“DUE MESI SENZA CAMPIONATO: IRRAGIONEVOLE”
IL PRESIDENTE DELLA LEGA PALLAVOLO SERIE A, DIEGO MOSNA:

“UN MONDIALE DA DIMENTICARE, CHE NON RIPAGA I SACRIFICI DEI CLUB DI A” 



In relazione alle notizie apparse sulla stampa nazionale, interviene il Presidente della Lega Volley Diego Mosna che intende precisare: “Mai è stata avanzata a chicchessia una richiesta di sostituzione del Sig. Gian Paolo Montali, visto che tale decisione rientra a pieno titolo tra quelle della FIPAV e che nessuno intende sostituirsi alle competenze del Presidente Magri e del Consiglio Federale”.
 
La Lega, in maniera informale, almeno sino ad oggi, si è limitata a considerare dannose per il movimento alcune decisioni prese dal Sig. Montali nella fase di avvicinamento al Mondiale.  Non ci riferiamo alle scelte tecniche, ma alla volontà di far sospendere il Campionato di Serie A1 per due mesi, salvo poi dichiarare che l’insuccesso giapponese sarebbe stato causato dalla mancanza di tempo per mettere a punto la fase del cambio palla. A prescindere dal fatto che la gran parte dei titolari gioca insieme da diversi anni nel medesimo Club di Treviso, le Società, che hanno fornito alla nazionale gli atleti, e che sono fiere di poter contribuire ai successi degli azzurri, vogliono ricordare al tecnico della nazionale che i giocatori sono stati a sua disposizione dal mese di maggio alla fine di agosto per la World League (che una volta, almeno nella prima fase, si giocava con alcuni giovani per verificarne le potenzialità) e poi ancora dalla metà di ottobre sino a pochi giorni fa. A noi non sembra che le altre nazionali (vedi Brasile) abbiano potuto lavorare di più.
Va inoltre ricordato come nel periodo pre-Mondiale la nazionale, patrimonio di tutti, ha rifiutato qualsiasi apparizione, ivi compresa quella richiesta all’All Star Volley di Montichiari.
 
“Fermare la Serie A1 per due mesi è stato irragionevole. I sacrifici dei nostri club sono stati immolati sull’altare di un risultato nullo – prosegue il Presidente Mosna -. Da queste decisioni è scaturito un danno economico e di immagine notevolissimo per i Club della Lega che hanno registrato vibrate proteste da parte di alcuni sponsor per la totale assenza di visibilità dei loro marchi, oltre alla certezza della disaffezione del pubblico che per più di 8 settimane non ha goduto della continuità del campionato. Tutto ciò ha causato ripercussioni molto negative al Campionato, vero polmone tecnico e agonistico del movimento italiano ed internazionale, che mantiene l’interesse dei media e degli spettatori per tutto l’anno”.
 
Non meno dolorosa sarà la fase di “riavvio” del Campionato con un pubblico stordito dalla intermittenza dello stesso. E tutto ciò senza parlare della difficoltà di molti club che da due mesi vedono ridotta al lumicino la propria rosa e non sanno come allenare i giocatori rimasti a disposizione dei tecnici. A fronte di questo sacrificio, ricordando che gli ingaggi degli atleti sono interamente a carico dei club, vogliamo sottolineare come il fallimento della spedizione sia stato a 360 gradi. Il sacrificio sarebbe stato parzialmente colmato dall’audience televisiva che normalmente garantisce la nostra Nazionale e che in qualche misura poteva mantenere vivo l’interesse del nostro pubblico, oltre a traghettare nuovi spettatori. “Quello che abbiamo purtroppo registrato – sostiene Mosna – è un crollo dell’audience negli ultimi giorni del Mondiale, a causa del pessimo risultato dell’Italia candidata alla medaglia, tanto che la tivù di stato ha rinunciato a mandare in onda gli ultimi match. Onorati peraltro agonisticamente dai nostri ottimi giocatori.”
 
Riguardo poi l’accusa di scarsa competenza pallavolistica rivolta al Dott. Righi, Amministratore Delegato della Lega, dal Sig. Montali, vorremmo ribadire invece che provenire da un altro sport non può essere considerato un handicap. Righi, da tantissimi anni, è al vertice del nostro movimento (prima al femminile e poi al maschile) ed ha sempre dato prova di competenza ed equilibrio. E poi, se non può parlare lui di volley dopo tanti anni di esperienza, cosa dovremmo pensare dello stesso Montali chiamato a dire la sua nel Consiglio di Amministrazione di una delle più grandi Società di calcio?
 
“Ho la massima comprensione – sostiene Massimo Righi – per un uomo confuso dalla sconfitta, che però non perde occasione di adulare i potenti. Credo, e lo confermo, che potesse diventare un leader tecnico per tutto il movimento, che di questo ha bisogno; ma, per quanto ha fatto e per come si comporta, i nostri allenatori e i nostri Club non lo considerano tale. Autoritario coi giocatori, ma non incisivo per il movimento. Eppure non ci siamo mai permessi di chiedere la testa di Montali: non è nostra prerogativa, il Commissario Tecnico lo sceglie la FIPAV. Noi invece interverremo per quando mandare i giocatori in nazionale a campionato in corso, e su questa scelta politica siamo noi a non accettare nessuna lezione: noi vogliamo e dobbiamo tutelare la Serie A, vero motore del movimento, e gli investimenti di sponsor e club”.
 
“Alla Lega Serie A – conclude Mosna – preme infine aprire, all’indomani del “fallimento giapponese”, un sereno dialogo con tutte le parti preposte alla crescita del nostro sport, al fine di individuare programmi e strategie che mai possano essere ribaltati dai desiderata di un allenatore, ma che vengano concordati da Dirigenti esperti, di Lega e Federazione, e finalizzati all’ottenimento di quei risultati di prestigio che competono alla pallavolo italiana e fanno parte della nostra più recente storia sportiva”.