Bisogna mettere subito tutto nel cassetto, perché gara 3 in pratica è già alle porte. Ma certo sarà dura aprire e chiudere questo cassetto dopo il frullatore di emozioni vissute ieri sera al Pala Evangelisti dove una grandissima Sir Safety Banca di Mantignana Perugia ha superato Piacenza portando la serie di semifinale in parità. Dura davvero non pensare ai quattromila e oltre accorsi a Pian di Massiano. Un ambiente che definire elettrizzante è perfino riduttivo, tanto è stato il calore, l’entusiasmo, il tifo del popolo bianconero letteralmente impazzito dopo due ore abbondanti di gioco al muro finale di Simone Buti. E in fondo, se Kovac ed i suoi ragazzi sicuramente stanno già pensando a gara 3 in quel di Piacenza, chi è fuori dal rettangolo di gioco può godersi ancora una delle imprese più grandi di questa grande stagione bianconera. Nella quale anche la fortissima Copra Elior di Simon, Fei, Papi, De Cecco, Zlatanov (impressionante nominarli uno di fila all’altro), dopo otto vittorie in altrettante partite ufficiali, non è più un tabù.
Un’impresa arrivata con il gioco, con la tecnica, con la tattica, ma soprattutto con un cuore grande così. Perché solo un cuore grande così può far risorgere una squadra che, avanti di due set, viene raggiunga sul 2-2 e che nel tie break parte subito 1-5. Mollare diventa fisiologico, ma non per i Block Devils, specchio fedele in campo del carattere di Boban Kovac, tecnico bravissimo tecnicamente e grande motivatore. E poi, in quegli ultimi scambi del tie break, dalla ricezione fantastica di Giovi sulla bomba al servizio di Simon, al primo tempo di Barone e fino al muro di Buti, in campo c’era tutto il Pala Evangelisti. Una bolgia, un catino che ha spinto la palla a terra nella metà campo piacentina e che ha invaso pacificamente il taraflex per esultare insieme ai propri beniamini. Davvero tutto bellissimo e, se proprio bisogna accantonare la serata di mercoledì, sarà davvero dura…
La squadra intanto già oggi torna in palestra per una leggera seduta in attesa della partenza di domani direzione Pala Banca di Piacenza. Ci arriva con la situazione in parità e con tanto entusiasmo. Merito di tutti, di una grande squadra. Ed anche di quel punto finale messo a terra da Simone “Cannibal” Buti:
“Bellissimo!”, è la prima parola del centrale bianconero. “Ieri sera scherzavo a cena con i miei compagni sul fatto che mi passavano sempre sopra gli attaccanti avversari, davvero fenomenali, e quindi quel muro, oltre che chiudere il match, è stato quasi una liberazione. Poi mi sono girato, ho visto più di quattromila persone con le braccia alzate e devo dire che è stata un’emozione unica!”
Riavvolge il nastro Buti.
“Una grande serata, davvero. Quello che ci era mancato nel derby, ce lo siamo ripreso ieri in un palazzetto pieno di gente. Diciamo che la storia stavolta ha avuto un finale diverso. Hanno deciso alla fine due punti, ma credo che è stata premiata la nostra tenacia, il nostro non voler mollare mai. Sapevamo benissimo che Piacenza poteva rientrare in partita in qualsiasi momento ed infatti lo ha fatto. La nostra bravura, nel tie break e pur partendo sotto nel punteggio, è stata quella di non disunirci, di pensare palla su palla e questo alla fine ci ha premiati”.
Il match di ieri dimostra che alle volte i numeri non fotografano alla perfezione quello che dice il campo. Piacenza ha battuto meglio (12 ace), murato meglio (19 muri), attaccato tutto sommato come la Sir (46% di Perugia, 43% della Copra). Eppure il risultato dice 3-2 Perugia…
“È vero, a volte le statistiche non rendono. Per fortuna, aggiungo io, la pallavolo non sono solo numeri, ma anche cuore, coraggio, tenacia e determinazione. Meglio così, perché altrimenti sarebbe una partita a scacchi, e soprattutto meglio per noi”.
Quarantotto ore a gara 3…
“Si, grande gioia ieri, ma ora tutto alle spalle. Sarà un’altra lotta, loro in casa sono imbattuti e questo dimostra quanto sarà dura. Noi ci proviamo sempre e ci proveremo sempre anche sabato. Abbiamo visto ieri che ce la possiamo giocare, là dovremo essere carichi su ogni palla e, se ci concederanno qualcosa, dovremo essere pronti e bravi ad approfittarne”.
Se Buti è stato l’uomo dell’ultimo punto, Giovi, Mitic e Barone hanno confezionato il penultimo. Bravissimi tutti e tre, certo che come abbia fatto il libero bianconero a tenere il missile al servizio di Simon è davvero domanda da fare:
“Sono stato abbastanza bravo e poi anche un po’ fortunato”, confessa con il sorriso stampato in viso Giovi. Che poi dedica la battute finali al match.
“Eravamo convinti in casa nostra di avere delle chance contro Piacenza. Siamo stati penso bravissimi nei primi due set, giovando con continuità e concedendo davvero poco. Poi i loro innesti dalla panchina, e parliamo di giocatori del calibro di Zlatanov e Le Roux, hanno cambiato l’inerzia. Piacenza è salita in ricezione e noi abbiamo faticato nello sviluppare il gioco. Poi al tie break siamo stati lì, sempre attaccati alla partita ed alla fine abbiamo portato a casa un risultato importante grazie al quale torneremo sicuramente a giocare a Perugia”.
A proposito di Perugia, per un perugino doc come Giovi, ieri il palazzetto era…
“Impressionante! Bello, bello, bello. Credo che sia giusto, anche per come è stata finora la nostra stagione, aver riaperto la serie davanti al nostro pubblico”.

Nella foto: Buti, Giovi e tutti gli altri ieri sera contro Piacenza

UFFICIO STAMPA SIR SAFETY BANCA DI MANTIGNANA PERUGIA