LE DICHIARAZIONI
José Miguel Gutierrez (Gas Sales Bluenergy Piacenza)

Bicchiere mezzo pieno – Verona quest’anno è molto forte. Noi avevamo preparato qualcosa in vista della seconda fase, ma sappiamo che le prime quattro squadre sono forti. Non posso essere felice perché abbiamo perso, ma sono molto contento perché non abbiamo mollato.
Settimana complicata – Ha pesato l’assenza di Simon, ma ci sono stati anche altri problemi che ci hanno impedito di allenarci al meglio. Speriamo che non ricapiti.
Cosa non ha funzionato – Con Trento abbiamo commesso molti errori, con Verona abbiamo sbagliato un po’ troppo in battuta, fondamentale che di solito facciamo bene.
In cosa si può crescere – Dobbiamo migliorare nelle cose semplici, dare tutto in allenamento: non uno sì e uno no. Possiamo giocare anche meglio, ad esempio il “re-play” sulle palle alte. Abbiamo ricezione, battuta, muro, ma vanno migliorate le cose semplici.
Clima e prestazioni – C’è un bell’ambiente, c’è positività e non negatività: questo è molto importante.
L’umore di Simon – È un po’ triste per l’infortunio, ma ogni giorno cerco di motivarlo dicendogli che tornerà più forte di prima. Tutti noi parliamo molto con lui, viene sempre agli allenamenti: si scherza assieme, anche se è chiaro che la sua mancanza si avverte tanto. Lo incoraggiamo affinché possa tornare al 100%.
I 3 ace di Comparoni contro Verona – Anche in allenamento li fa, tutti gli vogliono bene. Ora sta giocando bene, ha preso fiducia.
Alessandro Toscani (Sonepar Padova)

Livello troppo elevato – Trento adesso sta viaggiando a un livello elevato, forse un po’ troppo per noi. E sapevamo che le squadre di prima fascia sarebbero salite di livello.
Secondo anno a Padova – Quello della Sonepar Padova è un ambiente dove c’è grande sinergia fra giocatori e staff. C’è grande intesa anche con i dirigenti, è come se fosse una famiglia. Mi sono trovato bene l’anno scorso, benissimo quest’anno. Si lavora tanto con i giovani, si passa tanto tempo in palestra e c’è una serenità che è difficile trovare altrove. Quand’è c’è un problema c’è gente che ti viene incontro e ti fa capire dove devi lavorare.
Dove migliorare – Rispetto alla A2, il livello della battuta si è alzato e perciò mi sono concentrato di più sul lavoro di ricezione. Il livello della battuta in SuperLega è diverso rispetto a tutti gli altri campionati, anche esteri. Non sono battute classiche, ma veri e propri attacchi.
“Ministro” della difesa – Giocare tutte e due le fasi è diverso dal giocarne solo una. Quando è successo mi mancava un po’ di ritmo gara, ora mi sono ritagliato questo spazio da “ministro” della difesa e cerco di aiutare la squadra nel fondamentale dove mi sento più sicuro.
L’esperienza con Colaci – Lui è bravissimo. Ciò che non noti, se non quando giochi insieme, è la persona: eccezionale. In quella stagione a Perugia è stato come avere due allenatori: Lorenzetti e Colaci. E se abbiamo vinto tanto, è proprio grazie al valore umano che c’era in quella squadra, davvero elevato.
Cuttini e Orioli – Cuttini potrebbe arrabbiarsi ancora di più, ma ha un carattere molto tranquillo. Orioli? Come il nostro allenatore, anche lui dovrebbe arrabbiarsi ancora di più, gli farebbe bene.
Gabriele Costamagna (Presidente MA Acqua S. Bernardo Cuneo)

Lo 0-3 con la Lube – Il pubblico è stato fantastico, come sempre, siamo arrivati quasi a 3.500 persone. Il campo ha dato la sua sentenza e, come sapete, il campo sbaglia poche volte.
La costruzione della squadra – È complicato costruire la squadra e i calendari non permettono di avere più tempo, anche se il mercato della SuperLega parte a novembre. Le più grandi difficoltà, rispetto alla Serie A2, riguardano la costruzione della squadra. Al primo anno, puntare alla salvezza è l’obiettivo più realistico.
Bilancio dell’andata – Per adesso siamo contenti, chiudiamo l’andata con 9 punti, ottimo bagaglio per l’obiettivo che ci siamo prefissati quest’anno: salvarci. E l’obiettivo non cambierà durante la stagione.
Ex calciatore – Giocavo portiere, fino a 23 anni, anche in Interregionale. Poi ho mollato, per dedicarmi al lavoro.
Il volley e i sacrifici ripagati – Ero in curva ai tempi di De Giorgi e Pascual. Ci sono tornato ai tempi dello Scudetto. Poi io faccio un mestiere complicato, che mi ha portato spesso fuori dall’Italia. Sono tornato a trent’anni, mi sono sposato, poi a Cuneo cercavano un aiuto per ripartire, nel 2017. Ho visto anche “praterie verdi”, a livello di progetto e innovazione, così ho deciso di fare un investimento e pian piano ho acquisito sempre più quote in società fino a diventarne presidente. In otto anni ho dedicato tempo, soldi e vita a questo progetto, ripagati con la corsa dello scorso anno.
Feral e il “trampolino” Cuneo – Feral sta facendo molto bene e ha la testa per fare questo mestiere, fattore molto importante. Si applica molto e anche fuori dal campo è uno di quei giocatori che piacciono ai presidenti. Io gli auguro che Cuneo sia il trampolino di lancio verso una grande carriera.
Primi per incassi – Il pubblico è la vera spinta per cui si continua a investire. Sono tanti, sono appassionati, belli carichi. È un pubblico competente.
Alberto Giuliani (Valsa Group Modena)

Su Gutierrez – Fa tutto bene, deve solo migliorare in continuità.
Il 3-1 su Cisterna – È andata meglio come punteggio, ma come qualità di gioco non siamo stati continui. Bene il punteggio, bene vincere ma sulla continuità facciamo fatica. Ma di rimpianti non bisogna averne.
Il ruolo di Anzani e Massari – Abbiamo ragazzi molto giovani, c’è un clima simile a quello di un settore giovanile dove tutti si divertono a fare pallavolo, dove rimangono da soli anche mezz’ora dopo la fine. Un segnale che i ragazzi stanno bene in palestra. E sono magistralmente guidati nello spogliatoio da Anzani e Massari, i nostri “ometti” d’esperienza che guidano la squadra. Per ora sta funzionando tutto.
Tizi-Oualou e la SuperLega – È il classico esempio di palleggiatore moderno, si applica molto in quelle che sente sono le sue carenze, lavora come un matto e sono sicuro che diventerà un grande palleggiatore.
Mati – La caratteristica che mi piace di più è che gioca meglio di come si allena. Quella che mi piace meno è che si allena peggio di come gioca. Scherzi a parte, sarebbe un problema il contrario. Nonostante ci metta molto impegno, deve fare questo salto di qualità a livello mentale, nel periodo settimanale.
La riconoscibilità del progetto – Credo ci sia una direzione adesso, è importante che venga seguita anche in futuro, perché ci dà una dimensione – che, anche se non è quella che tutti vorremmo, di squadra che può ambire a giocare per i primi posti – è una dimensione di lavoro, di soddisfazione nel vedere i ragazzi della stessa squadra che cresce di settimana in settimana. Poi il “palato fine” dei modenesi aspetterà un salto di qualità che speriamo di poter fare.
L’esperienza… insegna – Col tempo si può allenare meglio, perché ci sono tanti dejavu, puoi aggiornare i tuoi file e siccome prevenire è meglio che curare, si può capire prima la strada da prendere quando ci sono delle difficoltà. E l’esperienza può darti un quid in più.
Tizi-Oualou e l’idolo Christenson – Bel modello, anche se come stile di gioco Amir somiglia più a Giannelli, usa molto la via centrale del campo e gli piace molto giocare il primo tempo con palla staccata da rete, anche se ancora non ha le qualità per farlo con costanza e continuità. Ma sarà quello il suo tratto distintivo.
Perry leader tecnico – È bravo ai livelli di Grebennikov, secondo me, in ricezione è spettacolare, in difesa come tutti quelli che mettono dell’estro spesso non è ligio al dovere nelle posizioni, ma prende dei palloni che rischierebbe di non prendere se fosse nella posizione che diciamo noi. Sul lavoro è un leader, il vero leader tecnico di questa squadra, perché si è ambientato bene, parla molto con la sua linea di ricezione: tutti sanno quali sono le competenze, quali sono i conflitti e di cosa si va a occupare lui, che è tanto spazio sul campo. Con lui si parla molto di traiettorie d’attacco e di battuta e si giunge ad accordi che diventano tecnico-tattici, che aiutano sia la squadra sia il singolo giocatore. È più facile ricevere vicino a Perry.
Il calendario asimmetrico – La routine è bella, ma mi piacciono anche i cambiamenti, vediamo un po’ come ci troveremo.
Antonino Russo (Consar Ravenna)

La stagione di Ravenna – Siamo un gruppo molto giovane, ci divertiamo in campo e credo si veda. Con Prata di Pordenone non è stata la migliore prestazione, ma di solito esprimiamo un bel gioco e questo ci ha portato a stare lì in alto con Prata. A Ravenna si sta bene, l’allenatore ci fa lavorare molto, la strada è quella. C’è stata una caduta, torniamo in palestra e proviamo a fare sempre meglio per giocarcela con Prata.
Il modello di riferimento – Viste le mie doti fisiche, mi ispiro a Kreling e alla sua bella pallavolo. Per il modo in cui imposta la partita, invece, direi Christenson, che sfrutta molto il centro rete, i primi tempi e la pipe, che anche a noi stanno dando molte soddisfazioni quest’anno.
Ravenna tra ricordi e presente – C’è un entusiasmo che ti fa divertire in campo, ma senti la pressione di giocare in un posto dove la gente è abituata a vedere la pallavolo di alto livello e ti racconta storie di stagioni cui non abbiamo assistito. Ma è un piacere ascoltarle e noi proveremo a scrivere un altro pezzo di storia e riportare la SuperLega a Ravenna.
Mai mollare – Lavoriamo molto, anche fisicamente, il nostro motto è: “Non tirarsi mai indietro”.
Jernej Terpin (Tinet Prata di Pordenone)

Il 3-0 su Ravenna – Sapevamo che la battuta sarebbe stata il fondamentale più importante in questa partita, con il modo di giocare di Ravenna sarebbe stata difficile se la battuta non fosse andata: è stata la chiave della nostra vittoria. Abbiamo battuto bene e fatto qualche buona difesa, è stato un successo di squadra.
Uno sguardo sul campionato – Ravenna è una delle rivali della stagione, ma ci sono anche Brescia e Pineto, che gioca molto bene soprattutto in casa. Ravenna è una squadra molto giovane e una delle caratteristiche di questo tipo di squadre è che durante l’anno crescono esponenzialmente. Poi hanno elementi di valore come Russo e Zlatanov.
La Slovenia e i successi sportivi – La Slovenia investe molto nello sport, già dalle scuole elementari, mettendo a disposizioni strutture funzionali e organizzate e negli allenatori. Però per un Paese così piccolo, con due milioni di abitanti, avere una nazionale così forte vuol dire anche avere una generazione forte.








